Rassegna stampa di notizie più o meno interessanti (per me) dalla rete

Archive for the ‘Environment’ Category

Il grande freddo doveva continuare

In Environment, Pollution on September 10, 2009 at 8:10 pm

Poi l’aumento dei gas serra ha invertito la curva delle temperature

L’attuale periodo caldo interrompe una tendenza al calo delle temperature dall’1 al 1950 dopo Cristo

L'andamento delle temperature negli ultimi 2mila anni
L’andamento delle temperature negli ultimi 2mila anni

ROMA - Nel vivace panorama internazionale di studi sul clima, questa settimana emerge una scoperta che aggiunge nuove prove alla tesi dell’effetto serra causato dalle attività umane. Dalla nascita di Cristo alla metà del Novecento le temperature medie della Terra mostrano un’inequivocabile linea di tendenza verso il raffreddamento, pure considerando l’avvento di periodi relativamente più caldi come il cosiddetto optimum medioevale. Poi, nell’ultimo mezzo secolo abbondante, si è manifestata una netta inversione: per la prima volta in 2000 anni, non solo la Terra sta attraversando un periodo eccezionalmente caldo, ma di ampiezza tale da rovesciare la precedente e consolidata discesa verso il freddo (vedi grafico).

NUOVI REPERTI - Oltre che nel risultato, l’importanza di questa ricerca, che ha ricevuto l’onore della pubblicazione sull’ultimo numero di Science (D. Kaufman et al., Recent Warming Reverses Long-Term Arctic Cooling, 4 Sept, 2009), sta nel tipo di reperti che hanno permesso di trarre le citate conclusioni: si tratta di sedimenti lacustri, carote di ghiaccio e anelli di accrescimento di alberi, tratti da 23 siti, tutti al di sopra dei 60° di latitudine Nord, in quella vasta area artica considerata dai ricercatori come il luogo più idoneo della Terra a registrare le variazioni climatiche di breve e di lungo periodo. In altri termini, siamo di fronte a indizi concreti, raccolti sul campo, e non a estrapolazioni basate su astratti modelli matematici. Collezionati durante cinque anni di lavoro, e analizzati con i moderni metodi offerti dalla geochimica, i reperti climatici (climate proxies, come si definiscono in letteratura scientifica anglosassone) hanno fornito indicazioni così attendibili delle temperature esistenti sul nostro pianeta nel periodo di tempo considerato, da permettere di valutare in 0,22 gradi centigradi per millennio la tendenza all’abbassamento delle temperature, prima dell’attuale inversione.

GAS SERRA - Ma la parte più stimolante della ricerca sta nelle cause attribuite dagli autori all’abbassamento delle temperature medie terrestri fra l’1 e il 1950 dopo Cristo, e all’inversione di tendenza successiva. Riassume il leader del progetto Darrel Kaufman: «Il raffreddamento su scala millennale evidenziato dai nostri studi è coerente con le lente e ben note variazioni dell’orbita terrestre attorno al Sole, stando alle quali la tendenza al freddo sarebbe dovuta continuare. Nessuno dei fattori naturali che hanno agito in passato è in grado di spiegare l’attuale anomalia calda e l’inversione di tendenza delle temperature che l’ha accompagnata. Deve fare riflettere il dato di fatto che questo fenomeno si sia verificato in coincidenza con la notevole crescita dei gas a effetto serra immessi dall’uomo nell’atmosfera». Finanziato dalla statunitense National Science Foundation, lo studio ha coinvolto una dozzina di ricercatori appartenenti a numerose università e centri di ricerca americani ed europei.

Franco Foresta Martin

© Corriere Della Sera

Terremoto in Abruzzo: oltre 100 morti I feriti sono 1.500, 100 mila gli sfollati

In Environment, Tragedies on April 6, 2009 at 4:03 pm

Il sisma di 5,8 gradi Richter avvertito alle 3,32 in tutto il Centro Italia. 10-15 mila edifici crollati o danneggiati

MILANO - Sono più di cento i morti e un centinaio i dispersi causati dal terremoto che nella notte ha colpito l’Abruzzo. È l’ultimo aggiornamento del bilancio diffuso dalla Protezione civile, che in un crescendo durato tutta la giornata ha dovuto via via aggiornare quello che assomiglia sempre di più a un bollettino di guerra. Le prime notizie, all’alba, parlavano di una quindicina di vittime. Ma è stato subito chiaro che il numero sarebbe stato destinato a crescere con il passare delle ore e con la rimozione delle macerie sotto cui sono rimaste sepolte centinaia di persone sorprese nel sonno. La scossa principale si è registrata attorno alle 3,30 e ha fatto registrare 5,8 gradi della scala Richter. L’epicentro è stato individuato a una decina di chilometri dall’Aquila. Il sisma è stato avvertito in tutto il centro-sud d’Italia, dalla Romagna a Napoli. Oltre ai morti e ai dispersi, i feriti sono circa 1.500 e si calcola che siano almeno 100 mila gli sfollati, costretti ad allontanarsi dalle proprie abitazioni. Una prima stima parla di 10-15 mila edifici danneggiati con pesanti danni al patrimonio storico e artistico della regione. Nessuna stima però per le possibili vittime tra immigrati regolari e irregolari.

STATO DI EMERGENZA - Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che ha firmato lo stato d’emergenza (mobilitando esercito, aeronautica e carabinieri) e ha affidato la gestione a Guido Bertolaso, ha annullato la prevista visita ufficiale a Mosca e si è subito recato all’Aquila insieme ai ministri dell’Interno, Roberto Maroni, e delle Infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteoli. Il capo della Protezione civile, che è giunto in Abruzzo nelle prime ore dopo il sisma, ha parlato di una «situazione drammatica, la peggiore tragedia di questo inizio millenio».

IL PAPA E IL PRESIDENTE – Sia Benedetto XVI sia il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, hanno inviato messaggi di solidarietà alle popolazioni colpite dal terremoto. E lo stesso hanno fatto i capi di Stato e di governo delle altre nazioni. La notizia ha immediatamente fatto il giro del mondo ed è stata riportata in apertura da tutti i principali siti di informazione internazionali. Velocissimi anche i messaggi e le testimonianze giunti via web.

«NESSUNO SARÀ LASCIATO SOLO» – Dopo l’arrivo all’Aquila, Berlusconi ha tenuto una prima conferenza stampa per fare il punto sulla situazione. «In volo ho visto che dovunque c’è un crollo, c’è qualcuno che aiuta. Nessuno sarà lasciato solo», ha detto il presidente del Consiglio, annunciando tra l’altro l’immediato stanziamento di fondi per fare fronte all’emergenza.

LA SCOSSAIl terremoto è avvenuto alle 3,32 di lunedì notte alla profondita di 8,8 km. Giulio Selvaggi, direttore del Centro nazionale terremoti, ha dichiarato che un sisma di 5,8 gradi Richter è considerato «moderato, con un’intensità 30 volte inferiore a quella che nel 1980 devastò l’Irpinia». L’Abruzzo, che è situato in una delle zone a maggiore rischio sismico della penisola, è interessato da uno sciame di terremoti iniziato lo scorso 16 gennaio con centinaia di scosse e con la Protezione civile che da tre mesi tranquillizza la popolazione sui rischi di un sisma distruttivo. Il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, ha dichiarato che era impossibile prevedere il terremoto, ma già infuriano le polemiche per la messa in guardia della scorsa settimana su un’imminente scossa del ricercatore Giuliani, poi indagato per procurato allarme.

CENTRI URBANI DEVASTATI- Centinaia gli edifici crollati completamente o in parte, migliaia quelli lesionati e inagibili. «Il centro storico di L’Aquila è devastato, e anche le case nuove ci vorrà tempo per controllare tutti gli edifici. Quasi tutta la città è inagibile», ha detto il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente. Gli sfollati potrebbero essere 45-50 mila solo all’Aquila, e altrettanti in provincia. I soccorsi sono resi difficili dalle continue scosse di assestamento che rischiano di far crollare gli edifici lesionati e dal fatto che la prefettura, dalla quale si dovevano coordinare i soccorsi, è interamente distrutta. Anche la sede della provincia e altri uffici regionali sono pesantemente danneggiati. Il coordinamento dei soccorsi è stato istituito presso la scuola della Guardia di finanza. Il sindaco ha invitato i cittadini «a lasciare immediatamente il centro storico, perché anche le case non crollate possono essere gravemente lesionate».

PAESI VICINI – Anche dai paesi vicini all’Aquila arrivano notizie di vittime e danni ingenti. Una delle situazioni più drammatiche è a Onna, dove il 50% delle case è crollato e l’altro 50% è danneggiato. Il presidente della provincia dell’Aquila, Stefania Pezzopane, ha dichiarato che a Onna ci sono venti morti accertati e almeno 40 persone sotto le macerie. «Onna è un paese di anziani», ha detto Pezzopane. Se non arrivano i figli a dire chi è scomparso, magari nemmeno lo si viene a sapere». A Fossa ci sono 4 morti: un bambino russo di 3 anni e tre anziani. A Paganica è deceduta la badessa del convento di Santa Chiara ed è in allestimento un campo per 2 mila persone. A Villa S.Angelo si registrano otto vittime e nove dispersi. Diversi edifici lesionati anche a Sulmona e a Castel di Sangro, dove però non risultano feriti. Inagibile il tribunale di Avezzano. Secondo la Protezione civile, oltre a L’Aquila, i Comuni più colpiti dal sisma sono: San Demetrio, Pizzoli, Rocca di Mezzo, Paganica, Fossa, Villa Sant’Angelo (90% degli edifici crollati), San Gregorio, Poggio Picenza, Onna, San Pio, Barrile, Ocre, Rovere, Rocca di Cambio, Pianola, Poggio di Roio, Tempera, Camarda. Particolarmente colpito il patrimonio artistico e storico dell’Abruzzo.

LA MACCHINA DEI SOCCORSI - Già alle prime luci dell’alba la situazione nel capoluogo si è presentata drammatica. A metà mattinata c’erano ancora cadaveri estratti dalle macerie e adagiati in terra coperti da un lenzuolo. Per le strade vagavano centinaia di persone in stato di choc, molte con coperte sulle spalle, altre ancora in pigiama. La Protezione civile ha diramato nel primo pomeriggio la lista dei luoghi dove i senzatetto possono recarsi: caserma Rossi, gli stadi Fattori e Acquasanta, al campo sportivo di Centicolella e in piazza d’Armi, dove si stanno allestendo le tendopoli. Ma le persone uscite in strada in quanto temevano crolli per le scosse di assestamento se fossero restate nei loro edifici lesionati, hanno nelle prime ore ostacolato la gestione organizzata dei soccorsi. La Protezione civile ha quindi invitato la popolazione a lasciare libere le strade per consentire ai soccorsi di operare al meglio. All’ospedale (rimasto senza acqua potabile e dichiarato inagibile al 90%) si sono effettuati i primi interventi in piena emergenza. Un ospedale da campo è in arrivo dalle Marche. I feriti più gravi sono stati trasferiti in elicottero in altri ospedali abruzzesi, a Rieti e a Roma. Maroni ha annunciato che sono in arrivo all’Aquila 1.500 vigili del fuoco, cento poliziotti e cento carabinieri da varie parti d’Italia.

SFOLLATI E FERITI - Oltre a quelli del capoluogo, per gli sfollati sono in corso di allestimento altri campi tendati nelle frazioni vicine per un totale di circa 7 mila posti. Altri saranno realizzati non appena arriveranno all’Aquila le colonne mobili partite da varie regioni, della Protezione civile, dei Vigili del fuoco e dell’Esercito. Inoltre saranno attrezzati come ricoveri gli impianti sportivi al coperto. Sono 4 mila i posti letto in alberghi e campeggi messi a disposizione a Pescasseroli, nel Parco nazionale d’Abruzzo, più altri 4 mila sulla costa. Maroni ha assicurato che «gli sfollati saranno tutti sistemati in tempi rapidi». Il ministro dell’Interno ha poi spiegato che non ci sono problemi per i feriti: «I posti sono sufficienti, quelli gravi sono stati già evacuati». Matteoli ha reso noto che le Ferrovie hanno messo a disposizione carrozze con cuccette. Per le persone che saranno ospitate in strutture alberghiere sulla costa, saranno messi a disposizione autobus dei trasporti pubblici che partiranno dal terminal di Collemaggio. Dopo alcune ore, il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, ha detto che è rientrata l’esigenza per la donazione di sangue.

EDIFICI CROLLATI E INAGIBILI - Secondo una prima stima della Protezione civile, gli edifici inagibili potrebbero essere 10-15 mila. Molti i palazzi interamente crollati: tra questi la Casa dello studente, uno in via Sant’Andrea (solo qui si temono 35 dispersi), due in via XX Settembre, l’hotel Duca degli Abruzzi. Una donna di circa 50 anni è stata estratta viva dalle macerie di un edificio di tre piani presso piazza della Repubblica. Un ragazzo è stato estratto vivo dalla Casa dello studente, ma un’altra decina è ancora sotto. Mancano all’appello uno studente greco (sua sorella è rimasta ferita) e uno israeliano, comunicano i rispettivi ministeri degli Esteri. In piazza Duomo sono crollate parti della facciata e dell’abside della chiesa di Santa Maria del Suffragio. A S. Gregorio una bimba di 2 anni è stata estratta viva, mentre la madre è morta facendole da scudo con il suo corpo.

DANNI IN ALTRE ZONE - Crolli di cornicioni e lesioni vengono segnalati anche in provincia di Pescara, ma non si evidenziano feriti. Una palazzina con gravi lesioni è stata evacuata a Sora, in provincia di Frosinone. Danni anche in alcuni centri della provincia di Rieti. Un ferito a Palena, in provincia di Chieti, dove un uomo si è lanciato per la paura dal terzo piano.

EDIFICI PUBBLICI E COLLEGAMENTI - La rete della telefonia mobile e fissa nelle zone colpite dal terremoto è stata rimessa in funzione. L’80% delle 15 mila utenze di energia elettrica saltate è stata ripristinata già entro le 9. Le linee ferroviarie principali sono tutte operative, mentre sono in atto gli accertamenti sulle linee regionali. In corso verifiche sui tratti autostradali, alcuni dei quali sono stati chiusi. In corso lavori di riparazione sugli acquedotti nel Teramano e a Pescara. Chiuse le scuole: «Prima di riaprirle faremo molti accertamenti», ha detto il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini. Le carceri hanno invece «complessivamente tenuto», ha dichiarato il ministro della Giustizia, Angelino Alfano.

OFFERTE DI AIUTO - Oltre che da tutte le regioni italiane, offerte di aiuto sono arrivate da molti Paesi e dalla Commissione europea. «In questo momento possiamo dire che la macchina italiana è perfettamente in grado di far fronte alle esigenze», ha detto Agostino Miozzo, dirigente della Protezione civile. «Se nel corso delle operazioni dovessimo avere problemi, i nostri amici sarebbero pronti a intervenire». Ferdinando Nelli Feroci, rappresentante italiano presso l’Ue, ha dichiarato che Roma ha chiesto l’intervento del fondo europeo di solidarietà per le catastrofi naturali.

ARRESTI PER SCIACALLAGGIO – Primi arresti per sciacallaggio all’Aquila. Lo ha riferito il capo della polizia, Antonio Manganelli. «Ho appena visto arrivare nella tendopoli adibita a questura degli arrestati che sono stati sorpresi mentre rubavano nelle case che erano state lasciate vuote».

(fonte: CORRIEREDELLASERA.it)

Truffa dei rifiuti a Colleferro : 13 arresti

In Environment, Rassegna Stampa on March 9, 2009 at 11:56 am

Falsificati i certificati di analisi: nell’impianto finivano anche materiali tossici

ROMA – Un termovalorizzatore moderno, un modello di tecnologia. Quello di Colleferro. Ma dentro ci finiva di tutto, con pesanti conseguenze sull’ambiente circostante. E’ questa l’accusa per cui nella notte tra domenica e lunedì i carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Roma hanno eseguito 13 ordini di custodia cautelare degli arresti domiciliari, emessi dal gip del tribunale di Velletri, nelle province di Roma, Latina, Frosinone, Napoli, Avellino, Bari, Foggia, Grosseto e Livorno. Secondo quanto si apprende da fonti investigative a Colleferro veniva smaltito ogni tipo di rifiuto violando «tutte le norme previste». Parte del materiale, hanno verificato gli uomini dell’Arma, arriva «di nascosto» dalla Campania e comprendeva anche rifiuti pericolosi.

(Benvegnù)
(Benvegnù)

GLI INQUIRENTI: «PROVE INEQUIVOCABILI» – Le indagini del nucleo ecologico dei carabinieri – spiega una nota – hanno permesso di raccogliere «inequivocabili elementi di responsabilità a carico dei soggetti che conseguivano ingiusti profitti, rappresentati dai maggiori ricavi e dalle minori spese di gestione dei rifiuti che venivano prodotti e commercializzati come Cdr (combustibile da rifiuti) pur non avendone le caratteristiche, qualificabili, in parte invece, come rifiuti speciali anche pericolosi e quindi non utilizzabili nei forni dei termovalorizzatori per il recupero energetico».

L’ORIGINE DELL’INCHIESTA – Era stata la denuncia di un ex dipendente a far partire le prime indagini. Il capo-turno si presentò con un campione di rifiuti da analizzare, estratto da una vasca per il trattamento dei rifiuti che presentava picchi anomali di XCl (acido cloridico) e SO2 (biossido di zolfo). Il campione sotto forma di cilindro è stato poi fatto analizzare dall’Arpa di Frosinone che non lo ha repertato come «materiale non identificabile come cdr» bensì «rifiuto speciale e pericoloso per la presenza di idrocarburi».

I REATI – I reati contestati a vario titolo sono di associazione per delinquere; attività organizzata per traffico illecito di rifiuti; falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico; truffa aggravata ai danni dello Stato; favoreggiamento personale; violazione dei valori limiti delle emissioni in atmosfera e prescrizione delle autorizzazioni; accesso abusivo a sistemi informatici.

IN MANETTE I DIRIGENTI DEL CONSORZIO – A finire in manette la dirigenza del consorzio che gestisce l’impianto di smaltimento alle porte di Roma e alcuni responsabili dell’Ama per i ciclo dei rifiuti. Tra di loro anche il direttore tecnico e responsabile della gestione dei rifiuti degli impianti di termovalorizzazione di Colleferro, Paolo Meaglia; un dirigente dell’Ama; soci e amministratori di società di intermediazione di rifiuti e di sviluppo di software, chimici di laboratori di analisi. I militari oggi hanno provveduto anche a notificare 25 informazioni di garanzia.

(fonte: CORRIEREDELLASERA.IT)

La medusa che vive all’infinito «Invaderà tutti gli oceani»

In Environment, Rassegna Stampa on January 28, 2009 at 11:34 pm

E’ in grado di ritornare allo stadio giovanile da cui era stata generata, quello di un polipo

MILANO – Fino alla fine dei tempi: è l’unico essere vivente che può definirsi «immortale», nel vero senso della parola. La medusa Turritopsis nutricula è capace di invertire il proprio ciclo biologico e di sfuggire così alla tappa finale del processo di invecchiamento, ovvero alla morte. Ora, la creatura dei mari si sta moltiplicando ad un ritmo inarrestabile. «E’ in atto un’invasione silenziosa nei nostri oceani», avvertono i ricercatori.


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RITORNA GIOVANE - La scoperta di questo organismo, che potenzialmente può vivere in eterno, risale a qualche anno fa e fu fatta da un team di biologi dell’Università di Lecce. La piccola idromedusa dal nome scientifico Turritopsis nutricula misura un diametro di appena quattro-cinque millimetri. Una volta raggiunta la maturità sessuale e dopo essersi riprodotta, non muore, a differenza di tutti gli altri organismi similari, sostengono gli studiosi. Questa speciale medusa, invece, scende sul fondo e si ritrasforma nello stadio giovanile da cui era stata generata. Insomma, da polipo ridiventa nuovamente medusa, e viceversa. Un processo che in sostanza può definirsi «infinito». Per gli scienziati questo ringiovanimento è reso possibile, a livello cellulare, a causa di un fenomeno conosciuto come «transdifferenziamento». L’ovvia e inevitabile conseguenza è una proliferazione di questa creatura dei mari, affermano i biologi marini sull’inglese Telegraph. «Stiamo rilevando un’invasione silenziosa in tutto il mondo», ha detto Maria Maglietta, dell’istituto di ricerca tropicale Smithsonian a Washington. Questi predatori del mare, originariamente presenti nelle acque calde dei Carabi, si stanno diffondendo velocemente in tutti gli oceani, aiutati anche da «passaggi» inconsapevolmente offerti dalle navi.

(fonte: CORRIEREDELLASERA.IT)

L’italiana del Big Bang: «Non inghiottirò la Terra»

In Environment, Rassegna Stampa, The End of the World on September 8, 2008 at 12:26 pm

Fabiola Giannotti guiderà 2.500 scienziati: «Cerco la particella di Dio»

MILANO — «Non c’è d’aver paura: il nostro superacceleratore non distruggerà la Terra». Non c’è incertezza nelle parole di Fabiola Giannotti, la ricercatrice italiana alla guida di Atlas, uno dei quattro esperimenti permessi dal nuovo Large Hadron Collider, il super acceleratore di particelle che si accenderà il 10 settembre al Cern di Ginevra. Ma due americani si sono rivolti al tribunale chiedendo sia bloccato perché potrebbe creare buchi neri distruttivi. I due non sono scienziati. «È una paura ridicola — spiega Fabiola — perché in natura ogni secondo avvengono spontaneamente, grazie ai raggi cosmici che piovono dallo spazio, collisioni da cui si sprigionano energie miliardi di volte più elevate di quelle da noi ottenute. E se riusciremo a generare buchi neri come una teoria ipotizza, questi saranno microscopici ed evaporeranno subito, nella frazione di un secondo». Fabiola Giannotti, amante della musica e della danza (ma è un ricordo lontano), è cresciuta con la supermacchina che ora dirige e che, tutti aspettano, rivoluzionerà la fisica e la nostra conoscenza. Corre in una galleria sotterranea e al suo interno viaggeranno nuvole di microscopici protoni che, scontrandosi, scateneranno un’energia straordinaria. «Così — dice la scienziata — riprodurremo le condizioni dell’universo quando aveva appena 10 microsecondi dallo scoppio del Big Bang da cui tutto ha avuto origine. Sarà un plasma formato da quark e gluoni con una potenza in gioco di 14 teraelettronvolt (14 mila miliardi di elettronvolt), la più alta mai ottenuta».

COINVOLTI 600 RICERCATORI ITALIANI - La storia dell’LHC è la storia di Fabiola e di una grande aspirazione materializzata. «Avevo appena conquistato il dottorato all’Università di Milano nel 1990 quando entrai al Cern studiando uno strumento che sarebbe stato installato sull’esperimento Atlas». L’impresa, per arrivare all’LHC, è stata lunga e gigantesca perché ha richiesto passi avanti nella tecnologia (come i magneti superconduttori costruiti da Ansaldo-Finmeccanica congelati a 271 gradi sotto zero), nella scienza e un robusto finanziamento di quattro miliardi di euro. L’Italia partecipa attraverso l’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) per una quota del 10 per cento coinvolgendo 600 ricercatori italiani. Ora il traguardo si sta tagliando. E anche Fabiola, grazie ai risultati che otteneva, da semplice ricercatrice rappresentante dell’Infn macinava posizioni sempre più elevate. A Parigi era eletta nel comitato scientifico del Consiglio nazionale delle ricerche francese, a Chicago (Usa) entrava a far parte del comitato supervisore del Fermilab, il più celebre centro di ricerca fisica americano. E nel 2004 entrava nei record del Cern come la prima donna ad essere nominata vice coordinatrice di Atlas: ora lo dirige. «La prospettiva è eccitante perché sarò alla guida di un gruppo di 2500 scienziati provenienti da 37 nazioni di cinque continenti, con culture e formazioni diverse. Non è stato facile, ma al Cern è possibile perché non c’è discriminazione tra maschi e femmine, ciò che conta sono le capacità». Dalla supermacchina si aspettano grandi risultati. «Sarà come aprire la porta di un giardino delle meraviglie — dice —. Gli obiettivi sono tanti: trovare il bosone di Higgs, soprannominato la particella di Dio perché spiega come mai la materia abbia masse diverse; decifrare la natura della materia oscura dell’universo, individuare nuove particelle o incontrare addirittura dimensioni sconosciute». Ma quale era l’aspirazione segreta di Fabiola Giannotti? «Spiegare la natura delle cose che prima cercavo nella filosofia e poi ho trovato nella fisica». E la scienza basta? «No, quando la sera rientro e suono il pianoforte inizio un viaggio in una dimensione altrettanto fantastica».

(fonte: CORRIEREDELLASERA.IT)

…Il Carbone …Brucia…

In Environment, Pollution, Rassegna Stampa on August 6, 2008 at 11:51 am

Consigliere Comunale
Arch.Massimiliano Fronti

…Mi avevano detto che non faceva male…e che non correvo alcun rischio…
Mi trovo all’ospedale di Civitavecchia, un giorno come tanti, per me, ma per qualcunaltro, meno.
In sala d’attesa della radiologia ci sono visi tesi, tutti si assomigliano un po’…Esce il medico, inusuale, forse è un amico, e lì non accorgendosi della mia presenza :…vedi queste macchioline…qui !!!…queste!!!..questo è il tuo polmone…si..purtroppo..è quello che temevano…dovremmo provare ad intervenire…è colpa di quello che ti hanno fatto respirare dove hai lavorato per 40 anni….
….Eppure mi dicevano che non faceva male…
Si..è vero..ma oggi abbiamo scoperto che invece non è cosi’…
La vita ti cambia quando meno te lo aspetti…Coraggio…
Io penso a ritirare il referto delle lastre al ginocchio…Vado vià…Lascio quei visi nella loro disperazione.
Anche a mio nonno avevano detto che lavorare al cementificio non faceva…male…anche li si sono sbagliati…
Oggi,il Sindaco di Santa Marinella ha stipulato un accordo con Enel produzione s.p.a., che porterà nelle casse comunali 7.000.000 di euro in 3 anni dopo la messa in funzione della centrale a carbone di Torre Valdaliga Nord,a Civitavecchia.
Sono andato sempre a manifestare la mia contrarietà all’apertura della nuova centrale.Non sono qui per dire Carbone si, o Carbone no, mi è bastato sapere, una sola cosa, da quando ho seguito da vicino i diversi interventi delle parti, anche se nel dubbio che faccia male o meno, preferisco non correre questo rischio.
Nell’incertezza preferisco scegliere per la vita e non per i soldi.
Forse è un atteggiamento un po’ da sognatore o idealista, tanto avevano detto che la centrale a carbone l’avrebbero fatta e cosi’ è stato.
Allora oggi non riesco a capire perché Enel produzione s.p.a. deve dare 7.000.000 di euro al Comune di Santa Marinella.
Nell’accordo non è presente la parola :”Finalità”, cioè, perché Enel deve risarcire dando dei contributi ai comuni limitrofi?
Qualcosa, pero’ si puo’ ancora fare…
Si possono usare quei fondi che Enel mette a disposizione dei Sindaci, per creare una rete di controllo e monitoraggio efficace ed efficiente,un controllo quotidiano che non permetta a nessuno di sbagliare.
Un controllo che non sia delegato dal Sindaco a qualcuno che deve prendere uno stipendio o occupare una poltrona.
Un controllo che deve portare a sviluppare questo territorio con certificazione di qualità, anche se è presente la centrale.
Una rete di notizie che non permetta che vengano fatti errori o omissioni, perché è in gioco il futuro del nostro territorio, ma ancor di piu’ della nostra salute.
I fondi di Enel devono essere usati per lo sviluppo di fonti energetiche alternative, che permettano di limitare nel tempo i fattori inquinanti della centrale.
Fonti energetiche alternative, solare termico, fotovoltaico , eolico…
I soldi di Enel non possono essere usati per fare manifestazioni ludiche, parchi, strade e ponti, devono essere finalizzati alla tutela della vita umana e all’incentivazione, sviluppo e sensibilizzazione di tutti i cittadini all’uso e installazione di tecnologie eco e bio compatibili.
I soldi di Enel, i sindaci devono spenderli per garantire ad ogni cittadino di questo territorio un futuro sostenibile.
…oggi, ci dicono che il carbone che ha iniziato a bruciare a Civitavecchia, non fa male..speriamo che questa volta abbiano ragione…

(notizia pubblicata su CIVONLINE.IT)

Tvn, Scajola: “La nuova politica energetica parte da impianti come questo”

In Environment, Pollution, Rassegna Stampa on July 30, 2008 at 1:02 pm

Manca Berlusconi all’inaugurazione della centrale. Presenti Letta, Marrazzo e Moscherini


CIVITAVECCHIA – Si è svolta nel carbonile la cerimonia di inaugurazione della centrale Enel di Torre Valdaliga Nord, per l’occasione allestito come un mega set con tanto di tribune, nonostante l’assenza del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il Governo è stato rappresentato dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e dal ministro allo Sviluppo Economico Claudio Scajola, intervenuto insieme al presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, al sindaco Gianni Moscherini e all’amministratore delegato dell’Enel Fulvio Conti. Proprio quest’ultimo ha introdotto i lavori, ripercorrendo le tappe che dal 2003 hanno portato alla realizzazione della centrale. Ha subito ricordato le due vittime sul lavoro di Tvn, prima di ringraziato le amministrazioni comunali, da De Sio a Moscherini,che hanno contribuito al PRIMA ACCENSIONE CENTRALE ENEL NO CARBONE SCAJOLA E MOSCHERINI (FOTO ROMANO)raggiungimento dei risultati attuali, ribadendo l’importanza della Spa come valore per il Paese. Significativo l’intervento del primo cittadino: « I civitavecchiesi si sono assunti un onere faticoso – ha dichiarato Moscherini – con il passaggio dall’olio combustibile al carbone che non è stato di certo un regalo per l’opinione pubblica. C’è stato però un dibattito democratico – ha aggiunto – che ha portato a scontri e a decisioni che questa amministrazione ha cercato di superare, coinvolgendo i no coke nella fase molto importante dei controlli che ora si aprirà». Rivolgendosi a Letta, Moscherini afferma: «Ricordo quando a Porta a Porta Berlusconi indicò Civitavitavecchia come punto strategico per il Paese per la costruzione di una nuova portualità e logistica Italiana. In questi anni – prosegue il Sindaco – il PRIMA ACCENSIONE CENTRALE ENEL (FOTO ROMANO)porto è diventato un punto d’eccellenza per il Mediterraneo, anche grazie al nuovo presidente dell’Autorità Portuale, Fabio Ciani, che sta proseguendo sul lavoro avviato. Ora insieme all’Enel che è la prima industria di tutto il territorio, dobbiamo dar vita a un nuovo tipo di eccellenza per la città». A seguire ha preso la parola il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo: «Si apre una fase nuova – ha decretato – questa Regione non si sottrae alle esigenze di sviluppo del Paese, rinnovando però un patto che includa lavoro, salute e ambiente». Ha concluso gli interventi il ministro allo Sviluppo Economicop Claudio Scajola: «Noi stiamo dando al Paese una nuova politica energetica che parte anche da impianti come questo». Ha anticipato un ritorno al nucleare, mediante una politica energetica basata al 50% sui combustibili fossili, al 25% sulle energie rinnovabili e al restante 25% proprio sul nucleare. «Troppi sprechi – ha concluso Scajola – entro novembre sarà varato il piano per il risparmio energetico». Presenti alla cerimonia numerosi operai, mentre all’esterno un imponente schieramento di forze dell’ordine ha assicurato il regolare svolgimento dei lavori di inaugurazione. Pochi i no coke e i dimostranti PRIMA ACCENSIONE CENTRALE ENEL NO CARBONE (FOTO ROMANO)che hanno protestato davanti alla centrale.

ORE 10.12 – BERLUSCONI NON VERRA’ A CIVITAVECCHIA. Fonti romane della Presidenza del Consiglio dei Ministri informano che il premier Silvio Berlusconi “trattenuto a Roma” da improvvisi impegni istituzionali, non sarà a Civitavecchia con il Sottosegretario Gianni Letta ed il ministro Claudio Scajola. (SEGUE)

(Notizia pubblicata su CIVONLINE.IT)

Movimento Nocoke Alto Lazio: domani si inaugura la centrale del cancro

In Environment, Rassegna Stampa on July 30, 2008 at 1:01 pm

Domani i cittadini dell’Alto Lazio saranno fuori dai cancelli di TVN a denunciare la macabra messa in scena dI Enel, Berlusconi, Scajola, Prestigiacomo e quanti accorreranno a presenziare un’inaugurazione a carbone che non si può fare, perchè TVN è priva di Autorizzazione Integrata Ambientale, nonostante il lavorio di tecnici e avvocati. Solo una maldestra e malefica mossa del governo potrebbe risolvere i problemi dell’azienda elettrica. I cittadini saranno lì a rappresentare un territorio che non si riconosce da tempo nei sindaci e nelle istituzioni che hanno venduto l’anima al diavolo. È la stessa cosa se i sindaci ci saranno o non ci saranno a fare i cortigiani della Spa così come è la stessa cosa se hanno o non hanno firmato i “contratti”. L’accordo c’è stato e all’eventuale accensione la loro preoccupazione non sarà quella di denunciare l’assassino bensì quella di allungare la mano per avere l’elemosina di chi vede nelle popolazioni di questo territorio solo un fastidio per i propri progetti criminali. La presenza dei cittadini sarà un grido di dolore per la compromissione del futuro proprio e dei figli, che gente senza scrupoli persegue in nome di un bisogno energetico inesistente e di ragionamenti fasulli sulle scelte strategiche del Paese.

Quella dei cittadini sarà una cerimonia vera segnata dal colore del lutto. Il territorio saranno loro e rappresenteranno anche quanti hanno paura di esporsi per le ritorsioni di cui la ghenga è capace. Chi vuole incontrare il territorio lo troverà lì fuori mentre dentro ci sarà solo chi ha compiuto la metamorfosi e parteciperà ad un evento che pur nella finzione, perchè TVN non può essere accesa a carbone, vorrà celebrare l’accensione di un impianto destinato alla combustione di 600 tonnellate di carbone all’ora, che in sessanta minuti rilascerà 6.300.000 mc di fumo carico d’inquinanti.

(notizia pubblicata su ROMANOTIZIE.IT)

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Legambiente: “Ecco gli ecomostri sul mare”

In Environment, Rassegna Stampa on June 25, 2008 at 12:21 pm

Da Ponza a Sabaudia, le “bandiere nere” per le coste troppo cementificate

A marzo si è vista togliere una delle tre “vele blu” conquistate nel 2007. Ed ecco che ora le arriva la “bandiera nera” per il cemento e le acque “impure”, riversati sulla natura da costruttori abusivi e amministratori locali. L´isola di Ponza è uno dei quattro “pirati del mare” laziale cui Legambiente ha assegnato il vessillo con teschio e ossa incrociate, annunciando allo stesso tempo che la campagna d´estate non è finita: il 9 luglio salperà infatti da Ostia la “Goletta verde” che dragherà il litorale per analizzarne le acque e che dal 12 al 15 luglio veleggerà a largo di Gaeta.

Oltre al Comune della perla dell´arcipelago pontino – gli amministratori di Ponza sono accusati, tra l´altro, «per il continuo dilagare del cemento illegale», perché inquinano il Tirreno («il 100% degli scarichi civili non è allacciato ai depuratori») e per «l´assenza della raccolta differenziata dei rifiuti» – la bandiera della vergogna è stata fatta sventolare dagli ambientalisti su un residence di Gaeta (il complesso residenziale abusivo da 20 milioni di euro dell´Immobiliare Vertulasia nel Parco “Riviera d´Ulisse”) e su un campeggio di Fondi (l´Holiday Village, nato negli anni ´70 come piccolo camping e ora vero e proprio villaggio in muratura in area demaniale). Ma “bandiera nera” anche per l´Assobalneari di Roma a causa dello «scellerato progetto – così lo definisce il presidente di Legambiente Lazio, Lorenzo Parlati – delle cinque isole artificiali al largo di Ostia: mostri che dovrebbero ospitare, tra l´altro, un casinò, “perché il gioco d´azzardo è un forte incentivo turistico”». Per Parlati «il mare di Roma, ne siamo convinti, non ha bisogno di questo».

Per la minaccia di un ecomostro che si affaccia all´orizzonte di Ostia, uno che finalmente è finito tra le fauci delle ruspe. Si tratta dei 21 scheletri in cemento armato della cosiddetta isola dei Ciurli sul litorale di Fondi, abbattuti lo scorso dicembre. E, per questa vittoria, Giuseppe Miliano ha ricevuto il premio “Amico del mare”: il sostituto procuratore di Latina, con altri magistrati, dopo 40 anni ha deciso la riapertura del fascicolo che ha permesso l´abbattimento all´isola dei Ciurli.

“Mare Nostrum 2008″ passa anche per i rapporti delle forze dell´ordine: sono 648 le infrazioni accertate per pesca di frodo, violazione del codice della navigazione e della normativa da diporto, depuratori e scarichi fognari; 166 i sequestri effettuati; 684 persone arrestate o denunciate, 96 delle quali per inquinamento marino. La classifica regionale del “mare illegale” vede il Lazio al nono posto in Italia (la peggiore è la Campania). Ma il fatto di essere dietro a Toscana e Emilia Romagna (settima e ottava), non rincuora Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio: «Bisogna fermare l´indiscriminato sviluppo edilizio e portuale, come quello previsto dalle linee guida del piano della mobilità della Regione Lazio. Non sono più tollerabili gli scempi edilizi, non condonabili perché all´interno di arre protette, come quelli nel Parco del Circeo».

Legambiente cita anche altri casi di litorale violato: le 12 ville di via Biancamano a Sabaudia, l´hotel Summit di Gaeta, il parcheggio sulla spiaggia di Lavinio, gli scarichi illegali a Ladispoli, Cerveteri e Ardea. Il Comune sull´Ardeatina è sul banco degli imputati anche per il “Parco delle dune” (i capanni per la pesca di 30 anni fa sono diventati edifici in muratura) e per i 473 abusi edilizi censiti dal 2004 al 2006. Accesa la difesa del sindaco Carlo Eufemi: «La situazione alle “Dune” l´abbiamo ereditata ma siamo pronti a intervenire. La verità è che siamo l´unico Comune del Lazio che abbatte. Abbiamo eseguito già diverse demolizioni e siamo scesi indifesa dei tre chilometri e mezzo del lungomare ardeatino: lì sono circa cento gli immobili abusivi, ma dobbiamo attendere che siano finiti ricorsi e sentenze prima di dare il via alle ruspe».

di Carlo Alberto Bucci
(via Repubblica)

STRAGE API, PROTESTA LEGAMBIENTE E UNAAPI

In Environment, Rassegna Stampa on April 8, 2008 at 12:53 pm

ROMA – “Basta veleni nei terreni”: questo lo slogan a suon di tamburi di circa 200 apicoltori e di rappresentanti di Legambiente riuniti in una protesta oggi a Roma di fronte al Ministero delle Politiche agricole. L’allarme lanciato dalla manifestazione riguarda la recente strage di api che per ora è stimata in oltre 40 mila alveari spopolati in contemporanea con le semine del mais nel nord-ovest. Un fenomeno che secondo gli addetti al settore è legato all’uso di insetticidi, neonicotinoidi, usati per la concia dei semi che hanno effetti drammatici sugli insetti impollinatori. Una delegazione di otto apicoltori, guidata da Francesco Panella, presidente di Unaapi, Unione nazionale associazioni apicoltori italiani, è entrata dell’edificio di via XX Settembre per essere ricevuta da Giuseppe Ambrosio, capo Dipartimento per le Politiche di sviluppo economico e rurale del Ministero delle Politiche agricole.

Legambiente e Unaapi sottolineano la necessità di un monitoraggio sistematico dello stato degli allevamenti di api con il pieno coinvolgimento dell’associazionismo apistico. Tre le richieste al governo: dare ascolto all’allarme lanciato dagli apicoltori italiani e prendere atto della moria delle api e di tutti gli insetti utili; sospendere d’urgenza l’autorizzazione d’uso delle sostanze neonicotinoidi e/o ad azione neurotossica sistemica; aggiornare, sia in Italia, sia nella Ue, anche in campo agricolo le procedure per una vera ed efficace valutazione di impatto ambientale delle sostanze chimiche immesse nell’ambiente.

(fonte: ANSA.it)

CON ‘GRANDE PIANO’ 69% ELETTRICITA’ DA SOLE

In Environment, Rassegna Stampa on January 20, 2008 at 7:39 pm

ROMA, – La possibilità di abbandonare il petrolio ed ottenere buona parte dell’energia elettrica dal Sole c’é, quello che manca è la volontà politica. Lo sostiene la rivista americana Scientific American, che ha elaborato un ‘grande piano solare’ con cui sarebbe teoricamente possibile produrre il 69% dell’energia elettrica di un grande paese come gli Usa soltanto utilizzando il Sole e a costi competitivi con quelli attuali. L’energia che arriva dal Sole in 40 minuti, scrive la rivista, sarebbe sufficiente a coprire il consumo globale per un anno. Convertendo solo il 2,5% di quella che colpisce gli stati del Southwest americano si coprirebbero i consumi statunitensi del 2006. Attualmente però dal solare gli Stati Uniti ricavano solo il 6% dell’energia. Il piano proposto da Scientific American prevede di ottenere almeno 3mila Gigawatts di energia da impianti fotovoltaici, da stoccare con la tecnica dell’aria compressa e da distribuire con un metodo totalmente nuovo di trasmissione.

L’obiettivo del 69%, che potrebbe essere addirittura maggiore se al fotovoltaico si accoppiassero le altre fonti rinnovabili, sarebbe raggiunto nel 2050 al prezzo di 400 miliardi di dollari, appena il doppio di quanto prevedeva di spendere la Casa Bianca per la guerra in Iraq. “Queste cifre sono scientificamente valide, ma rimarranno un buon auspicio se non ci sarà la volontà politica – spiega Carlo Manna, responsabile del centro studi dell’Enea – gli Usa sono stati i primi a investire nel solare già negli anni ‘80, ma poi la politica non ha piu’ sostenuto questa strada e adesso gli americani sono indietro anche rispetto alla Cina, oltre che a Spagna e Germania che sono ai massimi livelli. Il potenziale c’é ed è notevolissimo, ma senza investimenti questi rimangono scenari irrealizzabili, anche se la tecnologia adatta già c’é”.

Se negli Usa è difficile, per l’Italia sarebbe quasi impossibile raggiungere un obiettivo del genere: “Anche in Italia le possibilità tecnologiche ci sono, e spesso sono anche più avanzate del resto del mondo, come nel caso del solare a concentrazione in cui addirittura vendiamo pezzi alla Spagna – conferma Manna – il problema sono le difficoltà del sistema, dalla farraginosità nell’ottenere le autorizzazioni e la scarsità di installatori degli impianti”. Il piano proposto per gli Usa permetterebbe di chiudere 600 centrali elettriche tradizionali, e di abbattere le emissioni del 62%: “Non solo – sottolinea l’esperto – in Usa si fanno già i conti di quanti posti di lavoro e quanta ricchezza possono derivare incentivando le energie rinnovabili. Da noi ancora non ci sono invece le industrie necessarie a sostenere un aumento della domanda di fotovoltaico, rischiamo di dover comprare gli impianti all’estero con un costo enorme sulla bolletta”.

(fonte: ANSA.it)

Clima: Onu, “Alle future generazioni solo un pianeta distrutto”

In Environment, Pollution, Rassegna Stampa on October 25, 2007 at 9:00 pm

PARIGI – Un pianeta distrutto. Questo erediteranno le future generazioni considerata la voracita’ con la quale oggi vengono consumate le risorse terrestri. L’ennesimo allarme e’ stato lanciato dall’Agenzia delle Nazioni Unite sull’ambiente (Unep) nel IV rapporto sulle prospettive globali della terra ‘GEO-4′ realizzato sulla base di dati raccolti negli ultimi 20 anni. Secondo gli esperti dopo le cinque estinzioni di massa verificatesi negli ultimi 450 milioni di anni, di cui l’ultima 65 milioni di anni fa, “la sesta e’ in corso e questa volta causata dall’uomo”. (Agr)

Original Press Release (link) -United Nations Environment Programme 

Planet’s Tougher Problems Persist, UN Report Warns

Nairobi/New York, 25 October:The United Nations Environment Programme says that major threats to the planet such as climate change, the rate of extinction of species, and the challenge of feeding a growing population are among the many that remain unresolved, and all of them put humanity at risk.

 

The warning comes in UNEP’s Global Environment Outlook: environment for development (GEO-4) report published 20 years after the World Commission on Environment and Development (the Brundtland Commission) produced its seminal report, Our Common Future.

 

GEO-4, the latest in UNEP’s series of flagship reports, assesses the current state of the global atmosphere, land, water and biodiversity, describes the changes since 1987, and identifies priorities for action. GEO-4 is the most comprehensive UN report on the environment, prepared by about 390 experts and reviewed by more than 1 000 others across the world.

 

It salutes the world’s progress in tackling some relatively straightforward problems, with the environment now much closer to mainstream politics everywhere. But despite these advances, there remain the harder-to-manage issues, the “persistent” problems. Here, GEO-4 says: “There are no major issues raised in Our Common Future for which the foreseeable trends are favourable.”

 

Failure to address these persistent problems, UNEP says, may undo all the achievements so far on the simpler issues, and may threaten humanity’s survival. But it insists: “The objective is not to present a dark and gloomy scenario, but an urgent call for action.”

Achim Steiner, UN Under-Secretary General and UNEP Executive Director, said: “The international community’s response to the Brundtland Commission has in some cases been courageous and inspiring. But all too often it has been slow and at a pace and scale that fails to respond to or recognize the magnitude of the challenges facing the people and the environment of the planet”.

 

“Over the past 20 years, the international community has cut, by 95 per cent, the production of ozone-layer damaging chemicals; created a greenhouse gas emission reduction treaty along with innovative carbon trading and carbon offset markets; supported a rise in terrestrial protected areas to cover roughly 12 per cent of the Earth and devised numerous important instruments covering issues from biodiversity and desertification to the trade in hazardous wastes and living modified organisms,” he added.

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