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Val di Noto, i texani rinunciano: Stop alle trivelle nel sito Unesco

In Rassegna Stampa on giugno 15, 2007 at 12:32 am

Annuncio del presidente della Regione Siciliana Salvatore Cuffaro – Le proteste dei cittadini, l’appello di Camilleri dalle pagine di Repubblica La Panther si difende: “Una campagna contro di noi. La scelta dei luoghi da perforare sarebbe stata indirizzata verso zone senza qualità, pregi ambientali o paesaggistici”

<B>Val di Noto, i texani rinunciano<br>Stop alle trivelle nel sito Unesco</B> La cattedrale di Noto

ROMA – “La Panther Oil ha comunicato oggi alla Regione di aver rinunciato alle trivellazioni in tutto l’abitato della città di Noto, in tutto il sito Unesco e nell’intera area di Noto Antica, oltre alla porzione di area vicina alla zona sud-est della riserva di Vendicari”. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana Salvatore Cuffaro, a Palazzo Chigi, nel corso della conferenza stampa di presentazione della riapertura della Cattedrale di Noto.

A lanciare un forte appello per la salvaguardia della zona era stato Andrea Camilleri dalle pagine di Repubblica lo scorso sette giugno. L’appello, dopo essere stato sottoscritto da molti esponenti politici regionali e nazionali e da legambiente, era stato ripreso anche dal ministro dell’Ambiente e da ottantamila nostri lettori. Una settimana dopo l’articolo è stato anche tradotto dal francese Le Monde, dal Times e da Guardian. Il papà del commissario Montalbano chiedeva che venisse definitivamente e “irreversibilmente” stoppata la concessione data qualche anno fa alla società americana.

Per il governatore siciliano, “è un risultato del quale siamo fieri perché – ha sottolineato – in questi anni abbiamo lavorato e insistito moltissimo. Il governo regionale della Sicilia è sempre stato contrario alle trivellazioni nei siti dell’Unesco, che riguardavano comunque la ricerca di metano e non di petrolio, per la quale siamo contrari per tutto il territorio dell’isola”.

Nella lettera inviata dalla ‘Panther’ alla Regione Sicilia, a firma del presidente Jim Smitherman, si precisa che “la tematica che la città di Noto fosse patrimonio Unesco è stata utilizzata per avviare una campagna contro la ‘Panther’, come se la compagnia avesse davvero intenzione di perforare all’interno dei siti del Val di Noto. A tal proposito – continua la missiva – si ritiene che l’unico modo di eludere in maniera inequivocabile il problema sia quello di rilasciare l’area attorno alla città di Noto, vasta 8.600 ettari e che interessa l’intero centro abitato della città di Noto, l’intero sito Unesco del Val di Noto con annessa ‘buffer zone’, l’intera area di Noto antica e la porzione di area vicino alla costa sudorientale vicina alla riserva naturale di Vendicari”.


La ‘Panther’, in ogni caso, prima della dichiarazione finale premetteva che “la scelta dei siti da perforare sarebbe stata sempre puntuale e sarebbe stata quindi ovviamente indirizzata verso zone non interessate da qualità o pregi ambientali, paesaggistici e tantomeno nel centro di abitato della città di Noto”.

In realtà le ricerche sono bloccate dal 2003, ma la società americana ha reagito ricorrendo alle vie legali e la controversia è aperta. Secondo lo scrittore, un’eventuale ripresa delle trivellazioni avrebbe significato “distruggere in un colpo solo totalmente paesaggio e storia, cultura e identità bellezza e armonia a favore di una sordida manovra d’arricchimento di pochi”.

(fonte: Repubblica.it15 giugno 2007)

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