Rassegna stampa di notizie più o meno interessanti (per me) dalla rete

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«Silvio, non chiedere scusa a nessuno»

In Politics, Rassegna Stampa on giugno 22, 2009 at 4:35 pm

Cossiga scrive al premier: «Non credo che tu sia vittima di un com­plotto, ma delle tue imprudenze e ingenuità»

Caro Silvio, ti scrivo da amico e da politico, non da «amico politico», benché legato a te da un’ami­cizia personale che data dal 1974 e che non è mai venuta meno. Non sono mai entrato nella tua vita privata pur, come tu ben sai, non con­dividendo alcune manifestazioni di essa. Ri­tengo che i giudizi sulla vita privata di una per­sona che non attengano alla funzione pubblica esercitata – e in particolare la vita eufemisti­camente chiamata «sentimentale» ma più esattamente «sessuale» – debbano essere di­stinti dai giudizi politici.

Non mi sembra che il giudizio politico di al­lora e il giudizio storico di oggi abbiano bollato con il marchio dell’infamia John Fitzgerald e Robert Kennedy, le cui attività galanti supera­rono di gran lunga le tue, e ebbero anche aspet­ti inquietanti sui quali la giustizia americana non volle inquisire fino in fondo. E che dire del primo ministro britannico Wilson, che fece no­minare dalla Regina, che non batté un ciglio, alla carica di Pari a vita con il titolo di barones­sa una sua collaboratrice, collaboratrice per così dire, in senso piuttosto lato? E qui mi fer­mo… Ora tu ti trovi, a torto o a ragione, in un brutto impiccio: per motivi «sentimentali» e anche per motivi, diciamo così, mercantili. Vi è chi, movimenti politici e potentati economi­ci, con o senza giornali di loro proprietà, sono terrorizzati che tu possa governare il Paese per altri quattro anni; e sperano che titolari di alte cariche istituzionali, al primo, al secondo o al terzo posto nelle precedenze, riescano a farti uno sgambetto.

Vorrei darti qualche consiglio, anche se so che tu ritieni che pochi consigli possano darti quelli che furono attori o, come me, solo com­parse in quello che tu chiami il «teatrino» del­la politica della Prima Repubblica. È vero che una coincidenza è solo una coin­cidenza, che due coincidenze sono un indizio e che tre coincidenze possono essere una prova. Ma io non credo che tu sia vittima di un com­plotto. E poi, complotto di chi? Dei nostri servi­zi di sicurezza? Ma al loro apice, da Gianni Di Gennaro a Bruno Branciforte e Giorgio Picciril­lo, ci sono dei fedeli e capaci servitori dello Sta­to, sui quali non può gravare alcun sospetto e che sono impegnati, oltre che a svolgere le loro mansioni, ancora a capire, per colpa della leg­ge e del Governo, quali esse siano e quali siano i confini tra le loro competenze e quelle del ser­vizio di informazione e sicurezza militare dello Stato Maggiore della Difesa…

Complotto di un servizio estero? Di Cia o Dia americane? Certo, i mezzi e le competenze li hanno, eccome! E perché mai Barack Obama dovrebbe aver ordinato una tale campagna di «intossicazione»? Perché sei amico di Putin e della Federazione Russa? Ma immaginati. Al­la fine Putin preferirà Obama a te e viceversa. Noi siamo un grande Paese, ma non una gran­de potenza: smettiamolo di crederlo. Io penso che tu sia vittima dell’odio dei tuoi avversari ma anche delle tue imprudenze e ingenuità. L’odio dei tuoi avversari è eviden­te: e non penso al mite e sprovveduto Dario Franceschini, né al freddo, politico e onesto e corretto Massimo D’Alema, anche se si è la­sciato scappare una battuta che più che te e lui sta mettendo nei pasticci il «lotta-» o «lob­by- continuista» magistrato di Bari. Questo odio io l’ho patito sulla mia pelle. Perché a te il noto gruppo editoriale svizzero dà dello sciupa­femmine, ma a me per quasi sette anni ha da­to del golpista e del pazzo, nel senso tecnico del termine…

Lascia stare i complotti, e respingi anche l’odio che è un cattivo consigliere anche per chi ne è oggetto. Vendi Villa La Certosa, o meglio regalala allo Stato o alla Regione Sarda: è indi­fendibile e «penetrabilissima». Lascia anche Palazzo Grazioli, che ha ormai una fama equi­voca e trasferisciti per il lavoro e per abitarvi a Palazzo Chigi. Non chiedere scusa a nessu­no, salvo che ai tuoi figli, quelli almeno che hai in comune con Veronica. Non mi consta che gli altri due grandi sciupafemmine come Kennedy e Clinton abbiano mai chiesto scusa al loro po­polo… Fai la pace con Murdoch: tra ricchi ci si mette sempre d’accordo. Cerca un armistizio con l’Anm: porta alle lunghe la legge sulle inter­cettazioni e quella sulle modifiche del Codice di Procedura Penale e dai ai magistrati un con­sistente aumento di stipendio.

Vuoi, invece, fare la guerra? Allora vai in Parlamento: ma al Senato per carità! E non alla Camera, per non correre il rischio di ve­derti togliere la parola o espulso dall’aula. Tie­ni un duro discorso sfidando l’opposizione, fa presentare una mozione di approvazione delle tue dichiarazioni, poni la fiducia su di essa e, come ai gloriosi tempi della Dc con il Governo Fanfani, fatti votare contro dai tuoi, impeden­do con i voti la formazione di un altro gover­no, porta così il Paese a inevitabili nuove ele­zioni… Perché la guerra è sempre meglio per te, per l’opposizione e per il Paese, di questo rotolarsi nella melma.

Con affetto ed amicizia

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Francesco Cossiga
presidente emerito della Repubblica

(fonte: Corrieredellasera.it)

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Darwin e il darwinismo

In Rassegna Stampa, Religion on giugno 16, 2009 at 3:42 pm
Darwin e il darwinismo

Liberal, 9 marzo 2009

L’anniversario della nascita di Darwin ha dato occasione ad un gran numero di convegni e di pubblicazioni di ineguale valore. Forse è bene fare il punto sulla discussione in atto che, a volte, rischia di uscire dal seminato.
Il primo tema che vogliamo affrontare in questo articolo è : in cosa propriamente consiste la teoria scientifica di Darwin? Darwin osserva che
a. in tutte le specie animali o vegetali non tutti gli individui che nascono giungono a maturazione e solo un numero limitato di quelli che giungono a maturazione riesce a riprodursi. Esiste una competizione per le risorse che consentono la maturazione e la riproduzione di ciascun individuo. In questa competizione vince chi è più adattato all’ambiente, cioè chi è più capace di sfruttare le risorse dell’ambiente determinato in cui si trova a vivere.
b. in tutte le specie animali compaiono periodicamente degli individui anomali con caratteristiche parzialmente diverse da quelle degli altri membri della specie. Queste varianti in genere non rappresentano un vantaggio per il loro portatore che quindi si estingue senza riprodursi. Talvolta invece esse sono ad attive, cioè favoriscono un migliore adattamento all’ambiente. In tal caso il portatore della variante si riprodurrà più ampiamente degli altri membri della specie e, con il tempo, cambierà la morfologia della specie o anche nascerà una nuova specie animale.
c. La chiave per comprendere il cambiamento delle specie animali è dato dalle trasformazioni dell’ambiente. L’ambiente cambia e gli individui (le specie) capaci di cambiare con esso sopravvivono e si diffondono, quelli che non ne sono capaci regrediscono o scompaiono.

In modo semplice ed elegante Darwin spiega il fenomeno della evoluzione, attestato da molti ritrovamenti paleontologici: sono esistite sulla terra diverse specie che successivamente sono scomparse, spesso lasciando il posto ad altre con molte caratteristiche simili che è ragionevole siano derivate dalle prime per evoluzione.
Darwin non è stato il primo a parlare di evoluzione. Questa teoria era stata presentata da molti prima di lui. Ricordiamo qui in particolare il Lamarck. Qual è la differenza fra Darwin e Lamarck? Lamarck pensa che esista un finalismo intrinseco per cui una determinata specie tende a svilupparsi in una certa direzione. Per comprendere l’evoluzione è necessario presupporre una finalità immanente per la quale, p.es. , i mammut tendono a diventare elefanti, ovvero anche tutte le forme animali evolvono l’una dall’altra per arrivare infine alla loro configurazione presente. Era facile aggiungere un passo ulteriore: se c’è una finalità intrinseca ci deve essere Qualcuno che questa finalità deve avere messo all’inizio nei primi esseri viventi e questo Qualcuno può solo essere Dio. La teoria di Darwin non si presta ad una facile utilizzazione apologetica. Certo: è possibile che tutto il processo sia guidato da un disegno intelligente che fa evolvere le specie animali verso una direzione prestabilita. Ma è anche possibile che l’intero sviluppo sia semplicemente casuale e privo di senso. La teoria scientifica di Darwin su questo punto non ci illumina. Non ha la funzione di istruirci su Dio ma quella di spiegare l’evoluzione.
Come non dimostra l’esistenza di Dio così la teoria scientifica di Darwin non dimostra nemmeno la sua non/esistenza. Darwin era agnostico. Lo spiega lui stesso a Marx in una lettera che gli scrive per rifiutare la dedica del Primo Libro del Capitale. Guardando allo sviluppo di tutte le specie animali e vegetali il credente vi vedrà il dito di Dio, ed il non credente, però, rimane libero di non vederlo. Ha scritto una volta Pascal che al mondo c’è abbastanza luce perché quelli che amano Dio lo possano vedere, e abbastanza oscurità perché quelli che non lo vogliono vedere non siano obbligati a vederlo. Pascal non conosceva la teoria darwiniana ma il suo commento le si applica in modo perfetto. Pascal non conosceva Darwin ma sapeva che cosa è la scienza. Sapeva che la scienza, per principio, non dimostra verità ultime ma organizza in modo razionale un insieme definito ( e quindi concettualmente delimitato) di fenomeni.

E’ la scoperta di Darwin in generale contraria al cristianesimo? Qualcuno sostiene di sì perché la Bibbia dice che Dio creò il mondo con tutte le specie animali e vegetali in sette giorni e non in una lunghissima evoluzione che si stende per milioni e milioni di anni. E, soprattutto, la Bibbia non ci dice che l’uomo discende dalla scimmia. Questi argomenti sono però mal costruiti. Come Darwin non costruisce la sua teoria per insegnarci qualcosa su Dio, così l’autore della Bibbia non la scrive per insegnarci la biologia. Il messaggio che ci vuole comunicare è che Dio ha fatto tutte le cose e che l’uomo ha una dignità particolare che lo eleva al di sopra di tutte le cose create.
Cosa dobbiamo pensare della teoria del “disegno intelligente”, cioè della idea che l’evoluzione sia guidata da un fine che Dio ha posto nella materia fin dall’inizio e che l’evoluzione non si può spiegare solo con il caso? Io penso ( da filosofo) che questa teoria sia vera e sono pronto ad argomentare (in filosofia) a favore della sua verità. Si tratta, però, di una teoria filosofica ma non scientifica. Usa i materiali della biologia come punto di partenza per riflessioni che vanno di molto al di là dei limiti della scienza. Per questo non mi sembra che sia da sostenere la tesi che il disegno intelligente debba essere insegnato nelle scuole in alternativa all’evoluzionismo nelle ore di biologia. La controversia sul darwinismo si risolve facilmente se siamo capaci di comprendere esattamente la differenza fra scienza e filosofia. Ogni scienza ha un suo “oggetto formale” che le è proprio e considera la realtà attraverso concetti che si collocano ad un certo livello di astrazione. E’ sempre sbagliato chiedere alla scienza di rispondere a domande che si collocano al di là dei suoi confini.
Non ci pone dunque nessun problema oggi la teoria scientifica di Darwin? La teoria scientifica di Darwin no, il darwinismo invece si.
La teoria scientifica di Darwin è, appunto, una teoria scientifica. Se sia vera o no è cosa che devono dirci i biologi, i quali in maggioranza propendono nel ritenerla vera. E’ bene comunque non dimenticare che le teorie scientifiche non possono mai essere considerate “vere” in modo definitivo. E’ sempre possibile che esse vengano falsificate da esperienze successive e che i dati da esse organizzati trovino differente e migliore sistemazione in teorie successive. Questo è uno dei motivi per cui è pericoloso oltre che scorretto , per i credenti come per gli atei , il tentativo di “provare” la propria convinzione con argomenti scientifici. Il darwinismo invece è la costruzione filosofica che alcuni hanno voluto erigere sulla base del pensiero di Darwin. Nel darwinismo Darwin non è più considerato come uno scienziato ma come un filosofo ed alla teoria scientifica si sostituisce una rozza metafisica materialista che pretende di mettere l’evoluzione al posto di Dio. La cosa non deve stupire troppo. Molti scienziati hanno la tendenza a pensare che la teoria che funziona nel loro ambito disciplinare debba funzionare in generale e da questo nasce una “filosofia spontanea degli scienziati” che è fonte di errore sia in filosofia sia anche in tutte le scienze diverse da quella nella quale il singolo scienziato è uno specialista. Nella seconda metà dell’ottocento dominava in generale una filosofia positivista convinta di potere mettere la scienza al posto della filosofia e della religione. Per essa la scienza offriva l’unica conoscenza vera a cui potesse appoggiarsi la umana ricerca di senso e di verità. E’ stato Karl Popper, più tardi, a partire dagli anni ’30 del secolo XX a insegnarci una migliore comprensione della scienza, che non può mai fondare una filosofia proprio come la filosofia non può mai diventare scienza. Per la verità Darwin è stato molto cauto nel trarre conseguenze di carattere generale dalla sua teoria scientifica. Altri però lo hanno fatto.
Il darwinismo,in realtà , lo hanno fondato Spencer e Haeckel. Spencer, per la verità, aveva cominciato ad elaborare la sua filosofia prima che i risultati di Darwin fossero noti, anche se poi di tali risultati si avvalse per corroborare la sua visione. Con loro la teoria di Darwin diventa da scienza filosofia materialista.
Il primo paralogismo (ragionamento sbagliato) su cui essi si basano è, più o meno, il seguente: se non abbiamo bisogno di una ipotesi finalista (Lamarck) per spiegare l’evoluzione, allora Dio non esiste. L’evoluzionismo spiega senza residui tutta la realtà e rende superflua sia la filosofia che la teologia. Un Dio creatore è impossibile ( S. Bonaventura farebbe notare che c’è pure sempre una materia prima originaria a partire dalla quale si sono sviluppate tutte le forme viventi e non viventi) .
Il secondo paralogismo è che se l’uomo discende dalla scimmia allora l’uomo non è altro che una scimmia e non esistono differenze qualitative fra l’animale e l’uomo. E così finisce la dignità trascendente della persona umana.
Il terzo paralogismo è che la competizione fra gli uomini vada considerata allo stesso modo di quella che avviene all’interno delle specie animali e fra le specie animali. E’ legge di natura che i migliori e più adattati all’ambiente debbano sopravvivere e gli altri debbano perire. E’ sbagliato ed antiscientifico tentare di salvarli. I poveri, i disabili, i meno efficienti è bene che muoiano. La stessa cosa vale nei rapporti fra le diverse razze umane. Alcune (cioè gli ariani) sono migliori di altri, hanno il diritto di pretendere per se il meglio dei beni della terra, è bene che si accoppino solo fra loro per produrre infine una nuova razza di superuomini che sarà di tanto superiore agli uomini di adesso di quanto gli uomini di adesso sono superiori alle scimmie. Tutto questo vi suona un po’ nazista? Avete ragione, ma non del tutto. Se leggete le opere del britannico Galton, cugino di Darwin e fondatore della eugenetica, troverete concetti non molto diversi da quelli che vi ho illustrato. Naturalmente il nazionalsocialismo ha attinto a piene mani al darwinismo inteso come ideologia ed in particolare al darwinismo sociale . Può essere interessante ricordare che, poco più di quindici anni dopo la pubblicazione della Origine della specie di Darwin, O.Beta pubblica a Berlino Darwin Deutscheland und die Juden oder der Judajesuitismus in cui ritroviamo già gran parte delle teorie che condurranno poi allo sterminio degli ebrei. Certo: esisteva da sempre in Germania (purtroppo) un antiebraismo cristiano. Per passare però dall’ostilità culturale allo sterminio razzista era necessaria una base (pseudo)scientifica. Quella che i nazisti ritennero di trovare in Darwin.
Ha avuto ragione la Chiesa nel condannare la teoria scientifica di Darwin? Certamente no, prima di tutto perché non era competenza sua il farlo, e questo è un errore che oggi le viene continuamente rinfacciato. Ha avuto ragione nel condannare la metafisica darwinista ed il darwinismo sociale? Certamente sì e questo è un merito che raramente le viene riconosciuto.
Certo, i monsignori dell’epoca non seppero fare la corretta distinzione fra teoria scientifica e filosofia scientista. A loro discolpa bisogna ricordare che, all’epoca, anche i loro avversari non erano in grado di fare questa distinzione.
Infine ci proponiamo una domanda che negli anni passati ha fatto molto discutere: è giusto insegnare la teoria scientifica di Darwin nelle scuole? Certamente si. E’ bene però che esso ven ga insegnata da professori che sanno distinguere fra la scienza vera e la cosiddetta concezione scientifica del mondo e non vendano agli studenti come scienza una discutibile metafisica ed una orribile teoria sociale.

In molte celebrazioni italiane la complessità del fenomeno Darwin che ho cercato di illustrare non la si ritrova. Si inneggia ai meriti scientifici di Darwin, lo si difende contro polemiche ingiuste ma anche si torna a riproporre acriticamente, sulla base di una corretta teoria scientifica malamente intesa, una metafisica rozza ed una teoria sociale pericolosa.

Rocco Buttiglione (via Facebook)

Il Times attacca Berlusconi La replica: falsità insufflate da sinistra

In Politics on giugno 1, 2009 at 1:02 pm

«Il peggio non è che candidi ragazze all’Europarlamento, ma l’assoluto disprezzo con il quale tratta gli italiani»

LONDRA – Durissimo attacco del Times nei confronti di Silvio Berlusconi. «L’aspetto peggiore del comportamento di Berlusconi non è il fatto che sia un buffone sciovinista. E nemmeno che si accompagni con donne di 50 anni più giovani, abusando della sua posizione per offrire loro lavoro come modelle, assistenti personali e anche, suona assurdo, candidate al Parlamento europeo. La cosa più scioccante è l’assoluto disprezzo con il quale tratta gli italiani». Inizia così l’editoriale del quotidiano londinese, di proprietà del magnate Rupert Murdoch, padrone anche di Sky, dedicato al presidente del Consiglio italiano.

«ANZIANO LIBERTINO» – Continua poi l’articolo: «L’anziano libertino (Lothario sul Times, ndr) può trovare divertente, o anche temerario, fare il playboy, vantandosi delle sue conquiste, umiliando sua moglie, o facendo commenti che per molte donne sono grottescamente inappropriati. Non è il primo o il solo il cui comportamento privo di dignità sia inappropriato per la sua carica. Ma quando vengono poste domande legittime su rapporti che toccano lo scandaloso e i quotidiani lo invitano a spiegare associazioni che, nella migliore delle ipotesi, lasciano perplessi, la maschera del clown cade». Berlusconi «invoca la legge per proteggere la sua “privacy”, rilascia dichiarazioni elusive e contraddittorie e poi promette melodrammaticamente di dimettersi se verrà scoperto a mentire». L’editoria prosegue ricordando le domande alle quali Berlusconi non ha mai risposto, le foto di Villa Certosa fatte sequestrare e il ministro degli Esteri Frattini che ha puntualizzato che in Italia i rapporti sessuali non consezienti sono solo quelli sotto i 14 anni. Infine il Times ricorda che tutto ciò non è solo una questione interna italiana, ma l’Italia ha la presidenza di turno del G8, è un importante membro della Nato e Berlusconi si è dichiarato amico personale di Putin.

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REPLICA DI BERLUSCONI – Silvio Berlusconi ha liquidato l’articolo del Times in poche parole durante l’intervista a 28 Minuti di Barbara Palombelli su Radio 2: «I giornali stranieri sono in collegamento diretto con i giornali della sinistra italiana: sono cose ispirate e insufflate dalla sinistra italiana che fa azione di spinta per ottenere attenzione alle nostre vicende viste dalla lorto parti».

(fonte: CORRIEREDELLASERA.IT)