Archive for April, 2008

Clima: Usa, cittadini producono 5 volte CO2 di ogni altro abitante del pianeta

WASHINGTON - Dai senzatetto ai miliardari, chiunque negli Stati Uniti produce in media 5 volte piu’ anidride carbonica degli altri abitanti del pianeta. Lo affermano i ricercatori del Massachussets Institute of Technology (Mit) di Boston, che hanno analizzato i comportamenti di diversi stili di vita, correlandoli alla loro impronta ecologica. Se la produzione media mondiale pro-capite di Co2 si attesta sulle 4 tonnellate all’anno, un americano medio produce 20 tonnellate e, negli Stati Uniti, anche chi non ha nulla e vive pernottando negli ostelli e’ responsabile dell’emissione di 8 tonnellate. I ricercatori spiegano questi dati con il cosiddetto ‘effetto rimbalzo’: se anche una persona fa una scelta che fa risparmiare energia, come l’acquisto di un auto ibrida, ma poi spende i soldi risparmiati inquinando, ad esempio in un viaggio in aereo, l’impronta ecologica aumenta. Un attitudine tipica degli americani. (Agr)

(Corriere della Sera)

Il giorno di Padre Pio (e i veti dello storico professore)

Oggi, al termine della messa celebrata sul piazzale antistante il nuovo santuario di San Giovanni Rotondo, inizia l’esposizione del corpo di Padre Pio. Un appuntamento molto atteso (già 750mila persone si sono prenotate per poter sfilare nella cripta del convento di Santa Matia delle Grazie), e da più di qualcuno (ad esempio Claudio Magris sul Corriere della Sera) criticato. Sul Giornale di oggi pubblico un’intervista al cardinale José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione delle cause dei santi, che spiega il significato della venerazione delle reliquie dei santi. Come sapete, con l’amico e collega di Famiglia Cristiana Saverio Gaeta abbiamo scritto un libro (”Padre Pio. L’ultimo sospetto”, Piemme) per analizzare e confutare i sospetti lanciati da Sergio Luzzatto con il suo volume sul frate pubblicato lo scorso ottobre. Ebbene, da quando è uscito il nostro volume Luzzatto non ha mai accettato un confronto o un dibattito, che fosse televisivo o meno, tanto che nei giorni scorsi gli abbiamo pubblicamente rinnovato l’invito in questo senso. Luzzatto non solo non vuole confrontarsi con noi, ma mette pure veti: ieri sera, a Matrix, in diretta su Canale Cinque, doveva essere presente Gaeta. All’ultimo momento gli è stato detto che non sarebbe più potuto intervenire. Perché? E’ presto detto: perché c’era Luzzatto, il quale pone come condizione previa per partecipare a qualsiasi dibattito su Padre Pio l’assenza di Gaeta e mia. C’è da capirlo: dopo che sono stati smascherati errori grossolani, sviste, letture parziali e pregiudizi contenuti nel suo lavoro, lo “storico del XXI° secolo” come si definisce, ha paura di un confronto pubblico. Meglio pontificare a senso unico, senza contraddittorio…

(Andrea Tornielli)

Ragazzino calcola la fine del mondo, la Nasa gli dà ragione ma poi ritratta

Un 13enne tedesco: «C’è una probabilità su 450 che l’asteroide Apophis colpisca la Terra nel 2036»

POTDSAM (Germania) – È la più grande minaccia per il nostro pianeta: il 13 aprile del 2036 - la domenica di Pasqua - l’asteroide “Apophis” entrerà nell’orbita terrestre. Avrà una probabilità dello 0,2 per cento di schiantarsi contro il nostro pianeta. Sembra poco, ma non si sa mai. Lo ha calcolato un ragazzino di 13 anni di Potsdam, in Germania. Secondo le formule matematiche del giovane Nico Marquardt, la Nasa ha sbagliato - e non di poco - le sue previsioni sulla possibile collisione dell’asteroide con la Terra: per il giovane tedesco la probabilità d’impatto è una su 450 e non una su 45 mila. Anche la Nasa, in un primo momento, gli ha dato ragione ammettendo il grossolano quanto imbarazzante errore, fino a vedersi poi costretta a ritrattare dopo il clamoroso tam-tam mediatico.

ASTEROIDE KILLER - La notizia del “ragazzino che ha beffato la Nasa”, era prevedibile, ha fatto il giro del mondo in queste ultime due settimane. Il pericoloso asteroide, dal diametro di 320 metri e dal peso di diverse decine di milioni di tonnellate, potrebbe colpire la Terra tra 28 anni con maggiore probabilità di quella calcolata dagli esperti dell’agenzia statunitense, assicura il giovane Nico Marquardt, piccolo genio del ginnasio di Humboldt che ha osservato e fotografato l’asteroide col telescopio dell’istituto di astrofisica di Potsdam (AIP), a Babelsberg. La traiettoria di Apophis potrebbe venire modificata a causa di uno scontro con uno dei migliaia di satelliti che gravitano intorno al nostro pianeta, ha scritto lo studente nel progetto scolastico sull’ “Asteroide killer”, vincitore tra l’altro di un premio speciale al recente concorso tedesco riservato ai giovani ricercatori “Jugend forscht”.

CATASTROFE - L’incredibile storia è stata raccontata dal quotidiano Potsdamer Neueste Nachrichten. «Nello scontro con la Terra si libererebbe l’energia di 65 mila bombe nucleari come quella che distrusse Hiroshima nel 1945. Morirebbero milioni di persone; una fitta polvere coprirebbe il cielo per anni; un gigantesco tsunami scaturito nell’Oceano Atlantico allagherebbe parti della Terra«, ha raccontato Nico al giornale. L’adolescente sogna di poter, un giorno, lavorare proprio alla Nasa.

CLAMORE - Ma una certezza sulle probabilità per le quali il gigantesco asteroide fatto di iridio e ferro cada sulla Terra si avrà solo nel 2029, quando passerà a soli 32.500 km dal nostro pianeta. All’inizio anche l’agenzia europea Esa aveva confermato l’intuizione del giovane ragazzo dichiarando tuttavia che «le probabilità che questo colpisca la Terra restano remote, e il rischio che colpisca uno dei 35.880 satelliti geostazionari è vanificato dalla traiettoria che segue». Ciononostante, dopo il clamore suscitato su diversi organi d’informazione della scoperta del tredicenne, la Nasa, e in seguito anche Esa, - forse per rimediare a una possibile figuraccia - hanno negato ufficialmente di essersi sbagliati nei loro calcoli.

CALCOLI - Gli scienziati che studiano i cosiddetti asteroidi Neo (Near-Earth Objects, cioè gli oggetti che passano vicino alla Terra) hanno ribadito alle reti televisive americane che «le stime del probabile impatto di Apophis restano 1 su 45.000», negando infine di aver mai dato credito alle teorie del giovane Nico Marquardt.

Elmar Burchia (Corriere.it)
17 aprile 2008

Da Luxuria alla Santanché, ecco i silurati

ROMA - Quasi uno «tsunami» elettorale quello prodotto dal voto, che ha scalzato dal seggio tanti leader e personalità che hanno segnato questi ultimi due anni di legislatura.

Addio al Parlamento del veterano Fausto Bertinotti, che dopo aver guidato Montecitorio è stato tagliato fuori due volte: come leader della Sinistra Arcobaleno e come segretario del Prc. L’operazione ghigliottina, condotta dalla soglia di sbarramento, ha fatto cadere le teste di tutti e quattro i leader dei partiti della sinistra che avevano dato vita alla sinistra Arcobaleno. Anzi tre, visto che Oliviero Diliberto, segretario del Pdci aveva già deciso di lasciare il suo seggio ad un operaio della Tyssenkrupp, Ciro Argentino, che però, dato l’esito elettorale, non approderà a Montecitorio, rendendo nullo il sacrificio di Diliberto. Restano fuori anche il leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio e Fabio Mussi, il “capo” della Sinistra Democratica. ‘

«Silurati» anche Enrico Boselli, leader e candidato-premier del Partito Socialista, e Franco Grillini, presidente onorario dell’Arcigay. Seggi preclusi anche per il trio della Destra: Daniela Santanchè, Francesco Storace e Teodoro Buontempo. Non varcheranno i portoni del Parlamento (almeno per questa sedicesima legislatura) neanche gli antagonisti del Pd, Willer Bordon e Roberto Manzione che avevano dato vita all’Unione Democratica dei consumatori.

Stop alle goliardate e alle provocazioni di Francesco Caruso: il no global che aveva fatto il suo esordio alla Camera «traghettato» dal Prc questa volta è rimasto al palo insieme alla pattuglia della Sinistra Arcobaleno. Stesso destino per Vladimir Luxuria, la prima transgender in Parlamento che proprio per il suo status era stata presa di mira dall’azzurra Elisabetta Gardini che voleva imporre alla collega l’utilizzo della toilette destinata agli uomini

Giuliana Palieri (Ansa)

(Corriere.it)

STRAGE API, PROTESTA LEGAMBIENTE E UNAAPI

ROMA - “Basta veleni nei terreni”: questo lo slogan a suon di tamburi di circa 200 apicoltori e di rappresentanti di Legambiente riuniti in una protesta oggi a Roma di fronte al Ministero delle Politiche agricole. L’allarme lanciato dalla manifestazione riguarda la recente strage di api che per ora è stimata in oltre 40 mila alveari spopolati in contemporanea con le semine del mais nel nord-ovest. Un fenomeno che secondo gli addetti al settore è legato all’uso di insetticidi, neonicotinoidi, usati per la concia dei semi che hanno effetti drammatici sugli insetti impollinatori. Una delegazione di otto apicoltori, guidata da Francesco Panella, presidente di Unaapi, Unione nazionale associazioni apicoltori italiani, è entrata dell’edificio di via XX Settembre per essere ricevuta da Giuseppe Ambrosio, capo Dipartimento per le Politiche di sviluppo economico e rurale del Ministero delle Politiche agricole.

Legambiente e Unaapi sottolineano la necessità di un monitoraggio sistematico dello stato degli allevamenti di api con il pieno coinvolgimento dell’associazionismo apistico. Tre le richieste al governo: dare ascolto all’allarme lanciato dagli apicoltori italiani e prendere atto della moria delle api e di tutti gli insetti utili; sospendere d’urgenza l’autorizzazione d’uso delle sostanze neonicotinoidi e/o ad azione neurotossica sistemica; aggiornare, sia in Italia, sia nella Ue, anche in campo agricolo le procedure per una vera ed efficace valutazione di impatto ambientale delle sostanze chimiche immesse nell’ambiente.

(fonte: ANSA.it)

La parabola di Sufiah, da genio a prostituta

AVEVA appena 13 anni quando fu ammessa all’università di Oxford perché giudicata un genio della matematica. La laurea, però, non la prese. E oggi, a una decina d’anni di distanza dall’ingresso trionfale in quel prestigioso centro del sapere, si guadagna la vita facendo il mestiere più vecchio del mondo vicino Manchester. I suoi clienti li cerca su internet, dove reclamizza le misure del suo corpo e si dichiara “disponibile a prenotazioni tutti i giorni dalle 11 alle 20″. Costo: 130 sterline l’ora.

E’ la sconcertante parabola di Sufiah Yusof, quella raccontata - con corredo di immagini eloquenti - dal tabloid britannico News of the World, secondo il quale all’origine di tutto ci sarebbe il padre della ragazza, Farooq, professore di matematica, oppressivo e soffocante, appena condannato a 18 mesi di carcere per atti osceni ai danni di due quindicenni delle quali era tutore di studi (ma nel 1992 era già stato condannato per una truffa legata a mutui ipotecari). Era stato lui ad “addestrare” la figlia al punto da farne, a tredici anni, un piccolo mostro con i numeri e le equazioni. Ma dopo tre anni di università lei piantò tutto e fuggì di casa perché non poteva più sopportare gli abusi “fisici ed emotivi” del genitore.

Educata con rigore nella religione musulmana, Sufiah ebbe il suo momento di gloria dieci anni fa, quando Oxford le spalancò le porte grazie alle “tecniche di apprendimento accelerato” impiegate su di lei con gran successo dal padre Farooq che, allo stesso tempo, la sottopose anche a un allenamento da tennista professionista. E così, l’intera famiglia si trasferì a Oxford per stare vicina alla ragazza, cooptata dal St. Hilda, uno dei college più rinomati. Molto orgoglioso il padre, che con lo stesso metodo riuscì a mandare all’università un figlio di 12 anni e un’altra figlia di 16.


All’epoca Sufiah era molto religiosa, pregava cinque volte al giorno da brava seguace di Allah. Ma al terzo anno di università, tutto d’un colpo, sparì dalla circolazione. “Me l’hanno rapita”, denunciò il padre. Due settimane più tardi, però, la ragazza fu rintracciata in un bar di Bournemouth: faceva la cameriera e si rifiutava di tornare in famiglia. Fu affidata agli assistenti sociali e, quando riprese a frequentare Oxford per il master, non manifestò più grande interesse per lo studio. Nel 2004, a diciannove anni, si sposò con un ragazzo di ventiquattro, Jonathan. L’anno dopo si erano già separati.

Un giornalista del News of the World è riuscito a rintracciare Sufiah a Salford, una cittadina vicino Manchester. Si è finto cliente, l’ha pagata, e ha potuto accertare che l’ex genio della matematica fa il più antico mestiere del mondo, mentre nel tempo libero segue un corso di corrispondenza per un master, stavolta non più in matematica ma in economia. “Con il suo stupefacente cervello - ha detto di lei un amico contattato dal News - potrebbe far soldi in qualunque campo. Ma la vita le è totalmente sfuggita di mano”.

(Repubblica.it)


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