Rassegna stampa di notizie più o meno interessanti (per me) dalla rete

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Fanno sesso in strada. Bloccati dai vigili urbani.

In Critical persons, Rassegna Stampa on August 28, 2008 at 11:54 am

E’ accaduto ieri (27 Agosto ndr) alle ore 18,40 in via Marsala, altezza civico 71, due persone, parzialmente nude, stavano consumando un atto sessuale sulla pubblica via quando alcuni agenti della Municipale del I Gruppo hanno intimato alla coppia di interrompere il loro insano gesto.

La reazione dell’uomo G.P. italiano di 29 anni è stata violenta oltre a minacciare ed insultare gli agenti si è scagliato contro uno di essi e lo ha colpito con uno schiaffo al braccio. Allarmati della violenta reazione i vigili hanno fatto uso del key defender in dotazione. Nonostante il parziale disorientamento l’uomo ha continuato nella sua scomposta e violenta reazione cercando di colpire con calci e pugni tutti coloro che cercavano di calmarlo. Sono intervenuti anche altri agenti dalla vicina postazione del Nucleo della Polizia Municipale di Via Marsala 73, richiamati dalla confusione che si era creata sul posto ma la situazione non è cambiata e mentre si cercava di ammanettarlo, per limitarne la sua furia, questi riusciva a sbattere ripetutamente contro il muro un vigile tanto da causargli lesioni personali giudicate guaribili, in tre giorni, dai sanitari dell’Ospedale “San Giacomo”.

Una volta ammanettato, veniva condotto all’interno degli Uffici dove continuava a minacciare di morte tutti i presenti e le loro famiglie. E’ stato necessario ricorrere all’intervento del medico in servizio presso il Pronto Soccorso all’interno della Stazione Termini per sedare lo scalmanato. Ovviamente l’uomo è stato arrestato e dovrà rispondere oltre che di atti osceni in luogo pubblico anche di resistenza, minaccia e lesioni a Pubblico Ufficiale.

Per la donna A.S. una tunisina di 35 anni, senza fissa dimora e senza permesso di soggiorno, si è proceduto alla denuncia. I due con molti precedenti penali e senza documenti di identità sono stati accompagnati presso l’Ufficio Interregionale di Polizia Scientifica della Questura di Roma per l’identificazione.

(fonte: ROMANOTIZIE.IT)

La Lettonia ribadisce: matrimonio solo tra un uomo e una donna

In Politics, Rassegna Stampa on August 22, 2008 at 8:45 pm


OMOSESSUALITA’: il Parlamento della Lettonia resiste alle pressioni UE

Il Parlamento della Lettonia ha deciso di escludere dalla sua Legge Anti-Discriminazione il divieto di discriminazione in base all’orientamento sessuale. In risposta i rappresentanti dell’Associazione internazionale gay e lesbiche (ILGA) esigono che l’UE riveda l’ammissione della Lettonia all’Unione…

Nonostante quanto stabilito da una normativa dell’Unione europea, il Parlamento della Lettonia ha deciso di escludere dalla sua Legge Anti-Discriminazione il divieto di discriminazione in base all’orientamento sessuale. I legislatori lettoni hanno rifiutato di mettere in atto tale normativa nonostante fosse fra le condizioni per l’acccesso della Lettonia all’Unione nel 2004.
In Lettonia il Disegno di legge Anti-Discriminazione fu presentato nel marzo 2004 allo scopo di adempiere ai requisiti imposti dall’UE per l’uguaglianza razziale e occupazionale, che comprendono un divieto esplicito della discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale. Ma diversi membri del partito al governo, i Cristiano-democratici, hanno chiesto la cancellazione della clausola sull’orientamento sessuale, definendo l’omosessualità come “peccaminosa” e “degenere”.
La Lettonia è l’unico stato dell’UE a non avere una normativa specifica contro la discriminazione sul lavoro e nelle politiche di assegnazione di alloggi che faccia riferimento all’orientamento sessuale.
Quest’ultima mossa da parte del Parlamento lettone ha nuovamente suscitato le ire degli attivisti omosessuali. Nel dicembre 2005, il parlamento aveva approvato con una maggioranza schiacciante un emendamento costituzionale per proteggere la definizione tradizionale del matrimonio. Ai sensi del codice civile della Lettonia era già illegale il “matrimonio” fra persone dello stesso sesso, ma adesso l’emendamento costituzionale afferma esplicitamente che il matrimonio può esistere solo fra un uomo e una donna.
I rappresentanti dell’Associazione internazionale gay e lesbiche (ILGA) esigono che l’UE riveda l’ammissione della Lettonia all’Unione e ha detto di sperare che la Commissione europea avrebbe fatto dei passi legali per assicurare che la legge venga applicata in pieno. La direttrice di ILGA-Europa, Patricia Prendiville ha dichiarato che «come stato membro dell’Ue la Lettonia si sta comportando in modo contraddittorio e mancante di rispetto per i principi di uguaglianza e di non-discriminazione concordati e confermati dai vari trattati UE». Riccardo Gottardi, Co-presidente dell’ILGA – Consiglio esecutivo per l’Europa ha detto: «crediamo sia giunto il momento di agire in modo concreto e serio perché tutti nell’Unione europea abbiano ben chiaro il fatto che l’omofobia e le altre forme di discriminazioni non sono accettate e saranno affrontate nella maniera più seria».
All’ILGA è stato più volte rifiutato dall’ONU l’accredito come ONG perché ammette fra i suoi membri i gruppi pedofili. Le linee guida dell’ONU per l’accredito delle ONG proibiscono anche alle ONG di procedere ad attacchi «motivati politicamente» contro gli stati membri dell’ONU. Gli attacchi dell’ILGA alla Lettonia probabilmente saranno visti come una violazione di questo divieto.
Il giorno prima della decisione del parlamento della Lettonia, l’UE aveva approvato una risoluzione per la lotta all’omofobia che prevederebbe delle sentenze contro fatti di omofobia, anti-semitismo e islamofobia. Nonostante la pressioni dagli attivisti omosessuali e dall’UE, i parlamentari della Lettonia hanno considerato improbabile che venga reintrodotto o sostenuto il divieto di discriminazione in base all’orientamento sessuale. Il disegno di legge Anti-Discriminazione della Lettonia sarà votato in seconda lettura in autunno.

Corrispondenza Romana 1055/02 del 16 agosto 2008

(fonte: Fattisentire.net)

Ragazza di 19 anni torna da Lloret de Mar. Assassinata dal padre, che poi si spara

In Rassegna Stampa, Tragedies on August 21, 2008 at 11:43 am

PARMA - Lisa, 19 anni a ottobre, era appena tornata da una vacanza in Spagna. A Lloret de Mar per festeggiare la maturità. Stesso lungo mare dove a luglio fu uccisa Federica Squarise. In settembre, poi, ci sarebbe stata l’università di Economia a Parma. Ma quando ieri i carabinieri sono entrati nell’appartamento di Salsomaggiore Terme, in via Ugo La Malfa 6, l’hanno trovata a terra, freddata da un colpo alla nuca. In mano aveva ancora le chiavi dell’auto e la borsetta. Prima di lei era toccato alla madre, Gabriella Massari, 43 anni, uccisa con tre colpi della stessa Beretta calibro 9 detenuta con licenza sportiva. Era stesa sul letto con il volto sfigurato dagli spari. Al suo fianco Massimo Del Signore, 45 anni, marito e padre carnefice, che dopo avere sterminato la sua famiglia, si è steso vicino a lei e si è sparato alla testa.

«Lei aveva minacciato di tornare a Parma dal fratello». Sta nelle parole del colonnello Giorgio Sulpizi il motivo della strage iniziata martedì attorno alle 22.30. «Abbiamo sentito dei colpi — dice un vicino —. Ci sono sembrati petardi». Ignaro anche Attilio Massari, padre di Gabriella, che ha 80 anni e vive con la badante a fianco dei Del Signore. Così a dare l’allarme è stato il fratello dell’omicida che ieri pomeriggio non sentendolo ha chiamato i carabinieri. «Sul collo della donna — dicono gli investigatori — c’erano profonde ferite, forse di una cintura». Era già morta quando Lisa è tornata a casa, alle 23. Pochi passi e si è resa conto del massacro. In camera da letto ha visto la madre. Si è voltata per fuggire. Invano. Lucida follia allevata dietro a uno schermo di normalità. Una bella casa in mattoni rossi, gerani ai balconi e la biancheria pulita stesa fuori. Gabriella Massari era commessa in un negozio d’abbigliamento, Massimo Del Signore capo officina alla Barilla. I colleghi descrivono una «persona sempre attenta», ma che «da mesi pareva assente». Travolto da un matrimonio ormai a pezzi, che lui si ostinava a tenere in piedi. Poche settimane fa con Gabriella era stato al mare. Loro due soli, perché Lisa era in Spagna. «Una ragazza serena», racconta Andrea, suo compagno al liceo D’Annunzio di Fidenza. Salsomaggiore Terme fatica a spiegarsi la tragedia. «Siamo sconcertati, ma non giudichiamo», dice don Luigi Guglielmoni, parroco del quartiere. Il sindaco Massimo Tedeschi chiede «grande rispetto».

Davide Milosa

(fonte: Corrieredellasera.it)

La piccola Michelle «rapita» dalla madre polacca

In Foreigners, Love and Passion, Rassegna Stampa on August 14, 2008 at 12:10 pm

Il padre chiede aiuto al governo: da un mese non vede e non sente la figlia

STRA (Venezia) – La storia della piccola Michelle e di suo padre Luca è una delle tante storie di cui spesso si sente parlare nel nostro Paese. Un flirt improvviso, l’amore che si spezza e la fuga di uno dei genitori con la bambina. Adesso Michelle, 6 anni, è sparita. Introvabile a Danzica dove la madre Silwia l’ha portata due anni fa. Il reato che si configura in questi casi è sottrazione di minore. La sparizione della piccola è aggravata, infatti, dalla sentenza del tribunale di Venezia che ha tolto alla madre la patria potestà per comportamento non responsabile. Quindi il reato diventa sequestro di persona.

L’AMORE - Questa è anche la storia di una giovane madre polacca Sylwia Zofia Chojnachka, 30 anni arrivata a Stra, un paese di 7 mila abitanti in provincia di Venezia, sulle riva del Brenta a cercar fortuna. In uno dei tanti night della zona, a dire il vero, la fortuna trova lei e ha le sembianze di Luca Alessio, 38 anni, un bravo ragazzo, lavoratore, benestante, un po’ timido, dipendente di una ditta che commercia il pesce a Chioggia. Scocca il classico colpo di fulmine e il 25 settembre del 2002 Sylwia Zofia Chojnachka e Luca Alessio, pur non sposati, hanno una bambina, biondissima, di nome Michelle. La coppia sembra felice e va a vivere a Loreo in provincia di Rovigo.

LA FUGA – Silwia però poco si adatta allo stile di vita italiano. Al lavoro di casalinga preferisce gli amici e le feste polacche. Così il 3 agosto di due anni fa molla tutto. Prende l’auto di Luca, dice di andare a fare la spesa, e, invece, dopo aver prelevato il gruzzolo di famiglia in banca va all’aeroporto di Venezia dove prende un volo per la Polonia portando con sé anche Michelle che affida alle cure della madre a Danzica. A questo punto inizia una storia fatta di processi, di viaggi e di mortificazioni per Luca. Dapprima l’uomo continua a viaggiare tra l’Italia e la Polonia, spesso a vuoto perché Silwia non gli mostra la bimba. Poi, quando vede che Michelle è inserita in un contesto familiare difficile, decide di riavere riavere con sé la bambina per farla vivere in Italia.

LA GIUSTIZIA – Lastricata è la storia giudiziaria che avrebbe dovuto, come prescrive la legge, concludersi in sei settimane con la procedura «rapida» per il rientro dei minori in caso di sottrazione (come previsto dalla convenzione dell’Aja del 1980). Ma i processi sono particolarmente complessi, con una serie infinita di udienze, con colpi di scena (un finto svenimento ordito dall’avvocato della donna e smascherato dal giudice del tribunale polacco) e ben due domande di ricusazione proposte sempre dalla madre e tutte rigettate. Intanto passano due anni e finalmente i due tribunali, quello di Venezia e quello di Danzica decidono di affidare la bambina a Luca togliendo, caso rarissimo, la patria potestà alla madre per comportamento irresponsabile.

L’ESECUTIVITÀ - La sentenza definitiva l’11 luglio scorso. Il provvedimento, secondo gli accordi internazionali dell’Unione Europea della quale fa parte ovviamente anche la Polonia, dovrebbe portare all’esecuzione immediata. Ma dopo più di un mese la piccola Michelle non è più rintracciabile. La madre l’ha spostata da qualche parte: a casa di un amico, di un parente o chissà dove. Luca freme. Non riesce a parlare con la figlia neanche al telefono già prima della sentenza. La polizia polacca non riesce a ritrovare la bambina.

LA SPERANZA – A questo punto Luca Alessio vuole che il Governo italiano faccia in qualche modo pressione sulle autorità amministrative polacche per poter riabbracciare la sua piccola. L’appoggio dell’ambasciata italiana in Polonia non è sufficiente per sbloccare la situazione. La polizia polacca manca d’iniziativa. Si corre il rischio di veder passare parecchi mesi nell’immobilismo più totale. Intanto la speranza non è sopita, La nonna italiana prepara i giocattoli per Michelle sognando il momento del suo ritorno come papà Luca: «L’abbraccerò per almeno mezz’ora e poi le dirò: finalmente…»

Nino Luca

(fonte: Corrieredellasera.it)

…Il Carbone …Brucia…

In Environment, Pollution, Rassegna Stampa on August 6, 2008 at 11:51 am

Consigliere Comunale
Arch.Massimiliano Fronti

…Mi avevano detto che non faceva male…e che non correvo alcun rischio…
Mi trovo all’ospedale di Civitavecchia, un giorno come tanti, per me, ma per qualcunaltro, meno.
In sala d’attesa della radiologia ci sono visi tesi, tutti si assomigliano un po’…Esce il medico, inusuale, forse è un amico, e lì non accorgendosi della mia presenza :…vedi queste macchioline…qui !!!…queste!!!..questo è il tuo polmone…si..purtroppo..è quello che temevano…dovremmo provare ad intervenire…è colpa di quello che ti hanno fatto respirare dove hai lavorato per 40 anni….
….Eppure mi dicevano che non faceva male…
Si..è vero..ma oggi abbiamo scoperto che invece non è cosi’…
La vita ti cambia quando meno te lo aspetti…Coraggio…
Io penso a ritirare il referto delle lastre al ginocchio…Vado vià…Lascio quei visi nella loro disperazione.
Anche a mio nonno avevano detto che lavorare al cementificio non faceva…male…anche li si sono sbagliati…
Oggi,il Sindaco di Santa Marinella ha stipulato un accordo con Enel produzione s.p.a., che porterà nelle casse comunali 7.000.000 di euro in 3 anni dopo la messa in funzione della centrale a carbone di Torre Valdaliga Nord,a Civitavecchia.
Sono andato sempre a manifestare la mia contrarietà all’apertura della nuova centrale.Non sono qui per dire Carbone si, o Carbone no, mi è bastato sapere, una sola cosa, da quando ho seguito da vicino i diversi interventi delle parti, anche se nel dubbio che faccia male o meno, preferisco non correre questo rischio.
Nell’incertezza preferisco scegliere per la vita e non per i soldi.
Forse è un atteggiamento un po’ da sognatore o idealista, tanto avevano detto che la centrale a carbone l’avrebbero fatta e cosi’ è stato.
Allora oggi non riesco a capire perché Enel produzione s.p.a. deve dare 7.000.000 di euro al Comune di Santa Marinella.
Nell’accordo non è presente la parola :”Finalità”, cioè, perché Enel deve risarcire dando dei contributi ai comuni limitrofi?
Qualcosa, pero’ si puo’ ancora fare…
Si possono usare quei fondi che Enel mette a disposizione dei Sindaci, per creare una rete di controllo e monitoraggio efficace ed efficiente,un controllo quotidiano che non permetta a nessuno di sbagliare.
Un controllo che non sia delegato dal Sindaco a qualcuno che deve prendere uno stipendio o occupare una poltrona.
Un controllo che deve portare a sviluppare questo territorio con certificazione di qualità, anche se è presente la centrale.
Una rete di notizie che non permetta che vengano fatti errori o omissioni, perché è in gioco il futuro del nostro territorio, ma ancor di piu’ della nostra salute.
I fondi di Enel devono essere usati per lo sviluppo di fonti energetiche alternative, che permettano di limitare nel tempo i fattori inquinanti della centrale.
Fonti energetiche alternative, solare termico, fotovoltaico , eolico…
I soldi di Enel non possono essere usati per fare manifestazioni ludiche, parchi, strade e ponti, devono essere finalizzati alla tutela della vita umana e all’incentivazione, sviluppo e sensibilizzazione di tutti i cittadini all’uso e installazione di tecnologie eco e bio compatibili.
I soldi di Enel, i sindaci devono spenderli per garantire ad ogni cittadino di questo territorio un futuro sostenibile.
…oggi, ci dicono che il carbone che ha iniziato a bruciare a Civitavecchia, non fa male..speriamo che questa volta abbiano ragione…

(notizia pubblicata su CIVONLINE.IT)

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