Archive for the 'Pollution' Category

Clima: Usa, cittadini producono 5 volte CO2 di ogni altro abitante del pianeta

WASHINGTON - Dai senzatetto ai miliardari, chiunque negli Stati Uniti produce in media 5 volte piu’ anidride carbonica degli altri abitanti del pianeta. Lo affermano i ricercatori del Massachussets Institute of Technology (Mit) di Boston, che hanno analizzato i comportamenti di diversi stili di vita, correlandoli alla loro impronta ecologica. Se la produzione media mondiale pro-capite di Co2 si attesta sulle 4 tonnellate all’anno, un americano medio produce 20 tonnellate e, negli Stati Uniti, anche chi non ha nulla e vive pernottando negli ostelli e’ responsabile dell’emissione di 8 tonnellate. I ricercatori spiegano questi dati con il cosiddetto ‘effetto rimbalzo’: se anche una persona fa una scelta che fa risparmiare energia, come l’acquisto di un auto ibrida, ma poi spende i soldi risparmiati inquinando, ad esempio in un viaggio in aereo, l’impronta ecologica aumenta. Un attitudine tipica degli americani. (Agr)

(Corriere della Sera)

GREENPEACE A CIVITAVECCHIA, MAXI-MUTANDE SULLA CENTRALE ENEL

ROMA - Blitz di Greenpeace alla centrale Torre Valdaliga Nord, a Civitavecchia, che l’Enel sta convertendo a carbone. Otto ‘climbers’ si sono arrampicati su una delle gru del cantiere e hanno aperto uno striscione che raffigura un paio di mutande e lo slogan “Kyoto: Italia in mutande” e altri striscioni più piccoli con scritto “no carbone” e “stop Co2″.

Secondo quanto afferma una nota di Greenpeace, “per fermare la protesta, Enel ha messo in pericolo la vita di un’attivista polacca, facendo muovere la gru mentre la ragazza si arrampicava. Più di 100 operai hanno contestato l’azione di Greenpeace presso la centrale”.

“L’Italia, con le attuali misure adottate, si appresta a fallire miseramente gli obiettivi di Kyoto e la centrale di Civitavecchia aggrava ulteriormente il deficit ambientale dell’Italia di oltre 10 milioni di tonnellate di Co2 all’anno” ha spiegato in una nota Giuseppe Onufrio, direttore delle campagne di Greenpeace.

(ANSA.it)

Clima: Onu, “Alle future generazioni solo un pianeta distrutto”

PARIGI - Un pianeta distrutto. Questo erediteranno le future generazioni considerata la voracita’ con la quale oggi vengono consumate le risorse terrestri. L’ennesimo allarme e’ stato lanciato dall’Agenzia delle Nazioni Unite sull’ambiente (Unep) nel IV rapporto sulle prospettive globali della terra ‘GEO-4′ realizzato sulla base di dati raccolti negli ultimi 20 anni. Secondo gli esperti dopo le cinque estinzioni di massa verificatesi negli ultimi 450 milioni di anni, di cui l’ultima 65 milioni di anni fa, “la sesta e’ in corso e questa volta causata dall’uomo”. (Agr)

Original Press Release (link) -United Nations Environment Programme 

Planet’s Tougher Problems Persist, UN Report Warns

Nairobi/New York, 25 October:The United Nations Environment Programme says that major threats to the planet such as climate change, the rate of extinction of species, and the challenge of feeding a growing population are among the many that remain unresolved, and all of them put humanity at risk.

 

The warning comes in UNEP’s Global Environment Outlook: environment for development (GEO-4) report published 20 years after the World Commission on Environment and Development (the Brundtland Commission) produced its seminal report, Our Common Future.

 

GEO-4, the latest in UNEP’s series of flagship reports, assesses the current state of the global atmosphere, land, water and biodiversity, describes the changes since 1987, and identifies priorities for action. GEO-4 is the most comprehensive UN report on the environment, prepared by about 390 experts and reviewed by more than 1 000 others across the world.

 

It salutes the world’s progress in tackling some relatively straightforward problems, with the environment now much closer to mainstream politics everywhere. But despite these advances, there remain the harder-to-manage issues, the “persistent” problems. Here, GEO-4 says: “There are no major issues raised in Our Common Future for which the foreseeable trends are favourable.”

 

Failure to address these persistent problems, UNEP says, may undo all the achievements so far on the simpler issues, and may threaten humanity’s survival. But it insists: “The objective is not to present a dark and gloomy scenario, but an urgent call for action.”

Achim Steiner, UN Under-Secretary General and UNEP Executive Director, said: “The international community’s response to the Brundtland Commission has in some cases been courageous and inspiring. But all too often it has been slow and at a pace and scale that fails to respond to or recognize the magnitude of the challenges facing the people and the environment of the planet”.

 

“Over the past 20 years, the international community has cut, by 95 per cent, the production of ozone-layer damaging chemicals; created a greenhouse gas emission reduction treaty along with innovative carbon trading and carbon offset markets; supported a rise in terrestrial protected areas to cover roughly 12 per cent of the Earth and devised numerous important instruments covering issues from biodiversity and desertification to the trade in hazardous wastes and living modified organisms,” he added.

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Veleni nei campi

ROMA. Emilia Romagna, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Toscana: cinque le regioni interessate
in una “rifiuti connection” dai risvolti inquietanti. Cinque le custodie cautelari in carcere e decine le
perquisizioni in un’operazione partita ieri da Bologna da parte del Nucleo protezione ambientale dei carabinieri.
Oltre 800.000 le tonnellate di rifiuti speciali, pericolosi e non, e altri rifiuti tossiconocivi, in particolare terre provenienti dalla bonifica di siti inquinati e fanghi industriali, contenenti sostanze cancerogene che venivano fittiziamente declassificati e miscelati con altri tipi di rifiuti, per essere poi smaltiti in discariche non autorizzate dell’Emilia Romagna, oppure - addirittura - sparsi su campi destinati alla coltivazione come “pseudo-compost”. Gli arrestati assegnavano ai rifiuti, grazie ad analisi contraffatte, codici identificativi non connessi alla loro provenienza, ma alle autorizzazioni degli impianti compiacenti, nel bolognese, mantovano e ravennate. Veniva inoltre costantemente evasa la cosiddetta “ecotassa”.

(ADNKRONOS/Metro)


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