Rassegna stampa di notizie più o meno interessanti (per me) dalla rete

Archive for the ‘Critical persons’ Category

Uccide l’ex moglie a colpi di pistola; poi si spara: muore in ospedale

In Critical persons, Marriage, Press Review on agosto 9, 2015 at 2:14 pm

Il fatto è accaduto in via Crocefisso, a Squinzano, nel nord Salento
La sparatoria dopo una violenta lite. La coppia aveva due bambini

LECCE – Omicidio-suicidio a Squinzano, nel nord Salento. Un uomo di 45 anni, Sergio Pagano, ha assassinato l’ex moglie, Rita Paola Marzo, di 41 anni, a colpi di pistola e poi ha tentato di togliersi la vita. È morto in serata nell’ospedale «Vito Fazzi» di Lecce. Il fatto è accaduto per strada, in via Crocefisso. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. La sparatoria sarebbe avvenuta dopo una lite. La coppia aveva due figli di 11 e 15 anni. L’uomo è stato ricoverato per ore in gravissime condizioni in ospedale a Lecce. Poi verso le 21 il suo cuore ha cessato di battere. Secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri, Pagano e la moglie si erano separati da due mesi. Lui, però, non si era mai rassegnato. Disoccupato ed in possesso del porto d’armi (lo aveva ottenuto due mesi fa per uso sportivo), Pagano ha visto l’auto della moglie parcheggiata in via Crocefisso.

La dinamica

Rita Paola Marzo faceva la parrucchiera a domicilio e si era recata da una cliente. In strada, dunque, i due si sono incontrati. Tra i due ci sarebbe stata una discussione, poi la donna ha visto l’uomo estrarre una pistola ed ha cominciato ad gridare. Pagano ha esploso un solo colpo di pistola all’indirizzo della donna, colpendola alla testa ed uccidendola sul colpo. Poi ha rivolto l’arma verso di sè, sparando una pallottola alla tempia. Tutto è avvenuto davanti ad alcuni testimoni che hanno avvertito i carabinieri e trasportato l’uomo in ospedale, al «Vito Fazzi» di Lecce, dove è rimasto per ore ricoverato nel reparto di Rianimazione prima di morire. L’uomo ha usato una pistola calibro 9 corto. A terra sono stati trovati due bossoli. Il corpo di Rita Paola Marzo è stato portato nella camera mortuaria dell’ospedale «Vito Fazzi» di Lecce dove nelle prossime ore, su disposizione della Procura della Repubblica di Lecce, sarà eseguita l’autopsia. I carabinieri hanno interrogato i parenti della coppia. La donna non aveva mai denunciato alle forze dell’ordine minacce o intimidazioni da parte dell’ex marito.

Fonte: Corriere della Sera online, 8 Agosto 2015

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Accoltella 7 vigili del fuoco a Capannelle «Attenti, che sgozzo tutti»

In Critical persons, Rassegna Stampa, Tragedies on gennaio 23, 2010 at 12:01 am

Raptus di follia di un ingegnere nella scuola dei pompieri: 4 feriti gravi, tra cui una donna

ROMA – Raptus di follia per un ingegnere dei vigili del fuoco nella scuola di formazione dei pompieri a Capannelle, periferia di Roma. Poco dopo le 10,30 di giovedì, l’uomo, Gabriele Mancini, 41 anni, ha accoltellato 7 colleghi ferendone in modo grave 3 e poi nella fuga ne ha investiti altri 3. Quattro persone sono finite in codice rosso in ospedale, dieci in tutto i feriti. E’ stato poi bloccato dai carabinieri e portato nella caserma Appia in via dei calici. Qualche ora dopo, Mancini è stato portato nel reparto detentivo dell’ospedale Pertini, lo stesso dove fu portato e morì Stefano Cucchi. Uscendo dalla caserma ha urlato: «Carabinieri, aiuto. Berlusconi ha bloccato tutto».

LA RICOSTRUZIONE – Mancini, autore di quello che i colleghi definiscono «un improvviso e inspiegabile raptus di follia», è ingegnere dei vigili del fuoco di 41 anni, addetto alla formazione. Lavora in un ufficio al primo piano del complesso centrale all’interno delle scuole antincendio delle Capannelle. Secondo i primi accertamenti, l’uomo era seduto alla sua scrivania nel suo ufficio quando, all’improvviso, si è alzato, ha tirato fuori un coltello multiuso a serramanico con una lama da 10 centimetri e si è gettato contro il collega nel suo ufficio accoltellandolo in maniera grave, «senza aver discusso né litigato con nessuno», hanno raccontato i primi testimoni. Poi, la furia sarebbe continuata anche fuori dalla stanza. In corridoio, tra urla e grida, l’ingegnere avrebbe aggredito altri colleghi ferendone in tutto 6. Poi la fuga all’esterno del palazzo. Mancini è uscito nel piazzale della caserma, ha preso la sua auto parcheggiata sotto l’edificio, una Ford grigia, e ha cominciato a girare per i viali della cittadella. Inseguito da colleghi vigili del fuoco ne ha investiti 4 , uno di loro è stato travolto e per il fortissimo impatto è finito in codice rosso in ospedale. Nel frattempo, era stato dato l’allarme e sono arrivati i carabinieri che sono riusciti a bloccare l’uomo e a portarlo via. Sul posto sono intervenuti 5 ambulanze e due elicotteri del 118 che hanno portato via i feriti gravi.

LA TESTIMONIANZA- «L’ho sentito gridare», racconta un’impiegata che era al secondo piano della palazzina dove sono ospitati sia gli uffici amministrativi che il comando. «Urlava: “Attenti che salgo al piano di sopra e sgozzo tutti” », continua la donna. I feriti meno gravi sono stati medicati sul posto e la caserma è stata isolata dalle forze dell’ordine.

LA PRIMA VERSIONE – Diverso il racconto fatto dall’uomo appena è stato bloccato dai carabinieri. Secondo le prime voci raccolte, la rabbia dell’ingegnere sarebbe esplosa per la mancata riscossione di un credito per un lavoro fatto all’interno della caserma. Gabriele Mancini doveva parlarne con un responsabile. Il raptus sarebbe scattato quando gli è stato negato l’incontro. In quel momento è saltato fuori il coltello.

TENTATO OMICIDIO – L’indagine è affidata al pubblico ministero Patrizia Ciccarese. Il magistrato ha ipotizzato il reato di tentativo di omicidio plurimo. Attualmente l’ingegnere è sotto sorveglianza in una caserma dei carabinieri e il magistrato prima di procedere ad ulteriore attività istruttoria attende una relazione di quanto accaduto questa mattina.

IL CROLLO DEL 1992 – La scuola dei vigili del fuoco di Capannelle era già tristemente nota per un episodio di 18 anni fa. Nel 1992 crollò una palazzina dove erano in corso lavori di ristrutturazione – un edificio che fino a poche settimane prima aveva ospitato gli allievi pompieri di leva – fortunatamente evacuato. Nel crollo morirono tre operai.

Rinaldo Frignani (fonte: CorrieredellaSera.it)

Vestito da Babbo Natale fa strage

In Critical persons, Tragedies on dicembre 25, 2008 at 9:43 pm

COVINA (California) – Un uomo vestito da Babbo Natale ha fatto irruzione in una casa alla periferia di Los Angeles dove era in corso il «cenone» della vigilia di Natale e ha aperto il fuoco. Avrebbe ucciso almeno tre persone, sparando con una pistola, prima di dare fuoco alla casa, anche se le vittime sarebbero molto più numerose: il medico legale, dopo aver analizzato i resti dei corpi recuperati nell’abitazione incendiata, ha parlato di «diversi» corpi senza vita rinvenuti tra la cenere. Tre sarebbero invece i feriti, tra questi una ventenne e un bambino di 8 anni. Lo ha riferito la polizia locale.

FUGA E SUICIDIO – Il tenente della polizia di Covina, vicino a Los Angeles in California, Pat Buchanan, come riporta il Los Angeles Times, ha detto che l’uomo è arrivato al party aprendo il fuoco appena entrato. La casa si è incendiata e i poliziotti quando sono arrivati hanno udito ancora degli spari. La polizia si è messa subito a caccia di Bruce Jeffrey Pardo, 45 anni, ex marito di una donna che sarebbe tra le vittime della strage del cenone. Il corpo del sospetto è stato ritrovato senza vita nella casa del fratello la mattina di Natale, nell’area di Sylmar, un distretto di Los Angeles nella San Fernando Valley. Le autorità non hanno reso note le cause della morte, ma l’uomo si sarebbe suicidato.

(fonte: CORRIEREDELLASERA.IT)

Orrore a Pisa: uccide i suoi bambini e si suicida dandosi fuoco con la benzina

In Critical persons, Rassegna Stampa on settembre 27, 2008 at 7:11 pm

Ha portato i figli di 7 e 3 anni sulla riva dell’Arno. All’origine del gesto la recente separazione dalla compagna

PISA – Un uomo ha ucciso i suoi due bambini ed è morto assieme a loro, dandosi fuoco con la benzina. La tragedia venerdì sera al Cep, un quartiere popolare in periferia di Pisa. Gli inquirenti ipotizzano che il folle gesto possa essere nato dai forti dissapori tra l’uomo e la compagna, madre dei due bambini. I due avevano interrotto la loro relazione da un paio di settimane. L’omicida è Simone Parola, un ex fantino che svolgeva l’attività di maniscalco. Da un precedente matrimonio aveva avuto un’altra figlia, oggi dodicenne.

SULL’ARGINE – Simone Parola ha portato i figli Rachele e Tommaso, di 7 e 3 anni, sull’argine dell’Arno in auto, poi li ha uccisi, forse con un martello; quindi ha cosparso i loro corpi con la benzina che aveva portato in una tanica e ha appiccato il fuoco, morendo assieme a loro. I tre corpi carbonizzati sono stati trovati poco distanti dall’auto, sul cui sedile posteriore sono state rinvenute tracce di sangue. Poco distante, sul prato, è stato recuperato un martello. Prima di agire l’uomo ha chiamato i parenti che lo aspettavano per cena informandoli di ciò che stava per fare: «Non vengo. Sono all’Alberone E la sto facendo finita. I bimbi sono già andati, ora vado anche io». Sono stati i parenti a dare l’allarme e a permettere il ritrovamento dei corpi. Si attende l’autopsia per chiarire se i bambini fossero già morti quando l’uomo ha appiccato il fuoco. Non c’è infatti certezza sul fatto che il martello trovato appartenesse all’uomo. Potrebbe essere stato abbandonato da altri: nell’area c’è una specie di discarica.

GLI AMICI: «VOLEVA UCCIDERSI» – Non sopportava l’idea di veder finire la relazione con la compagna: questo è il convincimento degli amici e vicini di casa della coppia, che viveva a San Prospero di Cascina (Pisa). «Simone era un padre esemplare e un compagno ideale – dicono gli amici, che vogliono rimanere anonimi – e il suo più grande cruccio era la fine del suo secondo amore. In alcune occasioni ci aveva rivelato la volontà di uccidersi, ma mai aveva detto di voler far male ai figli che adorava».

(fonte: CORRIEREDELLASERA.IT)

Fanno sesso in strada. Bloccati dai vigili urbani.

In Critical persons, Rassegna Stampa on agosto 28, 2008 at 11:54 am

E’ accaduto ieri (27 Agosto ndr) alle ore 18,40 in via Marsala, altezza civico 71, due persone, parzialmente nude, stavano consumando un atto sessuale sulla pubblica via quando alcuni agenti della Municipale del I Gruppo hanno intimato alla coppia di interrompere il loro insano gesto.

La reazione dell’uomo G.P. italiano di 29 anni è stata violenta oltre a minacciare ed insultare gli agenti si è scagliato contro uno di essi e lo ha colpito con uno schiaffo al braccio. Allarmati della violenta reazione i vigili hanno fatto uso del key defender in dotazione. Nonostante il parziale disorientamento l’uomo ha continuato nella sua scomposta e violenta reazione cercando di colpire con calci e pugni tutti coloro che cercavano di calmarlo. Sono intervenuti anche altri agenti dalla vicina postazione del Nucleo della Polizia Municipale di Via Marsala 73, richiamati dalla confusione che si era creata sul posto ma la situazione non è cambiata e mentre si cercava di ammanettarlo, per limitarne la sua furia, questi riusciva a sbattere ripetutamente contro il muro un vigile tanto da causargli lesioni personali giudicate guaribili, in tre giorni, dai sanitari dell’Ospedale “San Giacomo”.

Una volta ammanettato, veniva condotto all’interno degli Uffici dove continuava a minacciare di morte tutti i presenti e le loro famiglie. E’ stato necessario ricorrere all’intervento del medico in servizio presso il Pronto Soccorso all’interno della Stazione Termini per sedare lo scalmanato. Ovviamente l’uomo è stato arrestato e dovrà rispondere oltre che di atti osceni in luogo pubblico anche di resistenza, minaccia e lesioni a Pubblico Ufficiale.

Per la donna A.S. una tunisina di 35 anni, senza fissa dimora e senza permesso di soggiorno, si è proceduto alla denuncia. I due con molti precedenti penali e senza documenti di identità sono stati accompagnati presso l’Ufficio Interregionale di Polizia Scientifica della Questura di Roma per l’identificazione.

(fonte: ROMANOTIZIE.IT)