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La piccola Michelle «rapita» dalla madre polacca

In Foreigners, Love and Passion, Rassegna Stampa on agosto 14, 2008 at 12:10 pm

Il padre chiede aiuto al governo: da un mese non vede e non sente la figlia

STRA (Venezia) – La storia della piccola Michelle e di suo padre Luca è una delle tante storie di cui spesso si sente parlare nel nostro Paese. Un flirt improvviso, l’amore che si spezza e la fuga di uno dei genitori con la bambina. Adesso Michelle, 6 anni, è sparita. Introvabile a Danzica dove la madre Silwia l’ha portata due anni fa. Il reato che si configura in questi casi è sottrazione di minore. La sparizione della piccola è aggravata, infatti, dalla sentenza del tribunale di Venezia che ha tolto alla madre la patria potestà per comportamento non responsabile. Quindi il reato diventa sequestro di persona.

L’AMORE – Questa è anche la storia di una giovane madre polacca Sylwia Zofia Chojnachka, 30 anni arrivata a Stra, un paese di 7 mila abitanti in provincia di Venezia, sulle riva del Brenta a cercar fortuna. In uno dei tanti night della zona, a dire il vero, la fortuna trova lei e ha le sembianze di Luca Alessio, 38 anni, un bravo ragazzo, lavoratore, benestante, un po’ timido, dipendente di una ditta che commercia il pesce a Chioggia. Scocca il classico colpo di fulmine e il 25 settembre del 2002 Sylwia Zofia Chojnachka e Luca Alessio, pur non sposati, hanno una bambina, biondissima, di nome Michelle. La coppia sembra felice e va a vivere a Loreo in provincia di Rovigo.

LA FUGA – Silwia però poco si adatta allo stile di vita italiano. Al lavoro di casalinga preferisce gli amici e le feste polacche. Così il 3 agosto di due anni fa molla tutto. Prende l’auto di Luca, dice di andare a fare la spesa, e, invece, dopo aver prelevato il gruzzolo di famiglia in banca va all’aeroporto di Venezia dove prende un volo per la Polonia portando con sé anche Michelle che affida alle cure della madre a Danzica. A questo punto inizia una storia fatta di processi, di viaggi e di mortificazioni per Luca. Dapprima l’uomo continua a viaggiare tra l’Italia e la Polonia, spesso a vuoto perché Silwia non gli mostra la bimba. Poi, quando vede che Michelle è inserita in un contesto familiare difficile, decide di riavere riavere con sé la bambina per farla vivere in Italia.

LA GIUSTIZIA – Lastricata è la storia giudiziaria che avrebbe dovuto, come prescrive la legge, concludersi in sei settimane con la procedura «rapida» per il rientro dei minori in caso di sottrazione (come previsto dalla convenzione dell’Aja del 1980). Ma i processi sono particolarmente complessi, con una serie infinita di udienze, con colpi di scena (un finto svenimento ordito dall’avvocato della donna e smascherato dal giudice del tribunale polacco) e ben due domande di ricusazione proposte sempre dalla madre e tutte rigettate. Intanto passano due anni e finalmente i due tribunali, quello di Venezia e quello di Danzica decidono di affidare la bambina a Luca togliendo, caso rarissimo, la patria potestà alla madre per comportamento irresponsabile.

L’ESECUTIVITÀ – La sentenza definitiva l’11 luglio scorso. Il provvedimento, secondo gli accordi internazionali dell’Unione Europea della quale fa parte ovviamente anche la Polonia, dovrebbe portare all’esecuzione immediata. Ma dopo più di un mese la piccola Michelle non è più rintracciabile. La madre l’ha spostata da qualche parte: a casa di un amico, di un parente o chissà dove. Luca freme. Non riesce a parlare con la figlia neanche al telefono già prima della sentenza. La polizia polacca non riesce a ritrovare la bambina.

LA SPERANZA – A questo punto Luca Alessio vuole che il Governo italiano faccia in qualche modo pressione sulle autorità amministrative polacche per poter riabbracciare la sua piccola. L’appoggio dell’ambasciata italiana in Polonia non è sufficiente per sbloccare la situazione. La polizia polacca manca d’iniziativa. Si corre il rischio di veder passare parecchi mesi nell’immobilismo più totale. Intanto la speranza non è sopita, La nonna italiana prepara i giocattoli per Michelle sognando il momento del suo ritorno come papà Luca: «L’abbraccerò per almeno mezz’ora e poi le dirò: finalmente…»

Nino Luca

(fonte: Corrieredellasera.it)

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