Archive for June, 2007

«Il sindacato rappresenta anche i fannulloni»

Montezemolo a tutto campo, la frase più dura fa discutere: «Il sindacato rischia di diventare espressione della pubblica amministrazione, dei pensionati e anche di qualche fannullone»

REGGIO EMILIA - Un attacco durissimo e su più fronti: il sindacato in primo luogo, ma anche governo e opposizione. Il presidente di Confindustria, Luca di Montezemolo, davanti agli industriali di Reggio Emilia, non ha risparmiato accuse. Ma certamente la frase che farà più discutere è quella sul sindacato, proprio nel giorno del gelo fra il ministro dell’Economia e i sindacati sull’uso del tesoretto e le pensioni. «Le nostre proposte sono più popolari fra i lavoratori che nel sindacato» che ci sembra rischi di «diventare espressione della pubblica amministrazione, dei pensionati e anche di qualche fannullone».

Il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo (Lapresse)
 

GOVERNO - Ma il numero uno di Confindustria è duro anche con il governo: «C’è una classe di governo che ha come mestiere creare problemi agli imprenditori».
Governo che Montezemolo vede incapace di affrontare i temi della sicurezza: «Non ci sono piaciuti i tempi e i modi in cui si è affrontata la sostituzione dei vertici delle forze dell’ordine» aggiunge il presidente della Fiat, commentando l’avvicendamento ai vertici della Guardia di Finanza e le modalità di decisione di sostituzione del capo della polizia Gianni De Gennaro. «Se la ripresa c’è stata questa dipende fondamentalmente, se non esclusivamente dalle imprese, eppure il paese fa fatica a fare il tifo per le imprese. C’è un’inaccettabile cultura anti industriale» ha aggiunto ancora Montezemolo.

OPPOSIZIONE - A Montezemolo non piace nemmo questa opposizione, in particolare chi ha attegiamenti propagandistici, con un riferimento esplicito alla Lega: «In Italia serve un’opposizione che faccia meno propaganda e abbia un progetto politico. A noi non piace vedere show come quelli delle forze politiche (la Lega nord a Montecitorio ndr) che invadono i banchi del Governo. Quando il centrodestra era al governo - ha aggiunto il presidente di Confindustria - abbiamo sentito tante volte parlare i suoi esponenti del taglio dell’Irap. Non abbiamo visto un euro di Irap tolta. È necessario tagliare la propaganda e avere un progetto politico».

TASSE - Poi Montezemolo è tornato anche sul tema dell’imposizione fiscale: «Le tasse diminuiscono a tre condizioni, la prima è che le paghino tutti, perchè chi non le paga fa concorrenza sleale. La seconda è non pensare a recuperare l’evasione facendo accertamenti solo a quelli che le pagano. La terza, infine, è non fare una politica economica solo con le entrate senza tagliare mai la spesa pubblica. In Italia ci sono 18.000 membri di cda di società pubbliche. Tagliando la loro spesa si potrebbe reperire denaro per investimenti».

PENSIONI - Il presidente di Confindustria tocca successivamente anche il tema della previdenza: «Per quanto riguarda le pensioni, noi diciamo con chiarezza due cose. La prima è che la riforma Dini e la riforma Maroni consentono di raggiungere obiettivi di stabilitá finanziaria del sistema che non possono essere messi in discussione». «La seconda - conclude Montezemolo - è che bisogna guardare a cosa accade negli altri paesi europei: non possiamo essere il paese con la vita media più alta e quello dove si va in pensione prima di tutti gli altri. C’è il rischio che, tra poco più di venti anni, ogni lavoratore debba mantenere un pensionato. non è così che possiamo costruire il nostro futuro».

LA REPLICA DELLA CGIL - Molta irritazione viene espressa dalla Cgil dopo le affermazioni di Montezemolo. Fonti vicine alla segreteria generale definiscono il leader degli industriali, alla luce di quanto detto stasera, «il nuovo capo populista», che tenta di delegittimare il sindacato dopo averci provato con il sistema politico.

 

21 giugno 2007
(fonte: Corriere.it)

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La fine del mondo secondo Newton

Lo scienziato inglese era arrivato alla conclusione attraverso la Bibbia

La data fatidica, indicata in una lettera del 1704 scoperta domenica a Gerusalemme, sarebbe il 2060

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La lettera di Newton (da Huji.ac.il)

La lettera di Newton (da Huji.ac.il)

GERUSALEMME - Secondo sir Isaac Newton è iniziato il conto alla rovescia: meno di 53 anni alla fine definitiva del mondo, prevista secondo Newton per il 2060. Lo scienziato infatti, nonostante il suo pensiero positivista, non fu impermeabile al senso del mistero e della superstizione e non si dilettò solo nello studio della fisica e dell’astronomia, ma anche nell’interpretazione dell’Apocalisse, alla ricerca di un mondo simbolico, misterioso e colmo di profezie nascoste. Non fu dunque così razionale come si potrebbe essere portati a credere e non fu esente dal leggere la Bibbia come una sorta di piano cifrato per la storia mondiale (fenomeno chiamato appunto biblicismo).

LA LETTERA - Il padre della fisica moderna formula questa funesta profezia in una lettera risalente al 1704 e pubblicata solo ora in occasione di una mostra dal 18 giugno al 17 luglio all’Università ebraica di Gerusalemme e intitolata «I segreti di Newton». Perché proprio il 2060? Esattamente Newton parlò di 1.200 anni dopo l’800 d. C., data in cui venne restaurato il Sacro Romano Impero. Pare che lo scienziato sia arrivato a indicare questa data in seguito alla rilettura del libro del profeta Daniele, uno dei libri più difficili in cui sono contenuti numerosi simbolismi e visioni fantastiche. E proprio dal linguaggio oscuro e sibillino del testo, Newton fu incoraggiato ad abbandonarsi all’auspicio.

SCIENZA E FEDE - Uno degli aspetti interessanti della rivelazione, oltre alla data in sé (per altro abbastanza vicina), è costituito dal rapporto difficile, eppure possibile, tra scienza e fede religiosa. Newton, nonostante le celebri scoperte scientifiche (tra cui il calcolo infinitesimale), rimase sempre uomo di fede e cercò per tutta la vita di coniugare le due passioni, in evidente dialettica tra loro, arrivando alla rilettura scientifica dei testi sacri. In qualche modo egli fu religiosamente scienziato o scientificamente religioso. O semplicemente decise di vivere il mistero e la ragione, entrambi a modo suo.

Emanuela Di Pasqua

18 giugno 2007
(fonte: Corriere.it)

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Il Papa denuncia “l’attacco sistematico al matrimonio e alla famiglia”

In particolare, nei mezzi di comunicazione
CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 15 giugno 2007 (ZENIT.org).- Benedetto XVI ha denunciato questo venerdì “l’attacco sistematico al matrimonio e alla famiglia” che si registra nei mezzi di comunicazione.

Un fenomeno, ha inoltre osservato, che si colloca nel processo di secolarizzazione in atto in maniera particolare in Europa.

Son queste le constatazioni fatte dal Papa nel tracciare un’analisi delle sfide che la Chiesa in Slovacchia si trova ad affrontare, dopo aver superato la persecuzione comunista, durante l’udienza ai presuli di questo Paese, giunti per la loro visita quinquennale “ad limina Apostolorum”.

La Repubblica della Slovacchia, nata dalla separazione dalla Repubblica Ceca, avvenuta il 1° gennaio 1993, conta cinque milioni e mezzo di abitanti, il 75% dei quali è costituito da cattolici.

Dopo lo sgretolamento dell’Unione Sovietica, ha constatato il Papa, la Slovacchia “sta entrando sempre di più, dal punto di vista religioso-culturale, nella dinamica tipica di altri Paesi europei di antica tradizione cristiana, fortemente segnati, in questa nostra epoca, da un vasto processo di secolarizzazione”.

“Le comunità cristiane, che hanno conservato antiche e radicate pratiche religiose cattoliche, dopo essere uscite dal tunnel della persecuzione, sono attualmente esposte al rischio di vedere tale patrimonio, che il regime comunista non è riuscito a distruggere, pesantemente intaccato dai fermenti caratteristici delle società occidentali: il consumismo, l’edonismo, il laicismo, il relativismo ecc”, ha continuato.

Per quanto riguarda la realtà delle famiglie, il Papa, dopo aver parlato nei giorni scorsi con i Vescovi e aver letto i loro dossier, ha rivelato di aver “appreso che anche la Slovacchia comincia a risentire della crisi del matrimonio e della natalità e ciò, in primo luogo, per cause di carattere economico, che inducono le giovani coppie di fidanzati a rimandare il loro matrimonio”.

“Si registra, inoltre, una diminuita considerazione sociale del valore del matrimonio, a cui si unisce una fragilità delle nuove generazioni, timorose spesso di assumere stabili decisioni e impegni per tutta la vita”, ha commentato

“Altro fattore destabilizzante è senz’altro l’attacco sistematico al matrimonio e alla famiglia condotto nell’ambito di una certa cultura e dei mass-media”, ha quindi aggiunto.

“In questo quadro, che cosa deve fare la Chiesa se non intensificare la preghiera e continuare ad impegnarsi con forza per sostenere le famiglie nell’affrontare le sfide del presente?”, si è quindi domandato.

In questo contesto, il Papa ha incoraggiato una “ben strutturata [...] pastorale dei Sacramenti legata a quella della famiglia: Matrimonio, Battesimo dei bambini, Prima Comunione e Confermazione prevedono una preparazione obbligatoria”.

“È impegno costante di voi Pastori, e dei sacerdoti che vi coadiuvano, quello di aiutare le famiglie a percorrere un autentico cammino di fede e di vita cristiana comunitaria”, ha esortato.

“A questa vostra azione pastorale possono offrire un valido sostegno i gruppi, i movimenti e le associazioni laicali ecclesiali, impegnati in prima linea nella promozione della vita coniugale e familiare e nella diffusione dell’insegnamento della Chiesa sul matrimonio, sulla famiglia, sulla morale sessuale e sui temi della bioetica”, ha quindi concluso.

(fonte: Zenit.org)

Val di Noto, i texani rinunciano: Stop alle trivelle nel sito Unesco

Annuncio del presidente della Regione Siciliana Salvatore Cuffaro - Le proteste dei cittadini, l’appello di Camilleri dalle pagine di Repubblica La Panther si difende: “Una campagna contro di noi. La scelta dei luoghi da perforare sarebbe stata indirizzata verso zone senza qualità, pregi ambientali o paesaggistici”

<B>Val di Noto, i texani rinunciano<br>Stop alle trivelle nel sito Unesco</B> La cattedrale di Noto

ROMA - “La Panther Oil ha comunicato oggi alla Regione di aver rinunciato alle trivellazioni in tutto l’abitato della città di Noto, in tutto il sito Unesco e nell’intera area di Noto Antica, oltre alla porzione di area vicina alla zona sud-est della riserva di Vendicari”. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana Salvatore Cuffaro, a Palazzo Chigi, nel corso della conferenza stampa di presentazione della riapertura della Cattedrale di Noto.

A lanciare un forte appello per la salvaguardia della zona era stato Andrea Camilleri dalle pagine di Repubblica lo scorso sette giugno. L’appello, dopo essere stato sottoscritto da molti esponenti politici regionali e nazionali e da legambiente, era stato ripreso anche dal ministro dell’Ambiente e da ottantamila nostri lettori. Una settimana dopo l’articolo è stato anche tradotto dal francese Le Monde, dal Times e da Guardian. Il papà del commissario Montalbano chiedeva che venisse definitivamente e “irreversibilmente” stoppata la concessione data qualche anno fa alla società americana.

Per il governatore siciliano, “è un risultato del quale siamo fieri perché - ha sottolineato - in questi anni abbiamo lavorato e insistito moltissimo. Il governo regionale della Sicilia è sempre stato contrario alle trivellazioni nei siti dell’Unesco, che riguardavano comunque la ricerca di metano e non di petrolio, per la quale siamo contrari per tutto il territorio dell’isola”.

Nella lettera inviata dalla ‘Panther’ alla Regione Sicilia, a firma del presidente Jim Smitherman, si precisa che “la tematica che la città di Noto fosse patrimonio Unesco è stata utilizzata per avviare una campagna contro la ‘Panther’, come se la compagnia avesse davvero intenzione di perforare all’interno dei siti del Val di Noto. A tal proposito - continua la missiva - si ritiene che l’unico modo di eludere in maniera inequivocabile il problema sia quello di rilasciare l’area attorno alla città di Noto, vasta 8.600 ettari e che interessa l’intero centro abitato della città di Noto, l’intero sito Unesco del Val di Noto con annessa ‘buffer zone’, l’intera area di Noto antica e la porzione di area vicino alla costa sudorientale vicina alla riserva naturale di Vendicari”.


La ‘Panther’, in ogni caso, prima della dichiarazione finale premetteva che “la scelta dei siti da perforare sarebbe stata sempre puntuale e sarebbe stata quindi ovviamente indirizzata verso zone non interessate da qualità o pregi ambientali, paesaggistici e tantomeno nel centro di abitato della città di Noto”.

In realtà le ricerche sono bloccate dal 2003, ma la società americana ha reagito ricorrendo alle vie legali e la controversia è aperta. Secondo lo scrittore, un’eventuale ripresa delle trivellazioni avrebbe significato “distruggere in un colpo solo totalmente paesaggio e storia, cultura e identità bellezza e armonia a favore di una sordida manovra d’arricchimento di pochi”.

(fonte: Repubblica.it - 15 giugno 2007)


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