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Irruzione in chiesa, prete accoltellato L’aggressore: «Ho sentito le voci»

In Rassegna Stampa, Religion on settembre 24, 2008 at 8:44 am

Uno studente 25enne riduce in fin di vita il parroco e ferisce altre 3 persone. In casa aveva scritti sull’anticristo

L'arresto di Marco Luzi (Proto)

ROMA – Un gesto folle, ispirato, con ogni probabilità, a «Il Codice da Vinci», film trasmesso martedì sera in tv (tratto dal romanzo di Dan Brown) e da vari scritti ritrovati nella casa dell’aggressore tra cui uno sull’anticristo. È in questo contesto psicologico che, secondo gli agenti della Squadra mobile della Questura di Roma, ha agito Marco Luzi, 25 anni, il giovane che ha accoltellato il parroco della chiesa di Santa Marcella e ferito altre tre persone, prima di essere arrestato.

«IO L’ANTICRISTO» – Nelle tasche del giovane gli agenti hanno trovato tre biglietti con la scritta «questo è solo l’inizio 666» e alcuni fogli con i numeri dei centralini di alcuni quotidiani tra cui il numero di telefono dell’Osservatore Romano. In casa di Luzi, studente di medicina, sono stati trovati non pochi riferimenti a «Il Codice Da Vinci», il film trasmesso martedì sera in tv e tratto dal romanzo di Dan Brown. Ogni oggetto particolare ritrovato in casa del giovane (tra gli altri due chiavi «del sesto e settimo sigillo», pesi rubati da una palestra, due stampe che riproducono «L’ultima cena») era accompagnato da messaggi dattiloscritti tutti riferiti ad un documento, anche questo ritrovato nell’abitazione dove il 25enne vive con la madre, diviso per capitoli: «Le verità nascoste», «Io l’anticristo», «Predizioni», «L’apocalisse». «Sono confuso. Le voci mi hanno detto di agire così» ha detto Luzi agli agenti che lo hanno arrestato.

LA DINAMICA – In mattinata il 25enne stava parlando con Don Canio, il parroco della chiesa di Santa Marcella di Roma, nel quartiere San Saba, quando ha estratto un coltello di tasca, in preda a un raptus di follia, colpendolo con diversi colpi e ferendolo gravemente alla testa e al torace. Fuggendo ha anche ferito un altro parrocchiano che si trovava in chiesa e una donna, incrociata durante la fuga. Il giovane è stato poi bloccato in via dei Cerchi, non prima di aver ferito lievemente anche un agente.

PARROCO FERITO IN MODO GRAVE – Don Canio, 68 anni, è stato colpito con il coltello all’altezza della base del collo. Anche l’altro uomo, un ex prefetto in pensione di 77 anni, è stato ricoverato con un codice rosso. L’uomo che si trovava in chiesa ha tentato di difendere don Canio ma è stato ferito anche lui al collo. Non grave, invece, la donna peruviana di 37 anni, che è stata ferita di striscio mentre il giovane aggressore tentava di fuggire. È durato circa sei ore l’intervento cui è stato sottoposto il parroco della chiesa di Santa Marcella. L’equipe chirurgica dell’ospedale Cto ha dovuto effettuare la sutura delle profonde ferite al collo e al ventre causate dai colpi inferti dall’aggressione. In totale gli sono stati applicati oltre duecento punti di sutura. Don Canio, inoltre, è stato sottoposto a numerose trasfusioni di sangue per evitare che il quadro clinico peggiorasse ulteriormente. L’uomo si trova attualmente ricoverato nel reparto di rianimazione in stato di coma farmacologico.

«GRIDAVA E VOLEVA LE CHIAVI DI UNA MACCHINA» – «È entrato gridando “datemi le chiavi della macchina”, poi li ha aggrediti con un coltello». È questa la ricostruzione di quanto accaduto all’interno della chiesa fatta da una testimone che lavora in parrocchia e che ha escluso un tentativo di rapina: «Si è trattato di un raptus di follia» ha detto. «Quel ragazzo, – ha continuato la donna – un italiano che non avevo mai visto prima, sembrava non essere in sé. Al momento dell’aggressione io ero al piano di sopra, sono stata richiamata dalle grida di don Canio». Altri abitanti della zona raccontano invece di conoscere il giovane che questa mattina ha aggredito i due «un ragazzo del quartiere, abita qui da una vita». Chi è accorso sul luogo dell’aggressione racconta che sembrava una «mattanza» e che c’erano «pozze di sangue ovunque».

(fonte: Corrieredellasera.it)

  1. ho conosciuto marco luzi quando aveva sei anni ,ha frequentato l’asilo e la prima elementare con mie figlie,poi noi siamo andate via da roma ,leggere questa tragedia mi mette tristezza,era un bimbo dolcissimo anche un po’ timido,una bella famiglia molto presente ,una normale famiglia come tante,ho letto da qualche parte che la causa e’stata frequentare la scuola dalle suore,vi posso assicurare che era una scuola moderna ,con suore pedagogicamente molto preparate e all’avanguardia,tutti i bambini adoravano stare in quella scuola ;purtroppo la mente umana fa brutti scherzi senza troppi segnali di allarme…
    posso solo sentirmi vicina al dolore della madre e sperare che ci sia una cura per questo ragazzo

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