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Ahmadinejad: «Le sanzioni sono inutili»

In Rassegna Stampa on settembre 22, 2007 at 12:21 pm

Il presidente iraniano: «Il nostro paese non ha mai iniziato una guerra, ma si difenderà con decisione in caso di attacco »

Il presidente Ahmadinejad (Epa)

TEHERAN – Durante la parata militare che si è svolta a Teheran, in occasione della festa delle forze armate il presidente Ahmadinejad ha affermato che il suo Paese non ha mai iniziato una guerra, ma si si difenderà con decisione in caso di attacco militare e «fará rimpiagere l’azione all’aggressore». L’Iran colpirà con i propri missili qualsiasi Paese della regione che dovesse offrire il suo spazio aereo o le sue basi per un attacco americano contro i siti nucleari della Repubblica islamica. Lo ha affermato il comandante dei Pasdaran (Guardiani della rivoluzione), Mohammad Ali Jafari. «Ogni Paese che mettesse a disposizione il suo spazio o le sue basi per attaccare l’Iran – ha avvertito Jafari, parlando con l’agenzia Fars – sarà considerato alleato del nemico e riceverà una risposta da parte della Repubblica islamica con i suoi missili». Per quanto riguarda il contrattacco che verrebbe portato contro gli Usa, il comandante dei Pasdaran ha sottolineato che Teheran non risponderebbe «con la tecnologia contro la tecnologia», essendo consapevole di non avere i mezzi degli Usa, ma ricorrerebbe alle «sue speciali caratteristiche e metodi» dopo avere «identificato i punti deboli del nemico». In passato i massimi dirigenti iraniani hanno minacciato di «colpire gli interessi americani in tutto il mondo» in caso di attacco contro la Repubblica islamica.

SANZIONI INUTILI – «Coloro che pensano di fermare l’avanzata della nazione iraniana con sanzioni economiche e la guerra psicologica – ha affermato Ahmadinejad nel discorso – commettono un errore. L’Iran è entrato in possesso delle più avanzate tecnologie». «L’odierna esibizione di mezzi militari mostra che i nemici hanno già fallito molte volte», ha aggiunto il presidente, riferendosi alle sanzioni già imposte in passato a Teheran. «Coloro che ci volevano privare anche del filo spinato – ha concluso – oggi dovrebbero venire qui e vedere questi mezzi, prodotti dalle forti mani del ministero della Difesa e della nostra industria militare».

LE NUOVI ARMI – Nella festa delle forze armate, che cade anche nell’anniversario dell’attacco iracheno del 1980, dove per la prima volta sono stati mostrati in pubblico i nuovo jet da combattimento costruiti in Iran, gli Saeqeh (fulmine), testati giovedì, che sarebbero simili ai caccia F5 e F-18 degli americani. Alla parata è stata esibita anche una nuova versione dei missili a medio raggio Shahab-3, i razzi «Qadr» (forza). Il ministero della difesa iraniano aveva riferito nel 2005 che i missili Qadr hanno una portata di 2mila chilometri, rispetto a 1300-1800 degli Shahab-3, che giá potevano raggiungere parti dello stato d’Israele. Alla parata, Ahmadinejad ha affermato che il suo Paese non ha mai iniziato una guerra, ma si si difenderà con decisione in caso di attacco militare e «fará rimpiagere l’azione all’aggressore».

GLI USA RICONOSCANO I LORO ERRORI IN IRAQ – «Se vogliono risolvere i loro problemi», gli Usa hanno una sola via: «Ritirare le truppe dalla regione, e specialmente dall’Iraq». Lo ha detto oggi il presidente iraniano, Mahmud Ahmadinejad, parlando alla parata militare con la quale ogni anno a Teheran viene commemorato l’inizio della guerra con l’Iraq, nel 1980. «La presenza delle forze straniere – ha aggiunto Ahmadinejad – è la fonte di tutta l’insicurezza, le discordie e le minacce. Accusare gli altri non risolverà alcun problema». Il riferimento è alle accuse rivolte da Washington a Teheran di fomentare la violenza in Iraq.

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