Rassegna stampa di notizie più o meno interessanti (per me) dalla rete

Archive for January, 2009|Monthly archive page

Contro l’Africa un nuovo “colonialismo biologico”

In Rassegna Stampa on January 29, 2009 at 10:08 pm

L’Arcivescovo di Johannesburg denuncia lo sfruttamento degli ovuli delle donne africane

JOHANNESBURG, martedì, 27 gennaio 2009 (ZENIT.org).- L’Arcivescovo di Johannesburg, monsignor Buti Joseph Tlhagale, ha spiegato che la Chiesa in Africa deve affrontare una nuova sfida rappresentata dal “colonialismo biologico” che vogliono imporre i Paesi occidentali.

Durante il suo discorso di apertura dell’Assemblea Plenaria della Conferenza dei Vescovi Cattolici Sudafricani (SACBC), il 22 gennaio scorso, pubblicato dall’agenzia Fides, il presule ha denunciato che “sia il protocollo di Maputo che la Convenzione sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne (CEDAW) sono destinati a legalizzare l’aborto e a legittimare la fecondazione in vitro nella maggior parte dei Paesi africani”.

Questa normativa, ha aggiunto, “farà sì che sia possibile ‘dare la caccia’ agli ovuli di donne africane per contribuire a soddisfare le esigenze della ricerca di cellule staminali embrionali nei Paesi industrializzati”. In Gran Bretagna, ha ricordato, “è illegale usare per la ricerca ovuli di donne inglesi”.

“Il colonialismo biologico è alle porte”, ha avvertito il presidente della SACBC.

“Noi leader religiosi abbiamo qualcosa da dire nelle complicate questioni morali attuali o le lasciamo semplicemente nelle mani di attivisti senza scrupoli?”, ha chiesto monsignor Tlhagale.

Questo “nuovo colonialismo”, sostiene il presule, è l’espressione di una nuova “etica globale” nata dal postmodernismo, che vuole “togliere Dio dal centro. Sono l’uomo e la donna che regnano sovrani. La trascendenza si è trasformata in una finzione. L’individuo è diventato il creatore, ed è signore del suo destino”.

“E’ stata la Conferenza di Pechino del 1995 a respingere la complementarietà tra uomo e donna – ha sottolineato –. L’obiettivo è ottenere una società a-sessuale, una società senza etichette sessuali. La Conferenza del Cairo ha parlato di famiglia in tutte le sue forme, allo scopo di includere le famiglie con genitori dello stesso sesso”.

Quest’etica globale proclama il “diritto di scegliere” al di sopra di tutto, ha denunciato. “L’eutanasia, afferma la campagna a suo favore, è l’espressione del diritto di scegliere, e in questo senso si afferma anche la dignità della persona. Salute riproduttiva significa diritto a non riprodursi. Significa aborto sicuro. Significa libero accesso agli anticoncezionali”.

Un tipo di etica simile rappresenta una delle maggiori sfide che la Chiesa in Africa deve affrontare, la questione “più contenziosa e in cui c’è più divisione, sia nella Chiesa che nella società”, ed è “una questione sia religiosa che politica”, ha affermato.

(fonte: ZENIT.org)

La medusa che vive all’infinito «Invaderà tutti gli oceani»

In Environment, Rassegna Stampa on January 28, 2009 at 11:34 pm

E’ in grado di ritornare allo stadio giovanile da cui era stata generata, quello di un polipo

MILANO – Fino alla fine dei tempi: è l’unico essere vivente che può definirsi «immortale», nel vero senso della parola. La medusa Turritopsis nutricula è capace di invertire il proprio ciclo biologico e di sfuggire così alla tappa finale del processo di invecchiamento, ovvero alla morte. Ora, la creatura dei mari si sta moltiplicando ad un ritmo inarrestabile. «E’ in atto un’invasione silenziosa nei nostri oceani», avvertono i ricercatori.


OAS_AD(‘Bottom1′);

RITORNA GIOVANE - La scoperta di questo organismo, che potenzialmente può vivere in eterno, risale a qualche anno fa e fu fatta da un team di biologi dell’Università di Lecce. La piccola idromedusa dal nome scientifico Turritopsis nutricula misura un diametro di appena quattro-cinque millimetri. Una volta raggiunta la maturità sessuale e dopo essersi riprodotta, non muore, a differenza di tutti gli altri organismi similari, sostengono gli studiosi. Questa speciale medusa, invece, scende sul fondo e si ritrasforma nello stadio giovanile da cui era stata generata. Insomma, da polipo ridiventa nuovamente medusa, e viceversa. Un processo che in sostanza può definirsi «infinito». Per gli scienziati questo ringiovanimento è reso possibile, a livello cellulare, a causa di un fenomeno conosciuto come «transdifferenziamento». L’ovvia e inevitabile conseguenza è una proliferazione di questa creatura dei mari, affermano i biologi marini sull’inglese Telegraph. «Stiamo rilevando un’invasione silenziosa in tutto il mondo», ha detto Maria Maglietta, dell’istituto di ricerca tropicale Smithsonian a Washington. Questi predatori del mare, originariamente presenti nelle acque calde dei Carabi, si stanno diffondendo velocemente in tutti gli oceani, aiutati anche da «passaggi» inconsapevolmente offerti dalle navi.

(fonte: CORRIEREDELLASERA.IT)

Il Papa: «Internet, dono per l’umanità»

In Rassegna Stampa, Religion, Web on January 23, 2009 at 9:43 pm

Le tecnologie devono essere accessibili a tutti, attenzione a contenuti pornografici e che sviliscono dignità umana
CITTÀ DEL VATICANO – Internet è un «vero dono per l’umanità» e deve essere accessibile a tutti. Parola di Benedetto XVI che nella 43esima Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali, è tornato su un argomento negli ultimi tempi caro alla Chiesa, quello delle tecnologie digitali e del loro (corretto) utilizzo. Sarebbe «un grave danno» se non fossero accessibili a tutti, e specialmente ai più poveri e agli emarginati, ha sottolineato il Papa, ed «è gratificante vedere l’emergere di nuove reti digitali che cercano di promuovere la solidarietà umana, la pace e la giustizia, i diritti umani e il rispetto per la vita e il bene della creazione. Queste reti possono facilitare forme di cooperazione tra popoli di diversi contesti geografici e culturali».

RISPETTO DELLA DIGNITÀ - Un altro rischio di Internet è la circolazione di contenuti che promuovono «odio e intolleranza», che sfruttano «i deboli e gli indifesi» o di natura pornografica. «Coloro che operano nel settore della produzione e della diffusione di contenuti dei nuovi media – scrive Benedetto XVI nel messaggio per la Giornata delle comunicazioni sociali – non possono non sentirsi impegnati al rispetto della dignità e del valore della persona umana. Se le nuove tecnologie devono servire al bene dei singoli e della società, quanti ne usano devono evitare la condivisione di parole e immagini degradanti per l’essere umano, ed escludere quindi ciò che alimenta l’odio e l’intolleranza, svilisce la bellezza e l’intimità della sessualità umana, sfrutta i deboli e gli indifesi».

BANALIZZARE L’AMICIZIA - Il Papa mette in guardia dal rischio di banalizzare il concetto di amicizia nelle reti sociali digitali, come Facebook o MySpace. «Il concetto di amicizia ha goduto di un rinnovato rilancio nel vocabolario delle reti sociali digitali emerse negli ultimi anni – scrive Benedetto XVI -. Tale concetto è una delle più nobili conquiste della cultura umana. Per questo motivo occorre essere attenti a non banalizzare il concetto e l’esperienza dell’amicizia. Sarebbe triste se il nostro desiderio di sostenere e sviluppare online le amicizie si realizzasse a spese della disponibilità per la famiglia, per i vicini e per coloro che si incontrano nella realtà di ogni giorno, sul posto di lavoro, a scuola, nel tempo libero. Quando, infatti, il desiderio di connessione virtuale diventa ossessivo, la conseguenza è che la persona si isola, interrompendo la reale interazione sociale». In conclusione ai giovani cattolici il Papa affida il compito di evangelizzare il «continente digitale», diffondendo la Buona Novella tra i loro coetanei, alla pari degli apostoli tra i popoli pagani del mondo greco-romano: «Sentitevi impegnati a introdurre nella cultura di questo nuovo ambiente comunicativo e informativo i valori su cui poggia la vostra vita».

CANALE SU YOUTUBE - L’approccio del Vaticano alle tecnologie non è solo teorico: la Santa Sede ha aperto e presentato oggi un canale dedicato su YouTube, http://it.youtube.com/vaticanit, che offre una copertura informativa delle principali attività di Benedetto XVI e degli avvenimenti vaticani più rilevanti. Le immagini sono prodotte dal Centro Televisivo Vaticano (Ctv), i testi sono redatti dalla Radio Vaticana e dallo stesso Ctv. Audio e testo dei videoclip – l’ultimo è il suo messaggio per la pace in Medio Oriente – sono in inglese, spagnolo, tedesco e italiano. Presentando l’iniziativa padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa della Santa Sede, ha spiegato: «Siamo convinti che dappertutto ci siano persone attente e sensibili, interessate ai messaggi, alle proposte, alle posizioni sui grandi problemi del mondo d’oggi di una autorità morale di alto livello come il Papa, e in generale la Chiesa cattolica. Perciò la scelta di YouTube come piattaforma adatta per diventare presenti sulla Rete, in modo da poter offrire una fonte di riferimento attendibile e continua, aldilà dei moltissimi frammenti di informazione su Papa e Vaticano presenti sulla Rete in modo piuttosto casuale o disperso».

(fonte: CORRIEREDELLASERA.IT)

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.