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Accoltella 7 vigili del fuoco a Capannelle «Attenti, che sgozzo tutti»

In Critical persons, Rassegna Stampa, Tragedies on January 23, 2010 at 12:01 am

Raptus di follia di un ingegnere nella scuola dei pompieri: 4 feriti gravi, tra cui una donna

ROMA – Raptus di follia per un ingegnere dei vigili del fuoco nella scuola di formazione dei pompieri a Capannelle, periferia di Roma. Poco dopo le 10,30 di giovedì, l’uomo, Gabriele Mancini, 41 anni, ha accoltellato 7 colleghi ferendone in modo grave 3 e poi nella fuga ne ha investiti altri 3. Quattro persone sono finite in codice rosso in ospedale, dieci in tutto i feriti. E’ stato poi bloccato dai carabinieri e portato nella caserma Appia in via dei calici. Qualche ora dopo, Mancini è stato portato nel reparto detentivo dell’ospedale Pertini, lo stesso dove fu portato e morì Stefano Cucchi. Uscendo dalla caserma ha urlato: «Carabinieri, aiuto. Berlusconi ha bloccato tutto».

LA RICOSTRUZIONE – Mancini, autore di quello che i colleghi definiscono «un improvviso e inspiegabile raptus di follia», è ingegnere dei vigili del fuoco di 41 anni, addetto alla formazione. Lavora in un ufficio al primo piano del complesso centrale all’interno delle scuole antincendio delle Capannelle. Secondo i primi accertamenti, l’uomo era seduto alla sua scrivania nel suo ufficio quando, all’improvviso, si è alzato, ha tirato fuori un coltello multiuso a serramanico con una lama da 10 centimetri e si è gettato contro il collega nel suo ufficio accoltellandolo in maniera grave, «senza aver discusso né litigato con nessuno», hanno raccontato i primi testimoni. Poi, la furia sarebbe continuata anche fuori dalla stanza. In corridoio, tra urla e grida, l’ingegnere avrebbe aggredito altri colleghi ferendone in tutto 6. Poi la fuga all’esterno del palazzo. Mancini è uscito nel piazzale della caserma, ha preso la sua auto parcheggiata sotto l’edificio, una Ford grigia, e ha cominciato a girare per i viali della cittadella. Inseguito da colleghi vigili del fuoco ne ha investiti 4 , uno di loro è stato travolto e per il fortissimo impatto è finito in codice rosso in ospedale. Nel frattempo, era stato dato l’allarme e sono arrivati i carabinieri che sono riusciti a bloccare l’uomo e a portarlo via. Sul posto sono intervenuti 5 ambulanze e due elicotteri del 118 che hanno portato via i feriti gravi.

LA TESTIMONIANZA- «L’ho sentito gridare», racconta un’impiegata che era al secondo piano della palazzina dove sono ospitati sia gli uffici amministrativi che il comando. «Urlava: “Attenti che salgo al piano di sopra e sgozzo tutti” », continua la donna. I feriti meno gravi sono stati medicati sul posto e la caserma è stata isolata dalle forze dell’ordine.

LA PRIMA VERSIONE – Diverso il racconto fatto dall’uomo appena è stato bloccato dai carabinieri. Secondo le prime voci raccolte, la rabbia dell’ingegnere sarebbe esplosa per la mancata riscossione di un credito per un lavoro fatto all’interno della caserma. Gabriele Mancini doveva parlarne con un responsabile. Il raptus sarebbe scattato quando gli è stato negato l’incontro. In quel momento è saltato fuori il coltello.

TENTATO OMICIDIO – L’indagine è affidata al pubblico ministero Patrizia Ciccarese. Il magistrato ha ipotizzato il reato di tentativo di omicidio plurimo. Attualmente l’ingegnere è sotto sorveglianza in una caserma dei carabinieri e il magistrato prima di procedere ad ulteriore attività istruttoria attende una relazione di quanto accaduto questa mattina.

IL CROLLO DEL 1992 – La scuola dei vigili del fuoco di Capannelle era già tristemente nota per un episodio di 18 anni fa. Nel 1992 crollò una palazzina dove erano in corso lavori di ristrutturazione – un edificio che fino a poche settimane prima aveva ospitato gli allievi pompieri di leva – fortunatamente evacuato. Nel crollo morirono tre operai.

Rinaldo Frignani (fonte: CorrieredellaSera.it)

Odio e amore: stesse aree cerebrali

In Rassegna Stampa on October 29, 2008 at 4:49 pm

Scoperti i circuiti coinvolti dai due sentimenti opposti. Ma l’emozione negativa è più «razionale»

Nel cervello odio e amore hanno uno stesso «interruttore». A scoprirlo è stato un gruppo di ricercatori guidati da Semir Zeki, dell’University College di Londra. I risultati della sperimentazione decgli scienziati britannici sono stati pubblicati sulla rivista scientifica «Plos One». Zeki e i suoi colleghi hanno «fotografato» la mente di un gruppo di volontari che erano impegnati a guardare la foto di qualcuno che detestavano cordialmente e hanno scoperto che i circuiti cerebrali attivati dall’odio hanno parecchio in comune con quelli dell’amore. Un risultato che potrebbe spiegare perchè questi due sentimenti possano portare a gesti simili e di tipo estremo, eroici o delittuosi, spiega Zeki.

LO STUDIO - Proprio per capire in che modo due passioni così differenti possono spingere verso azioni simili gli studiosi hanno reclutato alcuni volontari, 17 dei quali professavano un odio viscerale e profondo per qualcuno. I ricercatori hanno poi analizzato l’attività dei circuiti neurali che si attivavano nel cervello alla vista del volto della persona odiata, scoprendo che i circuiti dell’odio includono parti del cervello (putamen e insula) note per essere collegate a disprezzo e disgusto, ma anche in parte al sistema necessario per controllare movimento e azione. «Ma, cosa ancor più significativa, putamen e insula sono attivate anche dall’amore romantico – precisa Zeki – In particolare, il putamen potrebbe essere coinvolto nella preparazione di azioni aggressive in un contesto passionale, come ad esempio situazioni in cui un rivale rappresenta un pericolo».

AMORE IRRAZIONALE - Una delle maggiori differenze tra odio e amore sembra essere collegata alla razionalità. Larghe parti della corteccia cerebrale – associate con giudizio e ragionamento – sono disattivate nel caso dell’amore, mentre questo accade solo in piccola parte per l’odio. «Può sembrare sorprendente, dal momento che questo sentimento consuma e brucia come il suo opposto. Ma se nell’innamoramento spesso si è poco critici nei confronti dell’amato, nel caso dell’odio le nostre indagini rivelano che siamo più razionali: spesso si calcolano bene prima le mosse mirate a danneggiare il nemico o a vendicarsi per qualcosa».

(fonte: CORRIEREDELLASERA.IT)

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