Rassegna stampa di notizie più o meno interessanti (per me) dalla rete

Archive for the ‘Press Review’ Category

Roma. Speronano volante dopo l’alt: inseguiti per 40 chilometri.

In Press Review on agosto 9, 2015 at 11:36 pm

I poliziotti hanno intercettato i tre a bordo di un’Audi in via Casilina e ne hanno arrestati due a Montecompatri. Un terzo è in fuga a piedi

Durante un controllo gli agenti del reparto Volanti hanno intimato l’alt ad un’Audi con tre uomini a bordo in via Casilina all’altezza di via Ruderi di Torrenova. Il conducente invece di fermarsi ha accelerato tamponando la volante della polizia. È iniziata una sfrenata corsa tra l’auto e alcune volanti di una quarantina di chilometri, fino a Montecompatri dove sono stati arrestati.

Poi, l’auto, ha perso il controllo

Nella fuga, il conducente dell’Audi, ha speronato più volte le macchine della polizia forzando anche un altro posto di blocco in via Casilina all’incrocio con via Vermicino. La corsa dei tre è finita nel comune di Montecompatri quando l’auto con le volanti alle costole ha perso il controllo finendo in un canale. Scesi dal mezzo, feriti e contusi, i malviventi sono scappati per le campagne circostanti. Due sono stati raggiunti e hanno cercato di fuggire colpendo gli agenti che dopo una colluttazione sono riusciti a bloccarli. Il terzo uomo è fuggito.

Caccia al terzo complice

Le indagini hanno permesso di accertare che l’autovettura su cui viaggiavano i tre era stata rubata qualche giorno fa durante un furto in un’abitazione ad un cittadino tedesco in vacanza in Italia. All’interno del mezzo sono stati sequestrati numerosi telefoni cellulari, vari I-Phone, un navigatore satellitare, una smerigliatrice, un taglia bulloni e altri arnesi da scasso. I due, con vari precedenti di polizia, al termine degli accertamenti sono stati sottoposti a fermo per il reato di ricettazione nonché arrestati per resistenza e lesioni a Pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato. Proseguono le ricerche per trovare il terzo complice.

Un secondo inseguimento

Ma il bilancio dei controlli della polizia disposti dal questore di Roma Nicolò D’Angelo è di un totale di cinque persone arrestate in due diverse operazioni. Sempre domenica a finire in manette, anche, altri tre italiani R.F., D.B.E. e S.S. rispettivamente di 32, 42 e 34 anni. Anche in questo caso gli uomini, a bordo di un’auto erano stati fermati per un controllo a Tor Bella Monaca, invece di fermarsi all’alt dei poliziotti, hanno proseguito la marcia allontanandosi velocemente. Inseguiti dagli agenti, sono stati fermati dopo pochi metri. Due di loro, scesi dall’auto, hanno provato a scappare a piedi mentre il conducente dell’auto ha accelerato la marcia cercando nuovamente di fuggire. Durante la corsa i due hanno tentato di disfarsi di alcuni involucri subito recuperati dagli agenti. All’interno sono stati rinvenuti alcuni grammi di cocaina ed eroina. Recuperata anche una busta contenente 25 boccette di metadone. Inseguito e bloccato anche l’uomo in fuga sull’auto. Accompagnati negli uffici del commissariato Casilino, i tre sono stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti.

Copyright (c) Corriere della Sera – Cronaca Roma

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Uccide l’ex moglie a colpi di pistola; poi si spara: muore in ospedale

In Critical persons, Marriage, Press Review on agosto 9, 2015 at 2:14 pm

Il fatto è accaduto in via Crocefisso, a Squinzano, nel nord Salento
La sparatoria dopo una violenta lite. La coppia aveva due bambini

LECCE – Omicidio-suicidio a Squinzano, nel nord Salento. Un uomo di 45 anni, Sergio Pagano, ha assassinato l’ex moglie, Rita Paola Marzo, di 41 anni, a colpi di pistola e poi ha tentato di togliersi la vita. È morto in serata nell’ospedale «Vito Fazzi» di Lecce. Il fatto è accaduto per strada, in via Crocefisso. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. La sparatoria sarebbe avvenuta dopo una lite. La coppia aveva due figli di 11 e 15 anni. L’uomo è stato ricoverato per ore in gravissime condizioni in ospedale a Lecce. Poi verso le 21 il suo cuore ha cessato di battere. Secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri, Pagano e la moglie si erano separati da due mesi. Lui, però, non si era mai rassegnato. Disoccupato ed in possesso del porto d’armi (lo aveva ottenuto due mesi fa per uso sportivo), Pagano ha visto l’auto della moglie parcheggiata in via Crocefisso.

La dinamica

Rita Paola Marzo faceva la parrucchiera a domicilio e si era recata da una cliente. In strada, dunque, i due si sono incontrati. Tra i due ci sarebbe stata una discussione, poi la donna ha visto l’uomo estrarre una pistola ed ha cominciato ad gridare. Pagano ha esploso un solo colpo di pistola all’indirizzo della donna, colpendola alla testa ed uccidendola sul colpo. Poi ha rivolto l’arma verso di sè, sparando una pallottola alla tempia. Tutto è avvenuto davanti ad alcuni testimoni che hanno avvertito i carabinieri e trasportato l’uomo in ospedale, al «Vito Fazzi» di Lecce, dove è rimasto per ore ricoverato nel reparto di Rianimazione prima di morire. L’uomo ha usato una pistola calibro 9 corto. A terra sono stati trovati due bossoli. Il corpo di Rita Paola Marzo è stato portato nella camera mortuaria dell’ospedale «Vito Fazzi» di Lecce dove nelle prossime ore, su disposizione della Procura della Repubblica di Lecce, sarà eseguita l’autopsia. I carabinieri hanno interrogato i parenti della coppia. La donna non aveva mai denunciato alle forze dell’ordine minacce o intimidazioni da parte dell’ex marito.

Fonte: Corriere della Sera online, 8 Agosto 2015

Italy: Lost in stagnation

In Cities and neighborhood, Economics, Politics, Press Review on maggio 4, 2013 at 9:03 am

L’Italia non può sopravvivere

“Lost in stagnation”. L’impietoso giudizio sull’Italia espresso da Guy Dinmore sul Financial Times. (a seguire)

Di Gian Maria Volpicelli

In un reportage per il Financial Times, Guy Dinmore fa il punto sulla situazione politica, economica e infrastrutturale del Belpaese – e lo scenario non è dei più rincuoranti.

A quattro anni dal terremoto che la devastò, “L’Aquila è divenuta un monumento alla paralisi politica ed economica dell’Italia. Piccole imprese edilizie hanno vinto appalti per la ricostruzione, hanno iniziato a lavorare e sono fallite quando lo Stato non le ha pagate – un’abitudine in tutto il Paese, dove la pubblica amministrazione deve 100 miliardi di arretrati alle imprese private. Come il resto dell’Italia, L’Aquila è piena di soffocanti imposizioni burocratiche“.

Ma la lentezza burocratica è spia di un problema più profondo: l’economia non cresce, i grandi marchi italiani vengono svenduti uno a uno a capitali stranieri e i giovani italiani fuggono a frotte per andare in Germania o per “lavorare nei bar, nelle banche e nelle imprese di Londra”. La politica dovrebbe dare delle risposte ma latita: “Otto settimane dopo le elezioni, risultate in un Parlamento diviso, l’Italia sta ancora aspettando un governo”. Il Movimento 5 Stelle aveva destato interesse all’estero ma “sotto la strana leadership di Beppe Grillo, il movimento sembra disorientato, incapace di trasformare il suo miscuglio di idealisti, estremisti di destra e attivisti di sinistra in un soggetto con un’identità chiara. “La speranza è che Matteo Renzi “giovanile e riformista astro nascente del centrosinistra, possa mettere a frutto la voglia di cambiamento dei cittadini, o che Berlusconi trovi finalmente un erede per la leadership del centrodestra. Ma per ora nuove elezioni – luglio o ottobre le date più probabili – potrebbero andare a finire in un ulteriore stallo.”

E alla domanda finale “L’Italia ce la può fare?” la risposta che Pepper Culpepper, professore all’ European University Institute di Firenze, dà a Dinmore è un sonoro “no“.

(permalink)

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Italy: Lost in stagnation

By Guy Dinmore – FT.com (Permalink)

The ruined city of L’Aquila epitomises the despair of a nation paralysed by political and economic torpor

Silence hangs over the ruins of L’Aquila when 83-year-old Aldo Di Bitonto returns to inspect his shattered home. It is the fourth anniversary of the earthquake that devastated the city and he does not know when or even if he will cross the threshold of his home again.

Reconstruction has all but ground to a halt, through lack of money and paralysing politics that have made medieval L’Aquila the ultimate symbol of Italy’s great stagnation.
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Come si misura la reputazione digitale

In ICT, Information, Internet, Press Review, Rassegna Stampa, Web on novembre 5, 2012 at 1:32 am

di | 3 agosto 2012 | Il Fatto Quotidiano (link originale all’articolo)

Prendendo spunto da un interessante articolo pubblicato qualche giorno fa sul Corriere della Sera online sulla reputazione digitale, dove si dava conto del parere di alcuni esperti sulla crescente popolarità di indici di influenza sui social media, come Klout o Kred (misure del potere di influenza in rete di un’identità digitale, personale o aziendale, attraverso degli algoritmi), insieme ad Andrea Barchiesi, Amministratore Delegato di Reputation Manager, società di ingegneria reputazionale, abbiamo pensato che valesse la pena confrontarsi ed approfondire il tema visibilità, reputazione e influenza nei social network.

Abbiamo trovato condivisibili le parole dell’analista americano che chiudono il pezzo: “Siamo davanti a una nuova era del passaparola: una miniera di opportunità per il marketing” conferma Brian Solis, autore di The rise of digital influence. Ma attenzione, sottolinea il social media analisyt di Altimeter Group: “Questi software non misurano affatto influenza, piuttosto capitale sociale”. Le aziende, spiega a “la Lettura” l’analista americano, si stanno lanciando nella corsa per accaparrarsi gli influencer dei propri settori di riferimento, ma sarà un disastro se credono di poter trarre profitto da questo nuovo modello di marketing affidandosi acriticamente a un algoritmo”. Sono servizi che hanno del potenziale, quindi, ma “il problema è che molti brand stanno scambiando un punteggio per capacità di persuasione. Influenza e leadership sono cose che vanno conquistate, esattamente come avviene nella vita reale”, argomenta Solis.

Il problema è proprio legato al fatto che molti brand stanno scambiando un punteggio per capacità di persuasione.
Influenza e leadership sono cose che vanno conquistate, esattamente come avviene nella vita reale – ma forse non esattamente per le stesse ragioni che si possono derivare dal ragionamento sviluppato in precedenza. Ci occupiamo, Andrea come ingegnere ed io in quanto esperta di comunicazione, di reputazione digitale ormai da diversi anni e crediamo che nonostante l’interesse che l’argomento susciti nell’ultimo periodo (in cui sono apparsi, anche in Italia, molti nuovi concorrenti in questo business fino a poco tempo fa considerato “di nicchia”, nel grande mondo del web e dei social media), ci siano ancora diversi fraintendimenti e malintesi sul lessico stesso della reputazione online. Forse anche con la complicità involontaria di questi algoritmi che pretendono di ridurre a un valore numerico, unidimensionale e “chiuso” un fenomeno ben più complesso, come le analisi che conduciamo da tempo per i nostri Clienti si propongono di fare.

Un’imprecisione sottostante è ad esempio quella di parlare di “influenza” e influencer anzichè come andrebbe fatto, a nostro parere, più genericamente, di visibilità. Influenzare una persona vuol dire avere un impatto sicuro e diretto sul suo comportamento, visibilità più modestamente significa la “presa visione”, in inglese  la chiamano awareness, ovvero la consapevolezza dell’esistenza di una cosa.

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