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La madre incinta ha il cancro: le due gemelline in grembo lo spostano

In Health, Rassegna Stampa on February 5, 2008 at 5:16 pm

Michelle Stepney premiata in Inghilterra con il «Women Courage Award»

MILANO — Lei, la mamma, cercava di salvare la vita alle sue bambine non ancora nate, rifiutando un intervento chirurgico e la classica chemioterapia (optando per una forma leggera) che l’avrebbero costretta

Michelle Stepney con le due gemelline

all’aborto. Loro, le due gemelline, hanno letteralmente «preso a calci» il tumore materno, spostandolo e impedendo che facesse danni a tutte e tre. E sono nate sane e salve alla trentatreesima settimana di gravidanza. Così Michelle Stepney ha avuto, da parte del Cancer Research britannico, una nomination al Women Courage Award, che vuole premiare chi fa qualcosa di veramente speciale per sé o per gli altri. E questa storia è davvero speciale, quasi incredibile. La donna, 35 anni, di Londra, era rimasta incinta ed era stata successivamente ricoverata in ospedale per un sospetto aborto. Solo allora i medici del Royal Marsden Hospital hanno scoperto che aveva un tumore alla cervice uterina. Michelle Stepney, già mamma di un bambino di cinque anni di nome Jack, ha deciso di accettare soltanto una chemioterapia leggera e nient’altro che avrebbe potuto mettere fine alla gravidanza. «E’ stata una decisione difficile da prendere — ha detto la donna alla Bbc —. Volevo essere sicura che quello che stavo facendo fosse giusto per Jack, ma non volevo fare qualcosa di sbagliato per le bambine». E ha aggiunto: «Sentivo le mie figlie scalciare, ma non potevo certo immaginare che avrebbero “spostato” il tumore». Così Alice e Harriet sono nate con un cesareo: erano senza capelli proprio per gli effetti collaterali dei farmaci chemioterapici, ma oggi stanno bene. Soltanto dopo quattro settimane dal parto, la donna si è sottoposta a un’isterectomia: fortunatamente il tumore non era diffuso ed è stato completamente asportato.

(Corriere.it)

Prostata: no a peperoncino e coito interrotto

In Health, Rassegna Stampa on September 12, 2007 at 7:47 pm

Gli esperti della Società italiana di Urologia stilano le regole per «salvare» la ghiandola maschile. Ottime carote, spinaci, kiwi

ROMA - Troppo peperoncino fa male alla prostata. E fanno male anche l’astinenza sessuale prolungata e il coito interrotto. Lo dicono gli urologi della Siu, la Società Italiana di Urologia, che hanno divulgato un decalogo salvavita contro le malattie prostatiche alla vigilia della Giornata Europea di Informazione indetta per il 14 settembre dalla European Association of Urology. Dieci regole semplici, per contrastare soprattutto un fenomeno, quello del carcinoma alla prostata, che colpisce in Italia 46.400 persone all’anno, con 7 mila decessi (seconda causa di morte per tumore dopo il cancro al polmone).
Con un aumento dei casi, spiega il presidente della Siu Vincenzo Mirone, del 12-13 per cento negli ultimi cinque anni, a fronte però di un calo della mortalità. Il rischio di sviluppare un carcinoma di questa ghiandola aumenta a partire dall’età di 40 anni: più dell’80 per cento dei casi di neoplasia prostatica sono diagnosticati in pazienti sopra i 65 anni e il 94 per cento dei decessi avviene nello stesso gruppo di età. E se tra i parenti di primo grado si registrano dei casi di tumore, le probabilità di ammalarsi aumentano di ben 4 volte.
Per questo, è indispensabile la prevenzione: dopo i 50 anni, suggeriscono gli esperti, bisogna effettuare una visita di controllo almeno una volta l’anno.

LE REGOLE SALVA-PROSTATA - Ma poi, ciascun maschio è chiamato a rispettare alcune regole apparentemente elementari.

1) ALIMENTAZIONE – Evitare cibi dannosi alla prostata, anzitutto, quelli che un tempo non a caso venivano considerati afrodisiaci, per il semplice fatto che infiammavano l’area, creando un artificiale impulso al coito: moderazione dunque nel mangiare peperoncino (non più di due volte a settimana, ammonisce Mirone), ma anche birra, insaccati, spezie, pepe, superalcolici, caffè, e aragoste. Vanno bene invece cibi con antiossidanti, dalle carote agli spinaci, dal kiwi alle carni rosse.

2) IDRATAZIONE – Occorre poi bere tanto, almeno due litri d’acqua al giorno, e regolarizzare la funzione intestinale.

3) ATTIVITA’ FISICA – Utile camminare almeno mezz’ora al giorno, e evitare per ovvi motivi un uso eccessivo della bicicletta.

4) SESSO – Mentre sul fronte del sesso, la salute della prostata dipende da un’attività sessuale regolare: l’astinenza prolungata provoca ristagno di secrezioni nella ghiandola prostatica ed una possibile infezione seminale. Per la stessa ragione, va evitato il coito interrotto.

DIAGNOSI PRECOCE E COMUNICAZIONE - «Negli ultimi anni – ha sottolineato Mirone – si assiste a un’importante riduzione del tasso di mortalità per cancro alla prostata in gran parte dei paesi occidentali. Seguendo alcune semplici regole ognuno può tenere sotto controllo il suo stato di salute riducendo i rischi e favorendo diagnosi precocì. Ma soprattutto, secondo gli urologi, occorre maggiore divulgazione: un tema su cui ha insistito anche Franco Cuccurullo, presidente del Consiglio Superiore di Sanità e rettore dell’Università di Chieti: «Al sud – ha ricordato – si fa un uso smodato di peperoncino. Dobbiamo dire a tutti che non è senza conseguenze. Divulgando soprattutto il ruolo della prevenzione, attraverso un’informazione comprensibile: un tema che ha trovato spazio negli ultimi piani sanitari nazionalì. Il vicepresidente della Commissione Sanità del Senato Cesare Cursi ha sottolineato che «bisogna invertire la tendenza secondo cui tutte le donne vanno dal ginecologo, e pochi uomini dall’urologo o dall’andrologo».