Rassegna stampa di notizie più o meno interessanti (per me) dalla rete

Archive for January, 2008

«Da cancellare i dati sui siti visitati»

In Information, Rassegna Stampa on January 24, 2008 at 11:33 pm

L’authority: le informazioni non possono essere conservate neanche a fini di giustizia

ROMA - I gestori di servizi telefonici e di connessione a Internet non possono conservare i dati sui siti visitati e sulle stringhe digitate dagli utenti sui motori di ricerca. Nemmeno per ragioni di giustizia. La decisione è stata presa dal Garante per la privacy (Francesco Pizzetti, Giuseppe Chiaravalloti, Mauro Paissan e Giuseppe Fortunato), che ha stabilito che entro due mesi i gestori – nella fattispecie Telecom Italia, Wind, H3G e Vodafone – dovranno cancellare le informazioni conservate illecitamente e provvedere a una serie di interventi per evitare che accada in futuro, oltre a mettere in sicurezza i dati personali archiviati per legge.

PROVVEDIMENTI - Al termine di una serie di indagini e ispezioni effettuate dal Garante, a Telecom, Vodafone e H3G, in particolare, è stata imposta la cancellazione di informazioni, illegittimamente conservate, riguardanti i siti Internet visitati dagli utenti. A Vodafone, H3G e Wind è stata impartita l’adozione di specifiche misure tecniche per la messa in sicurezza dei dati personali conservati a fini di giustizia. «Questi provvedimenti – ha commentato Mauro Paissan, membro dell’autorità per le privacy – affermano un principio innovativo e importante: va tutelata la riservatezza anche della navigazione in Internet e dell’uso dei motori di ricerca. I gestori telefonici non possono dunque conservare questi dati, nemmeno per ragioni di giustizia. Entro due mesi queste informazioni dovranno ora scomparire. Viene in questo modo riaffermata l’estrema delicatezza delle visite e delle ricerche in Internet».

DATI SENSIBILI - Oltre ai siti Internet visitati le società conservavano anche («per eccesso di zelo», ha ammesso Paissan) le stringhe di ricerca digitate sui motori di ricerca. I gestori – sottolinea il Garante della privacy – devono invece conservare esclusivamente i dati di traffico telematico funzionali alla fornitura e alla fatturazione del servizio di connessione e non quei dati di traffico apparentemente «esterni» alla comunicazione (pagine web visitate o gli indirizzi Ip di destinazione), che possono coincidere di fatto con il «contenuto» della comunicazione, consentendo di ricostruire relazioni personali e sociali, convinzioni religiose, orientamenti politici, abitudini sessuali e stato di salute. La mancata adozione di alcune misure di sicurezza e l’indebita conservazione dei dati sulla navigazione in Internet sono emerse – sottolinea la nota – nel corso dell’attività ispettiva effettuata dal Garante anche nell’ultimo anno per verificare il rispetto del Codice privacy e delle prescrizioni impartite dal Garante nel dicembre 2005 riguardo alla protezione dei dati di traffico telefonico conservati a fini di giustizia e alle modalità con le quali i gestori di telefonia, fissa e mobile, adempiono alle richieste dell’autorità giudiziaria in materia di intercettazioni.

(da Corriere.it)

CON ‘GRANDE PIANO’ 69% ELETTRICITA’ DA SOLE

In Environment, Rassegna Stampa on January 20, 2008 at 7:39 pm

ROMA, – La possibilità di abbandonare il petrolio ed ottenere buona parte dell’energia elettrica dal Sole c’é, quello che manca è la volontà politica. Lo sostiene la rivista americana Scientific American, che ha elaborato un ‘grande piano solare’ con cui sarebbe teoricamente possibile produrre il 69% dell’energia elettrica di un grande paese come gli Usa soltanto utilizzando il Sole e a costi competitivi con quelli attuali. L’energia che arriva dal Sole in 40 minuti, scrive la rivista, sarebbe sufficiente a coprire il consumo globale per un anno. Convertendo solo il 2,5% di quella che colpisce gli stati del Southwest americano si coprirebbero i consumi statunitensi del 2006. Attualmente però dal solare gli Stati Uniti ricavano solo il 6% dell’energia. Il piano proposto da Scientific American prevede di ottenere almeno 3mila Gigawatts di energia da impianti fotovoltaici, da stoccare con la tecnica dell’aria compressa e da distribuire con un metodo totalmente nuovo di trasmissione.

L’obiettivo del 69%, che potrebbe essere addirittura maggiore se al fotovoltaico si accoppiassero le altre fonti rinnovabili, sarebbe raggiunto nel 2050 al prezzo di 400 miliardi di dollari, appena il doppio di quanto prevedeva di spendere la Casa Bianca per la guerra in Iraq. “Queste cifre sono scientificamente valide, ma rimarranno un buon auspicio se non ci sarà la volontà politica – spiega Carlo Manna, responsabile del centro studi dell’Enea – gli Usa sono stati i primi a investire nel solare già negli anni ‘80, ma poi la politica non ha piu’ sostenuto questa strada e adesso gli americani sono indietro anche rispetto alla Cina, oltre che a Spagna e Germania che sono ai massimi livelli. Il potenziale c’é ed è notevolissimo, ma senza investimenti questi rimangono scenari irrealizzabili, anche se la tecnologia adatta già c’é”.

Se negli Usa è difficile, per l’Italia sarebbe quasi impossibile raggiungere un obiettivo del genere: “Anche in Italia le possibilità tecnologiche ci sono, e spesso sono anche più avanzate del resto del mondo, come nel caso del solare a concentrazione in cui addirittura vendiamo pezzi alla Spagna – conferma Manna – il problema sono le difficoltà del sistema, dalla farraginosità nell’ottenere le autorizzazioni e la scarsità di installatori degli impianti”. Il piano proposto per gli Usa permetterebbe di chiudere 600 centrali elettriche tradizionali, e di abbattere le emissioni del 62%: “Non solo – sottolinea l’esperto – in Usa si fanno già i conti di quanti posti di lavoro e quanta ricchezza possono derivare incentivando le energie rinnovabili. Da noi ancora non ci sono invece le industrie necessarie a sostenere un aumento della domanda di fotovoltaico, rischiamo di dover comprare gli impianti all’estero con un costo enorme sulla bolletta”.

(fonte: ANSA.it)

«Negare la famiglia minaccia la pace»

In Rassegna Stampa, Religion on January 1, 2008 at 9:06 pm

Benedetto XVI: «Il matrimonio tra un uomo e una donna è culla della vita e dell’amore».

ROMA – Per il Papa, negare la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna minaccia la pace mondiale: è quanto sostiene Benedetto XVI, che in occasione della messa di inizio anno nella basilica di San Pietro ha riproposto il suo recente messaggio per la pace: «Quest’anno, nel messaggio per l’odierna Giornata mondiale della pace – ha detto Benedetto XVI – ho voluto porre in luce lo stretto rapporto che esiste tra la famiglia e la costruzione della pace nel mondo. La famiglia naturale, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna – ha detto Ratzinger durante l’omelia – è culla della vita e dell’amore e la prima e insostituibile educatrice alla pace».

VERITA’ DELL’UOMO – Proprio per questo, la famiglia – secondo Papa Ratzinger – è «la principale agenzia di pace» e «la negazione o anche la restrizione dei diritti della famiglia, oscurando la verità dell’uomo, minaccia gli stessi fondamenti della pace». Poiché poi l’umanità è una «grande famiglia», se vuole vivere in pace «non può non ispirarsi a quei valori sui quali si fonda e si regge la comunità familiare».

IL COLLE – Al richiamo del Papa sulla famiglia risponde a distanza il presidente Napolitano ribadendo che la Costituzione italiana riconosce «pienamente» la famiglia che rappresenta la prima cellula della «società naturale». Il presidente della Repubblica lo scrive nel messaggio inviato a Benedetto XVI in occasione della Giornata mondiale della pace. L’Italia è impegnata per la pace e «anche quale membro fondatore dell’Unione europea – scrive il presidente – è sempre stata in prima linea, promuovendo l’adozione di adeguati strumenti internazionali in materia e partecipando attivamente alla crescita sociale ed economica dei Paesi meno avanzati». «Al centro di tale azione vi è l’Uomo, la sua dignità, il suo diritto ad esistere e coesistere – aggiunge Napolitano – attraverso la valorizzazione della “società naturale” costituita dalla famiglia, cui ella si riferisce e la cui rilevanza è pienamente riconosciuta in Italia dalla Costituzione repubblicana».

BAGNASCO: FATE FIGLI – Anche il cardinale Angelo Bagnasco è intervenuto sullo stesso tema. «Ai giovani, da questo pulpito di fine anno, dico con stima e affetto di non avere paura – ha esordito il presidente della Cei – cari amici non abbiate timore di farvi la vostra famiglia, di affrontare la vita a due nel vincolo pubblico del matrimonio». «Se siete cattolici – ha continuato – sapete che il matrimonio è un Sacramento, cioè una realtà nuova dove Cristo ha legato la sua presenza d’amore, un amore grande che eleverà e sosterrà il vostro amore di coppia. Non temete la responsabilità dei figli: è una grande responsabilità, certo, ma la gioia che ne deriva e la pienezza della vostra vita sono impagabili».

(Corriere.it)