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Legambiente: “Ecco gli ecomostri sul mare”

In Environment, Rassegna Stampa on giugno 25, 2008 at 12:21 pm

Da Ponza a Sabaudia, le “bandiere nere” per le coste troppo cementificate

A marzo si è vista togliere una delle tre “vele blu” conquistate nel 2007. Ed ecco che ora le arriva la “bandiera nera” per il cemento e le acque “impure”, riversati sulla natura da costruttori abusivi e amministratori locali. L´isola di Ponza è uno dei quattro “pirati del mare” laziale cui Legambiente ha assegnato il vessillo con teschio e ossa incrociate, annunciando allo stesso tempo che la campagna d´estate non è finita: il 9 luglio salperà infatti da Ostia la “Goletta verde” che dragherà il litorale per analizzarne le acque e che dal 12 al 15 luglio veleggerà a largo di Gaeta.

Oltre al Comune della perla dell´arcipelago pontino – gli amministratori di Ponza sono accusati, tra l´altro, «per il continuo dilagare del cemento illegale», perché inquinano il Tirreno («il 100% degli scarichi civili non è allacciato ai depuratori») e per «l´assenza della raccolta differenziata dei rifiuti» – la bandiera della vergogna è stata fatta sventolare dagli ambientalisti su un residence di Gaeta (il complesso residenziale abusivo da 20 milioni di euro dell´Immobiliare Vertulasia nel Parco “Riviera d´Ulisse”) e su un campeggio di Fondi (l´Holiday Village, nato negli anni ´70 come piccolo camping e ora vero e proprio villaggio in muratura in area demaniale). Ma “bandiera nera” anche per l´Assobalneari di Roma a causa dello «scellerato progetto – così lo definisce il presidente di Legambiente Lazio, Lorenzo Parlati – delle cinque isole artificiali al largo di Ostia: mostri che dovrebbero ospitare, tra l´altro, un casinò, “perché il gioco d´azzardo è un forte incentivo turistico”». Per Parlati «il mare di Roma, ne siamo convinti, non ha bisogno di questo».

Per la minaccia di un ecomostro che si affaccia all´orizzonte di Ostia, uno che finalmente è finito tra le fauci delle ruspe. Si tratta dei 21 scheletri in cemento armato della cosiddetta isola dei Ciurli sul litorale di Fondi, abbattuti lo scorso dicembre. E, per questa vittoria, Giuseppe Miliano ha ricevuto il premio “Amico del mare”: il sostituto procuratore di Latina, con altri magistrati, dopo 40 anni ha deciso la riapertura del fascicolo che ha permesso l´abbattimento all´isola dei Ciurli.

“Mare Nostrum 2008” passa anche per i rapporti delle forze dell´ordine: sono 648 le infrazioni accertate per pesca di frodo, violazione del codice della navigazione e della normativa da diporto, depuratori e scarichi fognari; 166 i sequestri effettuati; 684 persone arrestate o denunciate, 96 delle quali per inquinamento marino. La classifica regionale del “mare illegale” vede il Lazio al nono posto in Italia (la peggiore è la Campania). Ma il fatto di essere dietro a Toscana e Emilia Romagna (settima e ottava), non rincuora Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio: «Bisogna fermare l´indiscriminato sviluppo edilizio e portuale, come quello previsto dalle linee guida del piano della mobilità della Regione Lazio. Non sono più tollerabili gli scempi edilizi, non condonabili perché all´interno di arre protette, come quelli nel Parco del Circeo».

Legambiente cita anche altri casi di litorale violato: le 12 ville di via Biancamano a Sabaudia, l´hotel Summit di Gaeta, il parcheggio sulla spiaggia di Lavinio, gli scarichi illegali a Ladispoli, Cerveteri e Ardea. Il Comune sull´Ardeatina è sul banco degli imputati anche per il “Parco delle dune” (i capanni per la pesca di 30 anni fa sono diventati edifici in muratura) e per i 473 abusi edilizi censiti dal 2004 al 2006. Accesa la difesa del sindaco Carlo Eufemi: «La situazione alle “Dune” l´abbiamo ereditata ma siamo pronti a intervenire. La verità è che siamo l´unico Comune del Lazio che abbatte. Abbiamo eseguito già diverse demolizioni e siamo scesi indifesa dei tre chilometri e mezzo del lungomare ardeatino: lì sono circa cento gli immobili abusivi, ma dobbiamo attendere che siano finiti ricorsi e sentenze prima di dare il via alle ruspe».

di Carlo Alberto Bucci
(via Repubblica)

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