Archive for the 'The End of the World' Category

Clima: Usa, cittadini producono 5 volte CO2 di ogni altro abitante del pianeta

WASHINGTON - Dai senzatetto ai miliardari, chiunque negli Stati Uniti produce in media 5 volte piu’ anidride carbonica degli altri abitanti del pianeta. Lo affermano i ricercatori del Massachussets Institute of Technology (Mit) di Boston, che hanno analizzato i comportamenti di diversi stili di vita, correlandoli alla loro impronta ecologica. Se la produzione media mondiale pro-capite di Co2 si attesta sulle 4 tonnellate all’anno, un americano medio produce 20 tonnellate e, negli Stati Uniti, anche chi non ha nulla e vive pernottando negli ostelli e’ responsabile dell’emissione di 8 tonnellate. I ricercatori spiegano questi dati con il cosiddetto ‘effetto rimbalzo’: se anche una persona fa una scelta che fa risparmiare energia, come l’acquisto di un auto ibrida, ma poi spende i soldi risparmiati inquinando, ad esempio in un viaggio in aereo, l’impronta ecologica aumenta. Un attitudine tipica degli americani. (Agr)

(Corriere della Sera)

Ragazzino calcola la fine del mondo, la Nasa gli dà ragione ma poi ritratta

Un 13enne tedesco: «C’è una probabilità su 450 che l’asteroide Apophis colpisca la Terra nel 2036»

POTDSAM (Germania) – È la più grande minaccia per il nostro pianeta: il 13 aprile del 2036 - la domenica di Pasqua - l’asteroide “Apophis” entrerà nell’orbita terrestre. Avrà una probabilità dello 0,2 per cento di schiantarsi contro il nostro pianeta. Sembra poco, ma non si sa mai. Lo ha calcolato un ragazzino di 13 anni di Potsdam, in Germania. Secondo le formule matematiche del giovane Nico Marquardt, la Nasa ha sbagliato - e non di poco - le sue previsioni sulla possibile collisione dell’asteroide con la Terra: per il giovane tedesco la probabilità d’impatto è una su 450 e non una su 45 mila. Anche la Nasa, in un primo momento, gli ha dato ragione ammettendo il grossolano quanto imbarazzante errore, fino a vedersi poi costretta a ritrattare dopo il clamoroso tam-tam mediatico.

ASTEROIDE KILLER - La notizia del “ragazzino che ha beffato la Nasa”, era prevedibile, ha fatto il giro del mondo in queste ultime due settimane. Il pericoloso asteroide, dal diametro di 320 metri e dal peso di diverse decine di milioni di tonnellate, potrebbe colpire la Terra tra 28 anni con maggiore probabilità di quella calcolata dagli esperti dell’agenzia statunitense, assicura il giovane Nico Marquardt, piccolo genio del ginnasio di Humboldt che ha osservato e fotografato l’asteroide col telescopio dell’istituto di astrofisica di Potsdam (AIP), a Babelsberg. La traiettoria di Apophis potrebbe venire modificata a causa di uno scontro con uno dei migliaia di satelliti che gravitano intorno al nostro pianeta, ha scritto lo studente nel progetto scolastico sull’ “Asteroide killer”, vincitore tra l’altro di un premio speciale al recente concorso tedesco riservato ai giovani ricercatori “Jugend forscht”.

CATASTROFE - L’incredibile storia è stata raccontata dal quotidiano Potsdamer Neueste Nachrichten. «Nello scontro con la Terra si libererebbe l’energia di 65 mila bombe nucleari come quella che distrusse Hiroshima nel 1945. Morirebbero milioni di persone; una fitta polvere coprirebbe il cielo per anni; un gigantesco tsunami scaturito nell’Oceano Atlantico allagherebbe parti della Terra«, ha raccontato Nico al giornale. L’adolescente sogna di poter, un giorno, lavorare proprio alla Nasa.

CLAMORE - Ma una certezza sulle probabilità per le quali il gigantesco asteroide fatto di iridio e ferro cada sulla Terra si avrà solo nel 2029, quando passerà a soli 32.500 km dal nostro pianeta. All’inizio anche l’agenzia europea Esa aveva confermato l’intuizione del giovane ragazzo dichiarando tuttavia che «le probabilità che questo colpisca la Terra restano remote, e il rischio che colpisca uno dei 35.880 satelliti geostazionari è vanificato dalla traiettoria che segue». Ciononostante, dopo il clamore suscitato su diversi organi d’informazione della scoperta del tredicenne, la Nasa, e in seguito anche Esa, - forse per rimediare a una possibile figuraccia - hanno negato ufficialmente di essersi sbagliati nei loro calcoli.

CALCOLI - Gli scienziati che studiano i cosiddetti asteroidi Neo (Near-Earth Objects, cioè gli oggetti che passano vicino alla Terra) hanno ribadito alle reti televisive americane che «le stime del probabile impatto di Apophis restano 1 su 45.000», negando infine di aver mai dato credito alle teorie del giovane Nico Marquardt.

Elmar Burchia (Corriere.it)
17 aprile 2008

La fine del mondo secondo Newton

Lo scienziato inglese era arrivato alla conclusione attraverso la Bibbia

La data fatidica, indicata in una lettera del 1704 scoperta domenica a Gerusalemme, sarebbe il 2060

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La lettera di Newton (da Huji.ac.il)

La lettera di Newton (da Huji.ac.il)

GERUSALEMME - Secondo sir Isaac Newton è iniziato il conto alla rovescia: meno di 53 anni alla fine definitiva del mondo, prevista secondo Newton per il 2060. Lo scienziato infatti, nonostante il suo pensiero positivista, non fu impermeabile al senso del mistero e della superstizione e non si dilettò solo nello studio della fisica e dell’astronomia, ma anche nell’interpretazione dell’Apocalisse, alla ricerca di un mondo simbolico, misterioso e colmo di profezie nascoste. Non fu dunque così razionale come si potrebbe essere portati a credere e non fu esente dal leggere la Bibbia come una sorta di piano cifrato per la storia mondiale (fenomeno chiamato appunto biblicismo).

LA LETTERA - Il padre della fisica moderna formula questa funesta profezia in una lettera risalente al 1704 e pubblicata solo ora in occasione di una mostra dal 18 giugno al 17 luglio all’Università ebraica di Gerusalemme e intitolata «I segreti di Newton». Perché proprio il 2060? Esattamente Newton parlò di 1.200 anni dopo l’800 d. C., data in cui venne restaurato il Sacro Romano Impero. Pare che lo scienziato sia arrivato a indicare questa data in seguito alla rilettura del libro del profeta Daniele, uno dei libri più difficili in cui sono contenuti numerosi simbolismi e visioni fantastiche. E proprio dal linguaggio oscuro e sibillino del testo, Newton fu incoraggiato ad abbandonarsi all’auspicio.

SCIENZA E FEDE - Uno degli aspetti interessanti della rivelazione, oltre alla data in sé (per altro abbastanza vicina), è costituito dal rapporto difficile, eppure possibile, tra scienza e fede religiosa. Newton, nonostante le celebri scoperte scientifiche (tra cui il calcolo infinitesimale), rimase sempre uomo di fede e cercò per tutta la vita di coniugare le due passioni, in evidente dialettica tra loro, arrivando alla rilettura scientifica dei testi sacri. In qualche modo egli fu religiosamente scienziato o scientificamente religioso. O semplicemente decise di vivere il mistero e la ragione, entrambi a modo suo.

Emanuela Di Pasqua

18 giugno 2007
(fonte: Corriere.it)

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