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La parabola di Sufiah, da genio a prostituta

In Rassegna Stampa on aprile 1, 2008 at 8:37 am

AVEVA appena 13 anni quando fu ammessa all’università di Oxford perché giudicata un genio della matematica. La laurea, però, non la prese. E oggi, a una decina d’anni di distanza dall’ingresso trionfale in quel prestigioso centro del sapere, si guadagna la vita facendo il mestiere più vecchio del mondo vicino Manchester. I suoi clienti li cerca su internet, dove reclamizza le misure del suo corpo e si dichiara “disponibile a prenotazioni tutti i giorni dalle 11 alle 20”. Costo: 130 sterline l’ora.

E’ la sconcertante parabola di Sufiah Yusof, quella raccontata – con corredo di immagini eloquenti – dal tabloid britannico News of the World, secondo il quale all’origine di tutto ci sarebbe il padre della ragazza, Farooq, professore di matematica, oppressivo e soffocante, appena condannato a 18 mesi di carcere per atti osceni ai danni di due quindicenni delle quali era tutore di studi (ma nel 1992 era già stato condannato per una truffa legata a mutui ipotecari). Era stato lui ad “addestrare” la figlia al punto da farne, a tredici anni, un piccolo mostro con i numeri e le equazioni. Ma dopo tre anni di università lei piantò tutto e fuggì di casa perché non poteva più sopportare gli abusi “fisici ed emotivi” del genitore.

Educata con rigore nella religione musulmana, Sufiah ebbe il suo momento di gloria dieci anni fa, quando Oxford le spalancò le porte grazie alle “tecniche di apprendimento accelerato” impiegate su di lei con gran successo dal padre Farooq che, allo stesso tempo, la sottopose anche a un allenamento da tennista professionista. E così, l’intera famiglia si trasferì a Oxford per stare vicina alla ragazza, cooptata dal St. Hilda, uno dei college più rinomati. Molto orgoglioso il padre, che con lo stesso metodo riuscì a mandare all’università un figlio di 12 anni e un’altra figlia di 16.


All’epoca Sufiah era molto religiosa, pregava cinque volte al giorno da brava seguace di Allah. Ma al terzo anno di università, tutto d’un colpo, sparì dalla circolazione. “Me l’hanno rapita”, denunciò il padre. Due settimane più tardi, però, la ragazza fu rintracciata in un bar di Bournemouth: faceva la cameriera e si rifiutava di tornare in famiglia. Fu affidata agli assistenti sociali e, quando riprese a frequentare Oxford per il master, non manifestò più grande interesse per lo studio. Nel 2004, a diciannove anni, si sposò con un ragazzo di ventiquattro, Jonathan. L’anno dopo si erano già separati.

Un giornalista del News of the World è riuscito a rintracciare Sufiah a Salford, una cittadina vicino Manchester. Si è finto cliente, l’ha pagata, e ha potuto accertare che l’ex genio della matematica fa il più antico mestiere del mondo, mentre nel tempo libero segue un corso di corrispondenza per un master, stavolta non più in matematica ma in economia. “Con il suo stupefacente cervello – ha detto di lei un amico contattato dal News – potrebbe far soldi in qualunque campo. Ma la vita le è totalmente sfuggita di mano”.

(Repubblica.it)

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