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Archive for November, 2007

“Spe salvi”, una enciclica per donare speranza all’umanità

In Religion on November 30, 2007 at 10:23 pm

Benedetto XVI: la vita “non finisce nel vuoto”

CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 30 novembre 2007 (ZENIT.org).- Questo venerdì è stata presentata l’enciclica di Benedetto XVI, dal titolo “Spe salvi” (“Salvati nella speranza”) con la quale il Santo Padre ha voluto offrire all’umanità, speso disillusa, la dimensione della speranza offerta da Cristo.

Il documento, di circa 80 pagine, diviso in otto parti, è stato firmato dal Papa questo venerdì nella Biblioteca del Palazzo Apostolico, ed è indirizzato ai Vescovi, ai presbiteri e ai diaconi, alle persone consacrate e a tutti i fedeli laici.

Comincia con un passaggio della Lettera dell’apostolo San Paolo ai Romani “nella speranza siamo stati salvati” (8, 24) e sottolina come “elemento distintivo dei cristiani il fatto che essi hanno un futuro”: la loro vita “non finisce nel vuoto” (n. 2)

“Giungere a conoscere Dio – il vero Dio, questo significa ricevere speranza”, dichiara nel numero 3 della enciclica, la seconda del Papa, dopo la “Deus Caritas est” (“Dio è amore”), publicata a gennaio del 2006.

Il Papa spiega la speranza cristiana presentando l’esempio della schiava sudanese santa Giuseppina Bakhita, nata nel 1869 in Darfur, che diceva “io sono definitivamente amata e qualunque cosa accada – io sono attesa da questo Amore” (3).

Nel testo si afferma inoltre che Gesù non ha portato “un messaggio sociale-rivoluzionario” come Spartaco, e che “non era un combattente per una liberazione politica”; ma che ha portato “l’incontro con il Dio vivente”, “l’incontro con una speranza che era più forte delle sofferenze della schiavitù e che per questo trasformava dal di dentro la vita e il mondo” (4).

Cristo ci rende veramente liberi: “Non siamo schiavi dell’universo” e delle “leggi della materia e dell’evoluzione”.

“Non sono gli elementi del cosmo … che in definitiva governano il mondo e l’uomo, ma un Dio personale governa le stelle, cioè l’universo”, continua il Papa. Siamo liberi perché “il cielo non è vuoto”, perché il Signore dell’universo è Dio che “in Gesù si è rivelato come Amore” (5).

Cristo “ci dice chi in realtà è l’uomo e che cosa egli deve fare per essere veramente uomo”. “Egli indica anche la via oltre la morte” (6).

Per questo motivo, per il Papa è molto chiaro che la vera speranza non è qualcosa ma Qualcuno: non è fondata su cose che passano e ci possono essere tolte, ma su Dio che si dona per sempre (8).

In questo senso, aggiunge, “l’attuale crisi della fede è soprattutto una crisi della speranza cristiana”.

Il documento papale mostra inoltre le illusioni che hanno reso schiava l’umanità come per esempio il marxismo che “ha dimenticato l’uomo e ha dimenticato la sua libertà”. “Credeva che una volta messa a posto l’economia tutto sarebbe stato a posto. Il suo vero errore è il materialismo” (20-21).

Il mito del progresso è un’altra delusione analizzata, così come succede a quanti credono che l’uomo possa essere redento mediante la scienza. La scienza “può anche distruggere l’uomo e il mondo”. “Non è la scienza che redime l’uomo”. (24-26)

Il Papa indica poi quattro luoghi di apprendimento e di esercizio della speranza.

Il primo è la preghiera: “Se non mi ascolta più nessuno, Dio mi ascolta ancora”. Il Pontefice ricorda quindi la testimonianza del Cardinale vietnamita François Xavier Nguyen van Thuân, per 13 anni in carcere, di cui 9 in isolamento: “In una situazione di disperazione apparentemente totale, l’ascolto di Dio, il poter parlargli, divenne per lui una crescente forza di speranza” (32-34).

Un altro luogo è l’agire. “La speranza in senso cristiano è sempre anche speranza per gli altri. Ed è speranza attiva, nella quale lottiamo” affinché “il mondo diventi un po’ più luminoso e umano” (35).

La sofferenza è l’altro luogo di apprendimento della speranza: “Certamente bisogna fare tutto il possibile per diminuire la sofferenza”, tuttavia “non è la fuga davanti al dolore che guarisce l’uomo, ma la capacità di accettare la tribolazione e in essa maturare, di trovare senso mediante l’unione con Cristo, che ha sofferto con infinito amore” (36-39).

L’ultimo luogo di apprendimento della speranza è il Giudizio di Dio. “La fede nel Giudizio finale è innanzitutto e soprattutto speranza”: “esiste la risurrezione della carne. Esiste una giustizia. Esiste la ‘revoca’ della sofferenza passata, la riparazione che ristabilisce il diritto” (41-47).

In questo senso Benedetto XVI riconosce che l’ateismo del XIX e del XX secolo è “una protesta contre le ingiustizie del mondo” che diventa “protesta contro Dio”.

Tuttavia, spiega, “se di fronte alla sofferenza di questo mondo la protesta contro Dio è comprensibile, la pretesa che l’umanità possa e debba fare ciò che nessun Dio fa né è in grado di fare, è presuntuosa ed intrinsecamente non vera. Che da tale premessa siano conseguite le più grandi crudeltà e violazioni della giustizia non è un caso ma è fondato nella falsità intrinseca di questa pretesa” (42).

“La nostra speranza è sempre essenzialmente anche speranza per gli altri; solo così essa è veramente speranza anche per me”, indica. “Da cristiani non dovremmo mai domandarci solamente: come posso salvare me stesso?”, afferma il Papa, ma “che cosa posso fare perché altri vengano salvati?” (48).

L’enciclica conclude presentando Maria come “stella della speranza”: “Madre di Dio, Madre nostra, insegnaci a credere, sperare ed amare con te – invoca –. Indicaci la via verso il suo regno! Stella del mare, brilla su di noi e guidaci nel nostro cammino!” (49-50).

L’enciclica è stata presentata questo venerdì dal Cardinale Georges Cottier O.P, teologo emerito della Casa Pontificia, e da padre Albert Vanhoye S.I., professore di esegesi del Nuovo Testamento al Pontificio Instituto Biblico.

Padre Federico Lombardi S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha dichiarato che l’enciclica è stata scritta totalmente dal Papa e non ha scartato la possibilità che dopo i due precedenti documenti sull’amore e sulla speranza ne possa seguire un altro sulla fede.

GREENPEACE A CIVITAVECCHIA, MAXI-MUTANDE SULLA CENTRALE ENEL

In Pollution, Rassegna Stampa on November 26, 2007 at 10:30 pm

ROMA – Blitz di Greenpeace alla centrale Torre Valdaliga Nord, a Civitavecchia, che l’Enel sta convertendo a carbone. Otto ‘climbers’ si sono arrampicati su una delle gru del cantiere e hanno aperto uno striscione che raffigura un paio di mutande e lo slogan “Kyoto: Italia in mutande” e altri striscioni più piccoli con scritto “no carbone” e “stop Co2″.

Secondo quanto afferma una nota di Greenpeace, “per fermare la protesta, Enel ha messo in pericolo la vita di un’attivista polacca, facendo muovere la gru mentre la ragazza si arrampicava. Più di 100 operai hanno contestato l’azione di Greenpeace presso la centrale”.

“L’Italia, con le attuali misure adottate, si appresta a fallire miseramente gli obiettivi di Kyoto e la centrale di Civitavecchia aggrava ulteriormente il deficit ambientale dell’Italia di oltre 10 milioni di tonnellate di Co2 all’anno” ha spiegato in una nota Giuseppe Onufrio, direttore delle campagne di Greenpeace.

(ANSA.it)

Concistoro in Vaticano, 23 nuovi cardinali

In Religion on November 24, 2007 at 3:32 pm

La cerimonia di nomina dei nuovi porporati. Presenti mgliaia di persone. Per la prima volta un cardinale iracheno

CITTA’ DEL VATICANO - Cardinali, arcivescovi, vescovi, religiosi e sacerdoti di tutto il mondo. Ma anche autorità politiche: un parterre davvero d’eccezione quello che oggi e domani affollano San Pietro per il Concistoro, durante il quale il Papa officierà le procedure per la nomina di 23 nuovi cardinali 

Papa Benedetto XVI con il neo cardinale Paul Josef Cordes (Ap)

I NUOVI PORPORATI - La cerimonia di investitura dei nuovi porporati si è svolta a partire dalle 10,30 nel piazzale della Basilica di San Pietro. Nel pomeriggio sono invece previste le «visite di cortesia» ai novelli cardinali che solo domenica riceveranno i simboli della loro nuova missione, ovvero gli anelli cardinalizi. E domenica mattina concelebreranno con il pontefice la loro prima messa «in rosso».

LA PRIMA VOLTA DI UN IRACHENO – Per la prima volta nella storia della Chiesa, un Patriarca caldeo di Baghdad viene creato cardinale. Tra i 23 nuovi cardinali c’è infatti il Patriarca di Babilonia dei Caldei, Emmanuel III Delly. Un gesto di stima e attenzione da parte del pontefice verso la Chiesa e il Paese iracheno. Un segnale che è stato accolto positivamente anche dalle autorità locali. Tanto che al Concistoro partecipa una delegazione di alto livello proveniente dall’Iraq con il vice di Talabani, lo sciita Adel Abdel Mehdi.

«SIATE FORTI» – «Siate pronti a comportarvi con fortezza fino all’effusione del sangue» ha esortato papa Ratzinger imponendo la berretta rossa ai nuovi cardinali, che prima avevano fatto professione e giuramento di fede e obbedienza. «A lode di Dio onnipotente e a decoro della Sede Apostolica – ha detto Benedetto XVI, recitando la formula tradizionale in latino – ricevete la berretta rossa come segno della dignità del Cardinalato, a significare che dovete essere pronti a comportarvi con fortezza, fino alla effusione del sangue, per l’incremento della fede cristiana, per la pace e la tranquillità del popolo di Dio e per la libertà e la diffusione della Santa Romana Chiesa».

LA MITRIA DI PIO IX - Per l’occasione il Papa ha scelto di indossare paramenti di grande solennità e valore storico. Il Pontefice si è presentato con una mitria (detta anche mitra) – il tradizionale copricapo da cerimonia riservato alle più alte cariche ecclesiastiche – appartenuta a papa Pio IX. Il piviale in seta dorata, con lo stolone riportato, appartiene invece a un paramento più antico (forse del secolo XV), con immagini relative a vite dei Santi tra cui Pietro e Paolo, ed è stato usato in precedenza da Giovanni Paolo II.

FOLLA E DELEGAZIONI – Migliaia di fedeli hanno già chiesto i biglietti alla Prefettura della Casa Pontificia che, al momento, non è in grado nemmeno di dire quanti pellegrini affolleranno la piazza vaticana, perchè «le richieste sono continue ed elevate», rispondono dalla Prefettura. Dodici le delegazioni ufficiali. A guidare quella in rappresentanza del governo italiano c’è il vicepremier Francesco Rutelli. Oggi, a rendere omaggio a monsignor Bagnasco (per anni ordinario militare), uno dei nuovi cardinali, sono intervenuti anche i ministri della Difesa, Arturo Parisi, e della Giustizia, Clemente Mastella.

Chi sono i 23 nuovi cardinali della Chiesa

CITTA’ DEL VATICANO - Lunghi e calorosi applausi sono stati concessi dai fedeli ai 23 neo-cardinali. All’inizio della solenne celebrazione del Concistoro, infatti, il Papa ha elencato ciascun neo-porporato, assegnando loro i titoli o la diaconia. Applausi scroscianti hanno accompagnato l’annuncio del Pontefice.

LE NOMINE – Ecco le sedi assegnate da Benedetto XVI a ciascun cardinale. Leonardo Sandri, diaconia dei Santi Biagio e Carlo ai Catinari, John Patrick Foley, diaconia di San Sebastiano al Palatino, Giovanni Lajolo, diaconia di Santa Maria Liberatrice a Monte Testaccio, Paul Josef Cordes, diaconia di San Lorenzo in Piscibus, Angelo Comastri, diaconia di San Salvatore in Lauro, Stanislaw Riylko, diaconia del Sacro Cuore di Cristo Re, Raffaele Farina, diaconia di San Giovanni della Pigna, Agustín García-Gasco Vicente, titolo di San Marcello, Sean Baptist Brady, titolo dei Santi Quirico e Giulitta, Lluis Martinez Sistach, titolo di San Sebastiano alle Catacombe, Andrè Vingt-Trois, titolo di San Luigi dei Francesi, Angelo Bagnasco, titolo della Gran Madre di Dio, Théodore-Adrien Sarr, titolo di Santa Lucia a Piazza d’Armi, Oswald Gracias, titolo di San Paolo della Croce a ’Corviale’, Francisco Robles Ortega, titolo di Santa Maria della Presentazione, Daniel Dinardo, titolo di Sant’Eusebio, Odilo Pedro Scherer, titolo di Sant’Andrea al Quirinale, John Njue, titolo del Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo, Giovanni Coppa, diaconia di San Lino, Estanislao Esteban Karlic, titolo della Beata Vergine Maria Addolorata a Piazza Buenos Aires, Urbano Navarrette, diaconia di San Ponziano, Umberto Betti, diaconia dei Santi Vito, Modesto e Crescenzia.