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Cnr: ecco perchè l’agopuntura è efficace

In Rassegna Stampa on ottobre 16, 2006 at 10:29 pm

Studio in collaborazione con il San Raffaele di Milano

Esperimento con la Tomografia a emissione di positroni dimostra che quando viene praticata attiva aree cerebrali specifichei

 

L’agopuntura, nonostante i suoi 5mila anni di storia, in Occidente è ancora quasi sconosciuta. Eppure funziona sicuramente nella terapia del dolore. A sostenerlo non sono solo i guru della medicina alternativa ma anche un team di scienziati italiani, ricercatori dell’Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare (Ibfm) del Cnr di Milano. Insieme ai colleghi dell’Universitá e dell’Istituto San Raffaele di Milano, coordinati da Ferruccio Fazio direttore dell’Istituto del Cnr, gli studiosi infatti hanno dimostrato in maniera scientifica l’efficacia dell’agopuntura.

L’ESPERIMENTO – I ricercatori hanno usato la tomografia a emissione di positroni (Pet), una tecnica che permette di rilevare gli stati funzionali del cervello di soggetti umani. Per la prima volta è stato così possibile descrivere gli effetti cerebrali dell’agopuntura usata a scopo analgesico e fare un’ipotesi teorica sul suo funzionamento, chiarendo che la terapia si basa su effetti biologici e non sulla suggestione (effetto placebo).
«Pazienti volontari -riferisce il Cnr- sono stati sottoposti a una seduta di agopuntura reale e a una finta. Nella prima gli aghi sono stati posti nei punti canonicì della medicina cinese; nella seconda, in altri punti lontani dalla mappa tradizionale. La Pet ha dimostrato che nel primo caso venivano attivate le aree cerebrali del dolore, mentre l’agopuntura placebo non le coinvolgeva in nessun modo».

 

IL MECCANISMO – «L’azione analgesica dell’agopuntura sarebbe dovuta a una complessa azione sui circuiti nervosi, che verrebbero ingannatì da un rilascio di enzimi o di mediatori chimici, forse da sostanze simili alla morfina» dice Gabriele Biella, neurofisiologo dell’Ibfm-Cnr. Dunque sottolinea il Cnr, «un duro colpo allo scetticismo della medicina occidentale, che ha sempre preso le distanze da tali pratiche anche se, in anni recenti, il National institutes of health (Nih) statunitense ha conferito loro una sorta di riconoscimento ufficiale. Da allora anche il nostro Servizio sanitario nazionale consente di ricorrere alle cure della medicina non convenzionale, ma ancora non convenzionata».

QUANDO LA «PASSA» IL SSN – «A differenza di altri stati europei, in Italia -ricorda l’Ente di ricerca- l’agopuntura è considerata atto medico a tutti gli effettì e deve essere quindi praticata solo da medici specializzati in questo settore. Sono oltre due milioni gli italiani che apprezzano l’agopuntura (il 22% della popolazione secondo dati Istat) e alcune migliaia gli operatori medici e non. Un recente censimento computa in oltre 50 le strutture pubbliche che forniscono tali prestazioni». «In alcune Asl è anche prevista la terapia con un pagamento minimo per gli ultra sessantacinquenni, e in alcuni ospedali di Roma, Firenze, Milano, Bologna e L’Aquila la terapia con gli aghi viene impiegata come analgesico per i dolori post operatori o come coadiuvante per sedare gli effetti negativi della chemioterapia» afferma infine Renzo Frangipane dell’Associazione nazionale italiana agopuntura e moxibustione di Bologna.

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