Archive for the 'Environment' Category

STRAGE API, PROTESTA LEGAMBIENTE E UNAAPI

ROMA - “Basta veleni nei terreni”: questo lo slogan a suon di tamburi di circa 200 apicoltori e di rappresentanti di Legambiente riuniti in una protesta oggi a Roma di fronte al Ministero delle Politiche agricole. L’allarme lanciato dalla manifestazione riguarda la recente strage di api che per ora è stimata in oltre 40 mila alveari spopolati in contemporanea con le semine del mais nel nord-ovest. Un fenomeno che secondo gli addetti al settore è legato all’uso di insetticidi, neonicotinoidi, usati per la concia dei semi che hanno effetti drammatici sugli insetti impollinatori. Una delegazione di otto apicoltori, guidata da Francesco Panella, presidente di Unaapi, Unione nazionale associazioni apicoltori italiani, è entrata dell’edificio di via XX Settembre per essere ricevuta da Giuseppe Ambrosio, capo Dipartimento per le Politiche di sviluppo economico e rurale del Ministero delle Politiche agricole.

Legambiente e Unaapi sottolineano la necessità di un monitoraggio sistematico dello stato degli allevamenti di api con il pieno coinvolgimento dell’associazionismo apistico. Tre le richieste al governo: dare ascolto all’allarme lanciato dagli apicoltori italiani e prendere atto della moria delle api e di tutti gli insetti utili; sospendere d’urgenza l’autorizzazione d’uso delle sostanze neonicotinoidi e/o ad azione neurotossica sistemica; aggiornare, sia in Italia, sia nella Ue, anche in campo agricolo le procedure per una vera ed efficace valutazione di impatto ambientale delle sostanze chimiche immesse nell’ambiente.

(fonte: ANSA.it)

CON ‘GRANDE PIANO’ 69% ELETTRICITA’ DA SOLE

ROMA, - La possibilità di abbandonare il petrolio ed ottenere buona parte dell’energia elettrica dal Sole c’é, quello che manca è la volontà politica. Lo sostiene la rivista americana Scientific American, che ha elaborato un ‘grande piano solare’ con cui sarebbe teoricamente possibile produrre il 69% dell’energia elettrica di un grande paese come gli Usa soltanto utilizzando il Sole e a costi competitivi con quelli attuali. L’energia che arriva dal Sole in 40 minuti, scrive la rivista, sarebbe sufficiente a coprire il consumo globale per un anno. Convertendo solo il 2,5% di quella che colpisce gli stati del Southwest americano si coprirebbero i consumi statunitensi del 2006. Attualmente però dal solare gli Stati Uniti ricavano solo il 6% dell’energia. Il piano proposto da Scientific American prevede di ottenere almeno 3mila Gigawatts di energia da impianti fotovoltaici, da stoccare con la tecnica dell’aria compressa e da distribuire con un metodo totalmente nuovo di trasmissione.

L’obiettivo del 69%, che potrebbe essere addirittura maggiore se al fotovoltaico si accoppiassero le altre fonti rinnovabili, sarebbe raggiunto nel 2050 al prezzo di 400 miliardi di dollari, appena il doppio di quanto prevedeva di spendere la Casa Bianca per la guerra in Iraq. “Queste cifre sono scientificamente valide, ma rimarranno un buon auspicio se non ci sarà la volontà politica - spiega Carlo Manna, responsabile del centro studi dell’Enea - gli Usa sono stati i primi a investire nel solare già negli anni ‘80, ma poi la politica non ha piu’ sostenuto questa strada e adesso gli americani sono indietro anche rispetto alla Cina, oltre che a Spagna e Germania che sono ai massimi livelli. Il potenziale c’é ed è notevolissimo, ma senza investimenti questi rimangono scenari irrealizzabili, anche se la tecnologia adatta già c’é”.

Se negli Usa è difficile, per l’Italia sarebbe quasi impossibile raggiungere un obiettivo del genere: “Anche in Italia le possibilità tecnologiche ci sono, e spesso sono anche più avanzate del resto del mondo, come nel caso del solare a concentrazione in cui addirittura vendiamo pezzi alla Spagna - conferma Manna - il problema sono le difficoltà del sistema, dalla farraginosità nell’ottenere le autorizzazioni e la scarsità di installatori degli impianti”. Il piano proposto per gli Usa permetterebbe di chiudere 600 centrali elettriche tradizionali, e di abbattere le emissioni del 62%: “Non solo - sottolinea l’esperto - in Usa si fanno già i conti di quanti posti di lavoro e quanta ricchezza possono derivare incentivando le energie rinnovabili. Da noi ancora non ci sono invece le industrie necessarie a sostenere un aumento della domanda di fotovoltaico, rischiamo di dover comprare gli impianti all’estero con un costo enorme sulla bolletta”.

(fonte: ANSA.it)

Clima: Onu, “Alle future generazioni solo un pianeta distrutto”

PARIGI - Un pianeta distrutto. Questo erediteranno le future generazioni considerata la voracita’ con la quale oggi vengono consumate le risorse terrestri. L’ennesimo allarme e’ stato lanciato dall’Agenzia delle Nazioni Unite sull’ambiente (Unep) nel IV rapporto sulle prospettive globali della terra ‘GEO-4′ realizzato sulla base di dati raccolti negli ultimi 20 anni. Secondo gli esperti dopo le cinque estinzioni di massa verificatesi negli ultimi 450 milioni di anni, di cui l’ultima 65 milioni di anni fa, “la sesta e’ in corso e questa volta causata dall’uomo”. (Agr)

Original Press Release (link) -United Nations Environment Programme 

Planet’s Tougher Problems Persist, UN Report Warns

Nairobi/New York, 25 October:The United Nations Environment Programme says that major threats to the planet such as climate change, the rate of extinction of species, and the challenge of feeding a growing population are among the many that remain unresolved, and all of them put humanity at risk.

 

The warning comes in UNEP’s Global Environment Outlook: environment for development (GEO-4) report published 20 years after the World Commission on Environment and Development (the Brundtland Commission) produced its seminal report, Our Common Future.

 

GEO-4, the latest in UNEP’s series of flagship reports, assesses the current state of the global atmosphere, land, water and biodiversity, describes the changes since 1987, and identifies priorities for action. GEO-4 is the most comprehensive UN report on the environment, prepared by about 390 experts and reviewed by more than 1 000 others across the world.

 

It salutes the world’s progress in tackling some relatively straightforward problems, with the environment now much closer to mainstream politics everywhere. But despite these advances, there remain the harder-to-manage issues, the “persistent” problems. Here, GEO-4 says: “There are no major issues raised in Our Common Future for which the foreseeable trends are favourable.”

 

Failure to address these persistent problems, UNEP says, may undo all the achievements so far on the simpler issues, and may threaten humanity’s survival. But it insists: “The objective is not to present a dark and gloomy scenario, but an urgent call for action.”

Achim Steiner, UN Under-Secretary General and UNEP Executive Director, said: “The international community’s response to the Brundtland Commission has in some cases been courageous and inspiring. But all too often it has been slow and at a pace and scale that fails to respond to or recognize the magnitude of the challenges facing the people and the environment of the planet”.

 

“Over the past 20 years, the international community has cut, by 95 per cent, the production of ozone-layer damaging chemicals; created a greenhouse gas emission reduction treaty along with innovative carbon trading and carbon offset markets; supported a rise in terrestrial protected areas to cover roughly 12 per cent of the Earth and devised numerous important instruments covering issues from biodiversity and desertification to the trade in hazardous wastes and living modified organisms,” he added.

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