Rassegna stampa di notizie più o meno interessanti (per me) dalla rete

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TUSCOLANO,CON BASTONE DANNEGGIA AUTO E AGGREDISCE PASSANTI E PS

In Foreigners on June 30, 2008 at 3:18 pm

(OMNIROMA) Roma, 30 giu – Gli agenti della polizia di Stato del
commissariato San Giovanni, diretti da Filippo Santarelli, hanno
arrestato un cittadino rumeno P.G. di 36 anni per resistenza e
lesioni a pubblico ufficiale. Gli agenti sono intervenuti in
piazza Tuscolo in soccorso a un poliziotto del commissariato San
Lorenzo che, libero dal servizio, cercava di bloccare un rumeno
che stava danneggiando con dei bastoni le auto in transito e in
sosta, minacciando e aggredendo i passanti. Al termine di una
colluttazione gli agenti sono riuscite a bloccare lo straniero.

PARIOLI, PARCHEGGIATORE ABUSIVO CHIEDE SOLDI A CC IN BORGHESE

In Foreigners on June 30, 2008 at 12:27 pm

(OMNIROMA) Roma, 30 giu – “Se volete parcheggiare dovete pagarmi”. E’ la frase che si sono sentiti urlare i carabinieri della compagnia Parioli dopo aver posteggiato l’auto “civetta” di fronte al bioparco. L’uomo, un pregiudicato clandestino dello Sry Lanka di 21 anni, è stato accompagnato in caserma, anche perché durante il controllo è risultato privo di documenti di riconoscimento.

(Omniroma)

ARICCIA, TENTA DI ESTORCERE DENARO A COMMERCIANTE: ARRESTATO

In Uncategorized on June 29, 2008 at 12:17 am

(OMNIROMA) Roma, 28 giu – Questa notte, ad Ariccia, i carabineiri
del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Velletri
hanno arrestato per tentata estorsione un cittadino albanese F.
A. di 23 anni senza permesso di soggiorno, sorpreso mentre
tentava, con minacce verbali, di estorcere al proprietario di un
esercizio commerciale 200 euro, da versare mensilmente: in caso
contrario il commerciante avrebbe subito ritorsioni personali.

S.PIETRO, TENTA DI APRIRE AUTO CON A BORDO BIMBA: INDAGINI SU ROM

In Uncategorized on June 29, 2008 at 12:17 am

(OMNIROMA) Roma, 28 giu – Era ferma in doppia fila a bordo di un
a Daewoo Matiz, quando un uomo, di cui non ha saputo fornire una
descrizione, ma secondo lei di etnia rom, ha tentato più volte
di aprire la portiera della macchina, lato passeggero, dove era
seduta la nipotina di tre anni. È successo in via Leone IV, a
pochi passi da San Pietro. La donna, che ha fatto presentato una
denuncia ai carabinieri della stazione Medaglie d’Oro, zona
Trionfale dove lei vive, ha riferito ai militari che era in
macchina con la nipote quando, secondo lei un nomade, ha tentato
di forzare la portiera che era però chiusa dall’interno.

Legambiente: “Ecco gli ecomostri sul mare”

In Environment, Rassegna Stampa on June 25, 2008 at 12:21 pm

Da Ponza a Sabaudia, le “bandiere nere” per le coste troppo cementificate

A marzo si è vista togliere una delle tre “vele blu” conquistate nel 2007. Ed ecco che ora le arriva la “bandiera nera” per il cemento e le acque “impure”, riversati sulla natura da costruttori abusivi e amministratori locali. L´isola di Ponza è uno dei quattro “pirati del mare” laziale cui Legambiente ha assegnato il vessillo con teschio e ossa incrociate, annunciando allo stesso tempo che la campagna d´estate non è finita: il 9 luglio salperà infatti da Ostia la “Goletta verde” che dragherà il litorale per analizzarne le acque e che dal 12 al 15 luglio veleggerà a largo di Gaeta.

Oltre al Comune della perla dell´arcipelago pontino – gli amministratori di Ponza sono accusati, tra l´altro, «per il continuo dilagare del cemento illegale», perché inquinano il Tirreno («il 100% degli scarichi civili non è allacciato ai depuratori») e per «l´assenza della raccolta differenziata dei rifiuti» – la bandiera della vergogna è stata fatta sventolare dagli ambientalisti su un residence di Gaeta (il complesso residenziale abusivo da 20 milioni di euro dell´Immobiliare Vertulasia nel Parco “Riviera d´Ulisse”) e su un campeggio di Fondi (l´Holiday Village, nato negli anni ´70 come piccolo camping e ora vero e proprio villaggio in muratura in area demaniale). Ma “bandiera nera” anche per l´Assobalneari di Roma a causa dello «scellerato progetto – così lo definisce il presidente di Legambiente Lazio, Lorenzo Parlati – delle cinque isole artificiali al largo di Ostia: mostri che dovrebbero ospitare, tra l´altro, un casinò, “perché il gioco d´azzardo è un forte incentivo turistico”». Per Parlati «il mare di Roma, ne siamo convinti, non ha bisogno di questo».

Per la minaccia di un ecomostro che si affaccia all´orizzonte di Ostia, uno che finalmente è finito tra le fauci delle ruspe. Si tratta dei 21 scheletri in cemento armato della cosiddetta isola dei Ciurli sul litorale di Fondi, abbattuti lo scorso dicembre. E, per questa vittoria, Giuseppe Miliano ha ricevuto il premio “Amico del mare”: il sostituto procuratore di Latina, con altri magistrati, dopo 40 anni ha deciso la riapertura del fascicolo che ha permesso l´abbattimento all´isola dei Ciurli.

“Mare Nostrum 2008″ passa anche per i rapporti delle forze dell´ordine: sono 648 le infrazioni accertate per pesca di frodo, violazione del codice della navigazione e della normativa da diporto, depuratori e scarichi fognari; 166 i sequestri effettuati; 684 persone arrestate o denunciate, 96 delle quali per inquinamento marino. La classifica regionale del “mare illegale” vede il Lazio al nono posto in Italia (la peggiore è la Campania). Ma il fatto di essere dietro a Toscana e Emilia Romagna (settima e ottava), non rincuora Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio: «Bisogna fermare l´indiscriminato sviluppo edilizio e portuale, come quello previsto dalle linee guida del piano della mobilità della Regione Lazio. Non sono più tollerabili gli scempi edilizi, non condonabili perché all´interno di arre protette, come quelli nel Parco del Circeo».

Legambiente cita anche altri casi di litorale violato: le 12 ville di via Biancamano a Sabaudia, l´hotel Summit di Gaeta, il parcheggio sulla spiaggia di Lavinio, gli scarichi illegali a Ladispoli, Cerveteri e Ardea. Il Comune sull´Ardeatina è sul banco degli imputati anche per il “Parco delle dune” (i capanni per la pesca di 30 anni fa sono diventati edifici in muratura) e per i 473 abusi edilizi censiti dal 2004 al 2006. Accesa la difesa del sindaco Carlo Eufemi: «La situazione alle “Dune” l´abbiamo ereditata ma siamo pronti a intervenire. La verità è che siamo l´unico Comune del Lazio che abbatte. Abbiamo eseguito già diverse demolizioni e siamo scesi indifesa dei tre chilometri e mezzo del lungomare ardeatino: lì sono circa cento gli immobili abusivi, ma dobbiamo attendere che siano finiti ricorsi e sentenze prima di dare il via alle ruspe».

di Carlo Alberto Bucci
(via Repubblica)

LA PROFEZIA MAYA

In The End of the World on June 22, 2008 at 8:06 pm

Secondo i Maya ci furono cinque Ere cosmiche, corrispondenti

ad altrettante civiltà.

Le precedenti quattro Ere (dell’Acqua, Aria, Fuoco e Terra) sarebbero tutte terminate con degli immani sconvolgimenti ambientali.
Alcuni studiosi affermano che la prima civiltà – quella distrutta

dall’Acqua – era Atlantide. Nel Popol Vuh dei Maya Quiché,

si legge: “un diluvio fu suscitato dal Cuore del Cielo…

una pesante resina cadde dal cielo.. la faccia della terra si oscurò,

e una nera pioggia cadde su di essa, notte e giorno”.

Secondo il calendario Maya, l’attuale Età dell’Oro (la quinta), terminerà nel 2012. Cosa ci dobbiamo aspettare?

Secondo i ricercatori Maurice Cotterell e Adrian Gilbert,

i cataclismi che caratterizzarono la fine delle Ere Maya furono causati da una inversione del campo magnetico terrestre, dovuto ad uno spostamento dell’asse del pianeta. La Terra infatti subirebbe periodicamente una variazione dell’inclinazione assiale rispetto al piano dell’ellittica del sistema solare. Ciò provocherebbe scenari apocalittici, descritti dallo storico Immanuel Velikvosky nel suo libro “Earth in Upheaval”.
“…Un terremoto farebbe tremare il globo intero. Aria e acqua si muoverebbero di continuo per inerzia, la Terra sarebbe spazzata da uragani e i mari investirebbero i continenti… La temperatura diverrebbe torrida e le rocce verrebbero liquefatte, i vulcani erutterebbero, la lava scorrerebbe dalle fratture nel terreno squarciato, ricoprendo vaste zone. Dalle pianure spunterebbero come funghi le montagne, che continuerebbero a salire sovrapponendosi alle pendici di altre montagne e causando faglie e spaccature immani.
I laghi sarebbero inclinati e svuotati, i fiumi cambierebbero il loro corso, grandi estensioni di terreno verrebbero sommerse dal mare con tutti i loro abitanti. Le foreste sarebbero divorate dalle fiamme e gli uragani e i venti impetuosi le strapperebbero dal terreno… Il mare, abbandonato dalle acque, si tramuterebbe in un deserto. E se lo spostamento dell’asse fosse accompagnato da un cambiamento nella velocità di rotazione, le acque degli oceani equatoriali si ritirerebbero verso i poli e alte maree e uragani spazzerebbero la Terra da un polo all’altro.
Lo spostamento dell’asse cambierebbe il clima in ogni luogo…

Nel caso di un rapido spostamento dell’asse terrestre, molte specie di animali sulla Terra e nel mare sarebbero distrutte e la civiltà, se ancora esistesse, sarebbe ridotta in rovine”.

Lo scenario ipotizzato da Velikovsky, presuppone la fine della vita sul pianeta terra. Per le persone che ignorano la fisica, può sembrare eccessivo. Alcuni direbbero farneticazioni, ma vi assicuro che nell’universo eventi del genere sono all’ordine del giorno. Inoltre basterebbe un asteroide di grosse dimensioni che colpisse il nostro pianeta per evocare scenari del genere. L’assurdo è che tutto questo sarebbe naturale. Quello che non è naturale è credere che sia impossibile. Sono certo che se l’uomo avesse la consapevolezza di quanto è fragile e precaria la sua esistenza su questo pianeta perderebbe l’illusione di possedere il massimo possibile, incurante delle vittime innocenti che tale scelta comporta.

Velikovsky , oltre a ricalcare le leggende Maya, espone scientificamente le profezie del monaco Basilio Cotterell, in base ai suoi studi sull’attività delle macchie solari e sul calendario Maya, ha concluso che la profezia relativa alla fine della quinta Era deriva da un calcolo della prossima inversione del campo magnetico terrestre, prevista per il 2012. Alcuni studiosi americani affermano che la civiltà Maya fu distrutta da calamità naturali, quali l’improvviso innalzamento della temperatura terrestre. E secondo loro tali fenomeni sono ciclici.

Secondo i Maya tali eventi sarebbero previsti per il 2012.

Chissà, forse fu proprio uno spostamento dell’asse terrestre che fece scomparire la civiltà Maya. Ad avvalorare tale profezia, anche se indirettamente, è il dossier presentato dal Pentagono nel 2003 in cui per il 2020 si prevedono immani catastrofi che sconvolgerebbero il pianeta, provocate dall’aumento della temperatura.

Secondo recenti studi, tutto lascia credere che ciclicamente la terra subisce una specie di reset, per dare inizio ad una nuova era.  Secondo alcuni studiosi siamo prossimi a tale traguardo…

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Vaticano: “Bandiere arcobaleno via dalle chiese”

In Rassegna Stampa, Religion on June 22, 2008 at 2:38 pm

di Andrea Tornielli

Roma – Perché preti e laici cattolici usano la bandiera arcobaleno come simbolo di pace invece della croce? Non sanno che quella bandiera è collegata alla teosofia e al New Age? È netto e documentato il giudizio contenuto in un articolo pubblicato da «Fides», l’agenzia della Congregazione vaticana per l’evangelizzazione dei popoli diretta da Luca De Mata, nei confronti del vessillo, simbolo del movimento pacifista, appeso anche nelle chiese e da qualche prete pure sull’altare.

«Come mai uomini di Chiesa, laici o chierici che siano – si chiede “Fides” – hanno per tutti questi anni ostentato la bandiera arcobaleno e non la croce, come simbolo di pace? Sarebbe interessante interrogare uno per uno coloro che hanno affisso sugli altari, ingressi e campanili delle chiese lo stendardo arcobaleno». L’agenzia vaticana ipotizza qualche risposta in proposito, vale a dire «la lunga litania degli eventi in cui la Chiesa avrebbe brandito la croce come simbolo di sopraffazione», dalle Crociate alla caccia alle streghe ai roghi di eretici. «Fides» a questo proposito ricorda però che non è il simbolo della croce in quanto tale «ad aver bisogno di essere emendato», quanto piuttosto «gli atteggiamenti degli uomini che, guardando a tale segno, possono ritrovare motivo di conversione». Poi rilancia: «Questi uomini e donne di chiesa sanno qual è l’origine della bandiera della pace? Molti probabilmente no. Altri, pur sapendo, non se ne preoccupano più di tanto».

Le origini della bandiera della pace vanno ricercate, spiega l’agenzia, «nelle teorie teosofiche nate alla fine dell’800. La teosofia (letteralmente “Conoscenza di Dio”) è quel sistema di pensiero che tende alla conoscenza intuitiva del divino». Da sempre presente nella cultura indiana, ha preso la sua moderna versione dalla Società Teosofica, «un movimento mistico, esoterico, spirituale e gnostico fondato nel 1875 da Helena Petrovna Blavatsky, più nota come Madame Blavatsky». Il pensiero della corrente rappresentata dalla bandiera arcobaleno si basa sullo «gnosticismo», sulla «reincarnazione e trasmigrazione dell’anima», sull’esistenza di «maestri segreti» e riconduce al New Age, mentalità che predica la libertà più assoluta e il relativismo, l’idea dell’«uomo divino», il rifiuto della nozione di peccato.

«Fides» spiega che esistono diverse versioni di questa bandiera, una delle quali è riconosciuta ad Aldo Capitini, fondatore del Movimento nonviolento, «che nel 1961 la usò per aprire la prima marcia per la pace Perugia-Assisi», mentre un’altra «segnala che la sua origine risale al racconto biblico dell’Arca di Noè» e dunque sarebbe un simbolo cristiano a tutti gli effetti. In realtà – scrive l’agenzia dopo aver ricordato che è anche il simbolo dei movimenti di liberazione omosessuali – la bandiera rappresenta un’idea secondo la quale «per esempio è possibile mettere sullo stesso piano partiti politici o gruppi culturali che rivendicano, legittimamente, la difesa della dignità della donna, e gruppi, come è accaduto recentemente in Europa, che rivendicano la depenalizzazione dei reati di pedofilia. Si tratta ovviamente di aberrazioni possibili, solo all’interno di una mentalità relativistica come quella che caratterizza le nostre società occidentali»

La bandiera, conclude «Fides», è un simbolo sincretistico, che propone l’unità New Age nella sintesi delle religioni. Introdurla nelle chiese e nelle celebrazioni è da considerarsi «un abuso».

(da Il Giornale)

Generazione web sott’accusa: «Stupidi e deconcentrati»

In Rassegna Stampa, Web on June 17, 2008 at 9:09 am

La rivista «Atlantic» contro la Rete: riduce la capacità di lettura

NEW YORK — «Ho la sensazione che Internet stia frantumando la mia capacità di concentrazione e di osservazione. La mia mente si sta abituando a raccogliere informazioni nello stesso modo in cui la rete le distribuisce: un flusso di particelle che si muovono a grande velocità. Una volta mi sentivo come un subacqueo che si immerge nel mare delle parole. Ora schizzo sulla superficie come un ragazzino su un acquascooter ». Sull’ultimo numero di The Atlantic, il mensile culturale più letto dalle elite progressiste Usa, Nicholas Carr—ex direttore della Harvard Business Review—confessa di temere che la civiltà del «web» stia condizionando negativamente i nostri meccanismi mentali. Incide sul modo di leggere, di selezionare, di memorizzare. Ma, soprattutto, demolisce la capacità di concentrazione.

Carr deve aver toccato un nervo scoperto perché l’articolo— complice la scelta di farne il servizio di copertina con un titolo scioccante («Is Google making us Stoopid?», «Google ci rende stupidi? ») — ha raccolto molti consensi: «È vero, immersi come siamo nel “multitasking mentale” appena ci sediamo per leggere un documento di qualche pagina o un libro, ci sentiamo a disagio dopo pochi paragrafi. Voltiamo pagina e siamo già pronti per un link», concorda l’intellettuale britannico Andrew Sullivan, un conservatore libertario, anch’egli collaboratore dell’Atlantic. E sui giornali del gruppo Tribune, il premio Pulitzer Leonard Pitts esulta: «Leggo l’Atlantic e scopro di non essere il solo che sta perdendo l’abitudine alla lettura. Ormai riesco a digerire la scrittura solo a piccoli blocchi. Datemi un testo di più pagine e vengo subito assalito dal desiderio incontenibile di controllare la mia posta elettronica. È tutto così dispersivo. Eppure vedo meno tv e sono meno indaffarato di dieci anni fa. Giorni fa mi hanno dato da recensire un libro. Avevo pochissimo tempo per leggerlo. È stata una fatica tremenda. Mi sono imposto di restare per ore su una sedia scomodissima. Ce l’ho fatta, ma alla fine avevo una sensazione di vuoto, di colpa per essermi allontanato per tanto tempo dal mondo».

Carr non è certo un luddista, un nemico del progresso e della tecnologia. È un esperto di comunicazione che scrive libri sulla nuova civiltà digitale (l’ultimo, «The Big Switch: Rewiring the World» è uscito in America pochi mesi fa) ma è anche un attivissimo «blogger». Consapevole di attaccare un totem, Carr ha scelto i toni della riflessione a voce alta. Ha raccontato i suoi dubbi, i colloqui con persone che vivono i suoi stessi disagi. E ha messo le mani avanti: «Sono sensazioni, non pretendo di illustrare una verità scientifica. Del resto anche nel XV secolo Gutenberg fu messo sotto accusa da chi riteneva che la stampa avrebbe avuto un impatto disastroso sulla struttura sociale. Quindi farete bene ad essere scettici del mio scetticismo». Ma la sensazione che la civiltà di Internet stia portando con sé—sul piano culturale— effetti collaterali indesiderati e difficili da monitorare, è sempre più diffusa. Carr non è certo il primo a occuparsene: Google è da tempo sotto tiro per la sua pretesa di organizzare «tutta la conoscenza del mondo» e per la potenza di un motore di ricerca che riesce a memorizzare tutte le risposte date nei dieci anni della sua esistenza.

Il gigante californiano della rete promette che userà questi dati solo per migliorare il servizio reso agli utenti, ma ormai è lui, non più Microsoft, il «grande fratello » dell’immaginario collettivo. Potesse tornare indietro, il cofondatore della società, Sergey Brin, forse eviterebbe battute infelici come quella su un futuro nel quale la gente andrà in giro con un microchip di Google impiantato nel cervello. Del resto i problemi che nascono dalla gestione dell’enorme flusso di informazioni che circolano in rete sta diventando un problema anche per le aziende che sono le assolute protagoniste di Internet. Giorni fa il New York Times raccontava gli incubi di Microsoft, Google, Intel e Ibm alle prese con la bestia che si sono cresciuti in casa: l’enorme flusso di e-mail che riduce la produttività dei dipendenti. La riflessione di Carr sull’alterazione di meccanismi della nostra mente è meno «aneddotica» di quello che può apparire. Carr azzarda un parallelo tra l’impatto del «taylorismo», che un secolo fa parcellizzò i processi industriali rendendoli più rapidi, e quanto accade oggi nel mondo digitale dominato da Google. E, comunque, dietro le sue ipotesi ci sono studi «quantitativi» seri come quello dello University College di Londra, mentre qualche mese fa anche la neuroscienziata cognitiva Maryanne Wolf, direttrice del centro per la lettura e il linguaggio della Tufts University di Boston, aveva lanciato un allarme analogo nel saggio «Reading Brain».

Massimo Gaggi (Corriere.it)

Scoperto il pianeta ‘gemello’ della Terra

In Rassegna Stampa, Space on June 4, 2008 at 10:10 am

Si chiama MOA-2007-BGL-192Lb e orbita attorno a una stella che è forse un milione di volte più debole del Sole

MILANO – C’è eccitazione fra gli astronomi per la scoperta del più piccolo pianeta individuato finora attorno a una stella normale. Un altro lievemente minore venne rilevato nel circondario di una stella a neutroni, una pulsar, la quale lanciando poderosi fasci di radiazioni ucciderebbe qualsiasi eventuale forma di vita esistente sul vicino corpo celeste. Quindi, la ricerca di un pianeta gemello della Terra, gemello in ogni senso come dimensioni e natura, diventa interessante se è attorno a una stella normale. Per la verità anche quello rilevato ora da Nicholas Rattenbury dell’Università di Manchester e David Bennett dell’University of Notre Dame utilizzando il nuovo telescopio MOA-II sul Mount John Observatory in Nuova Zelanda, si trova nelle vicinanze di un astro un po’ diverso dal nostro Sole che brucia e brilla. Il MOA-2007-BGL-192Lb, come è stato chiamato, si trova nelle vicinanze di una stella di contenute dimensioni che potrebbe essere una nana rossa o una nana bruna in grado di diffondere ben poca luce e riscaldando perciò ben poco il pianeta: è infatti circa tremila volte o forse anche un milione di volte più debole del Sole.

OCEANI D’ACQUA – Comunque il pianeta si trova nella ipotetica zona abitabile a una distanza equivalente a quella del nostro Venere rispetto al Sole. E se l’astro garantisce poco calore, il resto, ipotizzano gli scopritori, potrebbe arrivare dal nucleo interno caldo dello stesso pianeta che ha una dimensione circa tre volte la Terra. Con questo ragionamento gli astronomi azzardano la possibilità che vi siano anche degli oceani d’acqua, mantenuti liquidi appunto dal calore interno, mentre potrebbe essere pure avvolto, aggiungono, da una sottile atmosfera. L’ambiente apparirebbe insomma forse simile al nostro freddo pianeta nano Plutone. La scoperta del gelido corpo è frutto della tecnica di osservazione detta «lente gravitazionale» per cui la stella madre col nuovo pianeta (che però non si vede ma se ne avverte la presenza) viene amplificata nell’immagine quando la sua luce sfiora un astro molto massiccio posto tra noi e la stella in oggetto. A fare questo effetto è proprio la forza di gravità del corpo massiccio che funziona proprio come una lente ingigantendo l’oggetto che gli sta dietro.

PIANETA GEMELLO – «Abbiamo compiuto un altro passo significativo verso la scoperta di un pianeta gemello alla Terra – dice David Bennett – perché abbiamo affinato i modi per arrivare ad individuarlo». Finora gli strumenti disponibili non sono così potenti per avvistare direttamente un corpo del genere e così la loro esistenza è avvertita studiando per esempio le anomalie del comportamento della stella madre o misurando la sua variazione di luminosità. Proprio la settimana scorsa un convegno di astronomi americani tenuto a Pasadena, in California, ha discusso la costruzione di un osservatorio spaziale capace di fotografare i pianeti extrasolari. Un aiuto intanto arriverà dal successore dello space telescope Hubble, il James Web Telescope, che la Nasa manderà in orbita nel 2013 scandagliando il cielo nell’infrarosso. Ma proprio a Pasadena gli astronomi erano convinti nel dire che potremmo trovare anche un pianeta più grande del nostro in grado di ospitare la vita: la taglia non è un ostacolo. Altre sono le condizioni più importanti e ovviamente tra queste l’acqua e una giusta temperatura.

Giovanni Caprara
03 giugno 2008

(Corriere.it)

Sesso nel confessionale,il vescovo dispone una messa riparatrice

In Rassegna Stampa, Religion on June 3, 2008 at 9:43 am

Lui 31 anni, lei 32, sorpresi in cattedrale alla funzione delle 7: «Siamo atei, per noi un luogo vale l’altro»

MILANO — I carabinieri del Comando di Compagnia di Cesena pensavano ad uno scherzo quando, domenica mattina poco dopo le 7, hanno ricevuto una telefonata proveniente dal vicino Duomo della città romagnola: «Sto seguendo la funzione mattutina e da uno dei confessionali della cattedrale provengono gemiti e rumori sospetti», diceva una voce alquanto agitata.

Non era uno scherzo. All’interno del confessionale i militari hanno infatti sorpreso E.B., 32 anni di professione educatrice, e G.S., 31 anni operaio, entrambi incensurati. I due erano impegnati in un appassionato rapporto orale. Nonostante l’intervento dei carabinieri, la messa è stata interrotta solo per pochi istanti e poi portata a termine come se nulla fosse successo. E chi sedeva nelle prime file non si è accorto di nulla. Nei confronti della coppia, immediatamente condotta in caserma, sono scattate tre denunce: atti osceni in luogo pubblico, turbamento di funzione religiosa e atti contrari alla pubblica decenza. «Siamo atei e per noi fare sesso in chiesa è come farlo in qualsiasi altro posto», si sono giustificati E.B. e G.S. con i carabinieri.


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Al Corriere di Romagna la donna, cultrice di moda e musica dark, ha anche dichiarato che «prima di domenica, nella mia vita ero entrata in chiesa solo un’altra volta». La gente chiacchiera e la vicenda è diventata l’argomento di questi giorni nei bar di Cesena dove è immediatamente partita la caccia per individuare i due protagonisti. Che, per ora, hanno deciso di rimanere chiusi nelle rispettive abitazioni senza aggiungere altro sul perché di quei pruriti sessuali sfogati in confessionale e di primo mattino. Monsignor Antonio Lanfranchi, vescovo della città, si dice «molto amareggiato» per quanto accaduto ed è immediatamente corso ai ripari. Venerdì prossimo, alle 21, verrà celebrata una messa per riparare all’offesa ricevuta. «Siamo rimasti spiazzati, non era mai successo prima. Così abbiamo consultato un esperto di diritto canonico e tra i canoni c’è la possibilità di indire una funzione riparatrice se l’offesa è particolarmente grave», dicono dalla diocesi cesenate. Il vescovo invita «tutti i fedeli ad intervenire per pregare e riparare all’affronto subito. Si tratta di un atto che offende la nostra comunità cristiana e che denota totale mancanza di rispetto verso le persone». Nessun giudizio da parte di monsignor Lanfranchi nei confronti della coppia: «Non giudichiamo le persone, ma quello che hanno compiuto». Se ne parlerà venerdì durante la messa riparatrice.

(Corriere.it)

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